Autore:
Stefano Cordara

LETTERA ALLA REDAZIONE "Salve, mi servirebbe un aiutino dalla redazione. Voglio una sportiva, che però non mi spacchi le braccia, con cui posso andare anche in pista, ma magari stare un po’ comodo e portare la fidanzata al mare senza che inizi a lamentarsi dopo dieci chilometri" Di lettere come questa ce ne arrivano a decine, e ogni volta la risposta mi sorge spontanea. Ma un’Aprilia Tuono no? Perché in effetti tutti (o quasi) inseguono le supersportive tutte cavalli e carena, sono quelle che danno più emozione, ma poi quando sei lì, tra i tornanti, con il mento rasoterra e una prima da centottanta all’ora e fatichi ad

inseguire l’amico con l’enduro monocilindrica che svolazza tra le curve, qualche domanda magari te la fai…

MEGLIO IN ALTO

E magari cominci a trovare interessanti quelle moto con il manubrio alto che rispondono al nome di naked. Ma c’è anche un distinguo da fare, la Tuono non è una naked come le altre. È una vera supersportiva spogliata. Le altre prelevano magari qualche pezzo dalle sorelline a manubrio basso. La forcella, il motore, cerchi, freni. Sono moto che nascono naked per fare le naked. La Tuono no, nasce sportiva, si spoglia, indossa un manubrio alto, un cupolino che pare messo lì per caso, e nasconde con una operazione degna del miglior costruttore di special tutti gli ammennicoli nati per stare sotto l’anonima plastica. Differenza sottile, forse, ma importante quando con le naked si va di corsa.

MADE IN GERMANY?

Non è un caso che l’idea sia partita da un tedesco. Varcato il confine, direzione nord, le sportive "tuonizzate" affollano le strade dei passi di montagna. GSX-R, R1, ZX-R, tutte con il manubrio da cross, che in montagna non ti tiene più nessuno. Lassù in Germania ci avevano dunque già pensato, mai a nessuno però era venuto in mente di farne una moto da costruire in serie. La ricetta Aprilia comunque è vincente, chi prova una Tuono finisce facilmente per innamorarsene.

ISTIGATRICE

È una moto "ignorante" nel senso buono del termine, un giocattolo malavitoso che istiga a fare i numeri anche il motociclista dal polso più inchiodato. Ed è una moto incredibilmente efficace, non solo su strada, ma anche in pista dove ha dimostrato con i fatti di cosa è capace, spiccando tempi da Superstock e dominando qualsiasi gara per naked a cui ha partecipato. Mica male eh? Moto ignorante, su cui Aprilia aveva però completamente sbagliato la grafica…

MOTO SMORTA…

Le Tuono modello 2003 erano troppo smorte. Non si può far scomparire una moto così dietro ad un rosso spento o ad un grigio fumo di Londra da berlina di famiglia. Quest’anno a Noale hanno corretto il tiro, andando in direzione completamente opposta. La più "sobria" è quella nera, poi salendo di vistosità la trovate grigia, o rossa fluo. Per tutte telaio e forcellone neri sella e cerchi rossi. Vabbe’, se prima non si notava, adesso si nota forse anche troppo: se siete degli egocentrici prendetela rossa… le sbirciatine dei passanti o degli automobilisti sono assicurate, anche perché non è propriamente una moto silenziosa. Il V2 Aprilia del resto è sempre stato un motore rumoroso di meccanica e togliendo le carenatura la cosa si è amplificata.

SPORTIVA VERA

È una sportiva, dicevo, e con una sportiva dovete sapere di aver a che fare quando l’acquistate. Non fatevi ingannare dal manubrio alto, in città la Tuono non è certo ai primi posti della classifica quando si parla di comfort. Sospensioni rigide, poco sterzo per svicolare nel traffico (a proposito visto che non ci sono più carena e cupolino perché non aumentarlo un po’?) e un cavalletto laterale che fatica a farsi trovare ogni volta che lo si vuole azionare, sono le prime pecche che annoto sul bloc notes nell'uso quotidiano. Fastidi, non difetti. E fastidioso è anche il comando frecce invertito con quello del clacson, cosa che ho già rilevato altre volte sui prodotti Aprilia/Guzzi e di cui mi chiedo ancora un perché.

PULEDRO DI RAZZA

Da buon animale di razza la Tuono mette in mostra da subito il suo carattere verace. Il motore accetta di scendere fin poco sopra i 2000 giri, ma detto questo ai bassi regimi non è un mostro di fluidità. La prima lunga (da sportiva, appunto) non lo aiuta e ogni volta che devi partire spedito devi giocare un po’ con la frizione.

ACCORCIATELA

Per questo, se volete un consiglio, monterei una corona più grossa (diciamo tre denti?) o il pignone da 16 denti al posto di quello standard da diciassette. Ne guadagnerete di sicuro. Certo è che il manubrio alto è comunque un toccasana, andare al lavoro o all’università con una RSV ti spezza, con una Tuono è solo divertente.

CURVE, CHE PASSIONE!

Capitolo extraurbano. È qui che la Tuono gioca le sue carte migliori. È qui che riesce fin troppo facile cedere ai suoi richiami da sirena. Con quel timone (quasi fin troppo largo) tra le mani si gode di una maneggevolezza esagerata, e visto che "sotto" c’è una ciclistica di quelle buone la Tuono dà dei punti a tutti appena la strada comincia ad attorcigliarsi su se stessa. Rapida, veloce, precisa. Pensi ad una traiettoria e "paf" è già lì, impegno fisico zero, divertimento cento.

DRITTI E ALTI

Tutto supportato da un motore che quanto a cavalli sa il fatto suo, da freni eccellenti (le quattro pastiglie qui davvero non servono) e da un cambio perfetto per rapidità e precisione. Occorre solo abituarsi ad essere seduti in alto, più appoggiati che inseriti nella moto. Inoltre è avvertibile una certa leggerezza di sterzo, perchè l’ampio braccio di leva amplifica la reazione alle sollecitazioni e il pilota non carica il l’avantreno con il peso.

S’ARRIZZA

Logico quindi che questa moto sia anche piuttosto facile all’impennata. Gli amanti del wheeling hanno trovato pane per i propri denti. In ogni caso la moto non è nervosa (c’è anche un ammortizzatore di sterzo a dare una mano) e per migliorare ulteriormente la situazione consiglio di arretrare leggermente il manubrio, così da dare un po’ più di carico sull’avantreno ed avere una moto ancora più efficace, magari per un utilizzo in pista. Il cupolino c’è… ma non aspettatevi una protezione da sport touring. Toglie aria dal busto, ma il casco è tutto esposto. Certo meglio che non averlo e direi che fino a 140 si viaggia bene. Quanto al passeggero, beh... quello è scomodo anche quì. Pedane alte, nessun appiglio. L'unico vantaggio rispetto ad una sportiva vera è il fatto che chi guida sta più dritto e protegge meglio il secondo che viaggia quindi più riparato.CRUSCOTTO BASSO Della RSV la Tuono eredita anche la strumentazione, un po’ plasticosa ma completissima e con tanto di cronometro. Però si vede poco; li dov’è andava bene per i manubri bassi, perché ce l’avevi sotto il naso, ma adesso che si sta seduti belli dritti finisce per essere troppo bassa costringendo ad abbassare troppo la testa per guardarla. Ma quando si è rapiti dalla sua guida, guardare il cruscotto è l’ultima cosa che viene in mente.

PROVATELA IN PIAZZA

Non ci credete? Provatela. Aprilia per tutti i week end del prossimo mese ve ne mette a disposizione due nell’Aprilia Racing On Tour, una manifestazione itinerante che girerà le piazze d’Italia. Non è certo un caso che alla prima tappa, domenica scorsa, ci sia stato chi, appena sceso di sella, è entrato dal concessionario a farsi fare un preventivo.

In questo servizio:Casco: Vemar VSR West ReplicaGiacca: Dainese SFC Guanti: Dainese Super Nord Dry

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