Autore:
Andrea Sperelli

CITTADINO È uno di quelli che si contendono il titolo di scooter per antonomasia. C’è, da tempo: va, è affidabile, comodo, ogni tanto salta fuori la rinfrescatina per aggiornarlo alle ultime tendenze. Cosa vuoi più dalla vita. Un Tucano, magari, giusto per coprirsi le gambe con in freddone invernale. Poi ciao.

PRIMA IL DIFETTO

Partiamo dal "difetto", dai: cambiamo un po’ l’andazzo di scriverne bene nell’attacco, che è poi quello che la maggior parte legge prima di andarsene, per poi lasciare i "contro" in fondo. Buttati lì. Partiamo dal fatto che se becchi la pioggia o lo lasci parcheggiato sotto l’acqua – può capitare, anche al più attento dei proprietari – e poi magari smette di piovere e poi magari esce per giunta il sole, bene succede questo.

GOCCE DIABOLICHE

Succede che quando meno te lo aspetti, la manopola sinistra inizia a sgorgare simpaticissime goccioline d’acqua piovana nel frattempo trasformate in rigagnoli color ruggine. Alè. Risultato: pantaloni nuovi nuovi, e scarpe preferite, segnati da lentiggini marroncine, ovviamente quando? Sempre prima di incontri importanti, il colloquio della vita, l’aperitivo con la donna candidata a diventare la madre dei tuoi figli. E tu? Ti presenti con gambe insozzate di macchie quantomeno dubbie, come se non avessi retto alla paura dell’appuntamento e ti fossi lasciato irrimediabilmente andare in ascensore.

CASO ISOLATO?

Speriamo, se fosse un difetto dello scooter in prova e basta, non è lecito sapere. In tal caso, la fortuna del sottoscritto schizza all’ennesima potenza. Ma andiamo avanti. È un attimo trovare la posizione in sella con la possibilità di giocarsela sul dove e come piazzare gambe e piedi: raccolti per fare lo sportivone, una via di mezzo per sfruttare la maggior protezione aerodinamica, tutto in avanti per sfoggiare uno stile chopper. Il parabrezzino di dimensione media fa il suo lavoro e non infastidisce come succede – per qualcuno – con la finestra che supera in altezza il casco. Coprendo anche le mani e uscendone bene dal punto di vista estetico.

COMODOSO

dimensioni giuste per il traffico, spazio tanto, anche per due. Comoda la sella, comodo il posto per il secondo passeggero (i piedi leggermente impiccati), comodo lo spazio sotto per piazzarci, oltre alla tuta antipioggia, il casco integrale sempre fastidioso da portare in giro. Rivedibile invece l’apertura del vano dalla chiave dell’accensione: ogni tanto si incaponisce e non permette poi di aprire se non spegnendo il motore.

FA IL BRILLANTE

E come va? Bene, niente da dire. In città il 180 schizza via ai verdi e scivola a dovere nel traffico. Merito anche di uno sterzo piuttosto ampio e della coppia in basso che basta un colpetto di gas e non metti nemmeno giù i piedi, slalomando. Uscendoci, dalla città, il parere positivo non cambia: i 130 orari di contachilometri permettono di scavallare furgonati e camioncini senza il timore di essere risucchiati all’uscita di scia.

ODIA IL PAVÈ

Impazzisce un po’, lo Skyliner, appena arriva il pavè, con un frullato tra ruota davanti, manubrio e pedana che fa venire il mal di testa appena si lascia l’asfalto. Bene i freni che, senza troppe invenzioni avveniristiche tipo Abs o frenata integrale, semplicemente frenano. TIRIAMO LE SOMME Insomma: comodo, accendi e vai, dopo averlo lasciato scaldare un po’ sul cavalletto centrale. Classico mezzo che toglie i pensieri, ti porta in giro rilassato, senza stress. Non è il massimo della comodità lo sportellino del serbatoio, che si incastra spesso e volentieri nell’apertura e il relativo tappo con serratura leggermente vintage. Ma tant’è, il prezzo è più che interessante (2990 € ma contrattando un po’ lo portate via anche a meno) e fa sorvolare anche su qualche finitura un po’ tirata via. Pratico e ben curato invece il cruscottino con la grafica nuova. Chiudiamo: nessun buon motivo per non andarsene in giro in città (e non) con un 180 come il "nostro". E non lo diciamo per la carineria dell’ufficio stampa MBK. Non solo.

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