Autore:
Stefano Cordara

C'ERA UNA VOLTA Era il 1993, la prima moto che arrivò nelle mani di un Cordara neo tester era una Monster 900. La prima, cattivissima, per molti inimitabile, Monster. Mi fa un po' sorridere il fatto che a 10 anni di distanza io sia ancora qui a parlare della stessa moto. Va be non proprio la stessa, per carità, i 10 anni non sono mica passati invano e oggi il monsterone oltre ad avere enormemente migliorato qualità costruttiva e di materiali, si è dotato di tutti gli ammenicoli necessari a fare una moto moderna. Iniezione elettronica, doppia

accensione, catalizzatore. Tutte cose che arricchiscono la scheda tecnica del nuovo motore 1000 Dual Spark.

OGGI COME IERI

Sorrido, perché questa Monster 1000 è quella che più mi ha ricordato da vicino la prepotenza della prima Monster, quella che in un certo qual modo mi ha "svezzato". Mi ricordo una moto grezza, maschia. Mi ricordo la brutalità della risposta del motore data dai due carburatori Mikuni. La moto "veniva su da sola" semplicemente dando il gas, roba incredibile per una non-sportiva, dieci anni fa. Oggi che di naked ce ne sono una miriade, la Monster è ancora li, al suo posto, forte di oltre 130.000 pezzi venduti in tutte le cilindrate, forte della sua apparente immutabilità. In realtà da allora è cambiato praticamente tutto, motori, telaio, sospensioni, elettronica. Solo la linea è rimasta la stessa.

MOSTRO DI COPPIA

E la brutalità è tornata. Perché tra iniezione, catalizzatore, norme antinquinamento il motore 900 aveva perso un bel po' della grinta iniziale. Il 1000 invece è un motore formidabile, con una coppia davvero prepotente ai bassi, un'erogazione corposa, piatta. Insomma proprio il motore che vorresti su una naked. Se non si è troppo teneri con il gas alla fine la ruota anteriore nelle prime due marce sta più su che giù, uno spasso per i maniaci dell'impennata che con il Monster potranno davvero fare i numeri. IL MOTORE PERFETTO Questo 1000 mi è già piaciuto sulla Supersport prima e sulla Multistrada poi, e anche sulla Monster si riconferma come uno dei motori meglio riusciti della storia Ducati. Il vero pompone, instancabile nel voler dimostrare che per creare una naked appagante da guidare non è necessario andare a scomodare cavallerie a tre cifre. I cavalli dichiarati sono solo 84,5, ma alla fine sembrano molti di più e soprattutto sono sfruttabili dal primo all'ultimo. La stessa, potentissima Monster S4 R non è altrettanto equilibrata.

ASSISTO? NO GRAZIE

Tra le novità per il 2004 c'è anche l'avviamento assistito. Solito check dell'elettronica poi premi il pulsante e fa tutto la centralina azionando il motorino di avviamento finché il motore non va in moto. Peccato che a volte la tecnologia "remi contro", soprattutto in questi mesi invernali in cui il bicilindrico Ducati ci mette una vita a raggiungere la corretta temperatura di esercizio (spesso in città si va da un capo all'altro senza che la scritta LO sul cruscotto si sia ancora spenta).

POLLICE FRENETICO

Così non è raro trovarsi nel traffico, con la moto che si spegne e tu che pesti il pollice sul maledetto tasto per riavviare il più in fretta possibile, mentre tutte le automobili ti sfrecciano accanto strombazzandoti. Lui, nulla, nemmeno una piega, è intelligente ma non fino al punto da capire che in quel momento deve partire subito, deve rifare il check e a te viene il nervoso.

ALTRI TEMPI

Dove la Monster fa vedere i suoi anni è nella posizione di guida. In un momento in cui le Naked sono corte, compatte, con il manubrio sotto al pilota, la Monster invece è lunga, ha una posizione di guida distesa con un manubrio largo (quasi troppo). Ti da la sensazione di cavalcare un toro infuriato. Una posizione probabilmente tra le più sportive tra le naked, che sembra fatta apposta per farti aggredire le curve.

SPORTIVA

In fondo quando si guida sportvamente la 1000 Ducati sa ancora essere graffiante. Il traliccio è rigido le sospensioni rigorose, i freni Brembo da 320 potenti (dietro però frena troppo poco). Insomma c'è quanto basta per dare soddisfazione anche ai più infiammati, la luce a terra è quella di sempre, i collettori sono bassi e arrivano presto a toccare l'asfalto.

SENZA REGOLE

Certo su una moto di queste prestazioni (si passano agevolmente i 230 orari) non mi sarebbe proprio dispiaciuto avere una forcella regolabile. Invece regolazioni pochine anzi quasi niente. Peccato. Va da se che anche nella guida spedita la Monster offre sempre il gusto giusto. Su tutto domina il motore, pronto, vivace, fluido come mai un bicilindrico Ducati ha saputo essere, il 1000 Ds offre sempre la spinta giusta al momento giusto.

LA SCALATA AGLI 8000

Scende anche a 2000 giri in sesta, da 3 a 8000 giri si gode di una erogazione coi fiocchi poi c'è il calo, fisiologico per un motore due valvole, ma quello che ha dato prima basta e avanza, e poi su una naked (che si usa quasi sempre su strada) non si vorrebbe di più. Restano ovviamente i punti deboli di ogni Monster, il comfort non è malaccio ma le sospensioni sono tarate fin troppo rigidamente, Il nuovo motore non ha portato miglioramenti a cambio e frizione che restano entrambi piuttosto duri e affaticanti, soprattutto in città.

I SOLITI DIFETTI

Resta uno sterzo troppo limitato che impaccia quando ci si muove nel traffico, restano specchietti da cui si vede poco (anche se sono cambiati, vibrano molto), resta una posizione di guida che crea da subito un "effetto spinnaker" in velocità affaticando molto il pilota alle alte velocità (e causando qualche oscillazione quando si superano i 150 km/h), restano i troppi cavi a vista, l'aspetto un po' disordinato nella zona del motore. Ma la Monster è sempre stata così, e se ha venduto così tanto significa che alla fine, ha ragione lei. In questo servizio:Casco: Vemar Vsr Racing West ReplicaGiacca: Alpinestars Stivali: Sidi