Scuole di pilotaggio
Ducati DRE: tra i cordoli con il maestro

Ducati DRE: tra i
cordoli con il maestro

Abbiamo partecipato al corso Ducati DRE, pista I livello. È vero, il corso si paga e non poco, ma la qualità degli istruttori e i servizi offerti sono unici nel panorama delle varie academy
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Autore:
Alessandro Codognesi

SI PUÒ FARE DI PIÙ Qualcuno una volta ha detto che, nella vita e comunque in qualsiasi disciplina, “si può sempre migliorare”. Non si è mai abbastanza esperti, non si è mai troppo vecchi, mai sufficientemente saggi per dire “non ho nulla da imparare”. È con questo spirito che ho accettato l’invito al Corso DRE, Pista I livello. Anche perché, francamente, mi ritengo ben lontano dall’essere un volpone dei cordoli, un corso di guida non può che farmi bene.

SOLO PANIGALE D’altro canto, il livello del Corso DRE, Pista I livello sembra essere piuttosto alto: per i corsi di guida in pista, infatti, si gira solo con la Ducati 1199 Panigale, massima espressione tecnologica della Casa bolognese. Grazie alle sue regolazioni elettroniche, infatti, si può scegliere se farla pronto gara o più semplicemente moto per novizi della pista.

FYI La partecipazione ai corsi prevede l'utilizzo della moto, l'istruttore, il pranzo e il welcome kit. Per chi non fosse fornito di abbigliamento tecnico (tuta, guanti, casco e stivali) è possibile noleggiarlo segnalandolo al momento della prenotazione online. Maggiori informazioni si possono avere consultando il sito www.ducati.it alla sezione "Experience", scrivendo all'indirizzo di posta elettronica dre@ducati.com o telefonando al numero 0542.655.141 attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 09.30 alle ore 12.30 e dalle ore 14.30 alle ore 17.30.

THE OTHERS Ovviamente, il Corso DRE, pista I livello è solo uno dei tanti corsi cui è possibile partecipare. Ecco la lista completa: Corso base con Monster 796, Corso intermedio con Monster1100 ABS, nuova Multistrada 1200, nuova Hypermotard, Corso di guida in pista I livello con 1199 Panigale, Corso di guida in pista II livello con 1199 Panigale, Master di pilotaggio con la 1199 Panigale S e infine la più prestigiosa Troy Bayliss Academy con la 1199 Panigale S con kit racing. Prezzi? Non bassi, certo, ma la qualità si paga: si parte dai 350 euro necessari per un corso base fino ad arrivare ai 2.100 euro della Troy Bayliss Academy. Il corso a cui ho preso parte io, il Corso pista I, costa 890 euro, tutto compreso, e si colloca esattamente a metà della scala prezzi. Considerati anche gli istruttori del calibro di Manuel Poggiali, Marco Lucchinelli, Niccolò Canepa e via di seguito, si capisce dove vadano gli euro spesi.

INTERMEDIATE Nel corso intermedio, per intendersi quello che si affronta con Monster, Multistrada e Hypermotard, è prevista anche la prova di frenata su asciutto, bagnato e sdrucciolevole, per capire realmente come funziona il sistema ABS di Bosch. Nella fattispecie, l’ABS Bosch 9 è uno dei più evoluti sistemi antibloccaggio al mondo, riuscendo anche a essere il più piccolo e leggero. E tanto per la cronaca, Bosch ha in cantiere una versione low cost dell’ABS 9, che agirà sulla sola ruota anteriore (un solo canale) ma che avrà nel basso costo di realizzazione il suo asso nella manica.

CALENDAR Il sottoscritto ha avuto la fortuna di partecipare alla terza delle sei tappe previste per il DRE, quella tenutasi al circuito internazionale di Adria. Ecco invece le prossime date a calendario, per chi fosse interessato: 25-26 giugno Misano World Circuit Marco Simoncelli, 16-17 luglio Mugello International Circuit e infine 10-11 settembre Adria International Raceway.

PRESENTATIONS La mattina il Corso DRE, Pista I livello prevede una simpatica prima parte di presentazioni, dove il cabarettistico Dario Marchetti ci illustra tutti gli istruttori del corso: Alex Polita, Manuel Poggiali ma anche Marco Lucchinelli sono solo alcuni dei nomi della crew. A me tocca Gianni De Matteis, ex pilota pluri decorato che ora si dedica alla sua autofficina e all’addestramento in circuito. Il buon De Matteis è un tipo simpatico, di quelli che la sanno lunga ma che dispensa consigli col sorriso, quel sorriso che ha chi in moto si diverte per davvero ma mai troppo sul serio.

TEORIA PORTAMI VIA Finite le presentazioni del caso, è il momento di un po’ di teoria, di quella utile nell’immediato: corretta posizione in sella, come frenare e come accelerare, dove mettere le ruote una volta in pista, tutta roba molto pratica ma spiegata a livello teorico. Nulla di trascendentale, e comunque se qualcosa non fosse chiaro, manco fossimo al liceo, si alza la manina e si chiede.

TUTTI IN PISTA Via le penne e sù la tuta, è il momento di dare un po’ di sano gas in pista. Ad Adria ci ho girato solo una volta, per di più in macchina e parecchi anni fa, per cui posso definirmi poco più che verginello. Poco male comunque: Gianni ci dà giusto due dritte prima di partire, ma il ritmo del primo turno è talmente blando che non ci sono problemi a stargli vicino. Qua si prende confidenza con la bombardona bolognese, non si tirano le marce ma bisogna seguire le linee dell’istruttore, perché quando il ritmo si alzerà sarà fondamentale mettere le ruote al posto giusto.

ORA SPINGO Terminati i primi due turni a passo di parata, ora sono bello caldo e pronto a spingere un po’. Anche tutto il resto del mio gruppo, composto da 6 elementi, sembra dello stesso parere e visto che abbiamo fatto tutti i bravi, il buon De Matteis decide di osare un po’ con gli ingressi curva. Ora sì che si ragiona: con le linee imparate prima, le curve di Adria hanno ben pochi segreti da nascondere. Il ritmo si alza ancora, qualcuno rimane un po’ indietro ma ha comunque tutto il tempo di recuperare in rettilineo, dove Gianni molla il polso per ricompattare tutti, manco fosse lo sheepdog con il suo gregge. Ottimo, anche perché in un gruppo di sei motociclisti, è praticamente impossibile avere tutti lo stesso passo.

CAMERA ON-BOARD È il momento di didattica pura: Gianni monta sul cruscotto della sua Panigale una GoPro, la fantomatica telecamerina tanto amata dagli sportivi. E uno dopo l’altro, per un paio di giri, si va davanti a lui che ha la premura di riprenderci. Finito il turno, tutti davanti allo schermo del PC per la correzione del compito in classe…pardon, della posizione in sella e delle traiettorie. Un po’ più stretto qui, un po’ più lungo là, ce n’è davvero per tutti, anche chi crede di essere sostanzialmente intoccabile quanto a critiche. E con il passare dei turni, la confidenza aumenta, il ritmo anche ma soprattutto si crea un bel gruppetto di amici, che gira in pista per il piacere di farlo ma con la sicurezza che un normale turno tra smanettoni non potrà mai garantire.

HIGH-SIDE? NO, GRAZIE Due parole vanno spese anche sulla competenza della Panigale, in particolare del suo controllo di trazione. 195 cavalli all’albero sono un bell’affare da saper gestire, tant’è che dopo un tornantino il mio entusiasmo mi porta a esagerare un po’ con la manetta. Ma nonostante il mio tentativo di suicidio, il DTC sviluppato da Bosch si mette una mano sulla coscienza ed evita il peggio tagliando sapientemente la potenza alla ruota. Risultato? Un bello scossone ma nient’altro, senza il DTC avrei parcheggiato la moto nelle vie di fuga.

CAPITA… Com’era prevedibile, spingi che ti spingi qualcuno s’è anche sdraiato. Nulla di grave, ma soprattutto non un botto da esaltato, semplice scivolata in ingresso curva con avantreno chiuso. Risultato? Una pacca sulla spalla del malcapitato, check rapido ma niente ossa rotte e moto sostituita in un battito di ciglia. Rimborso dei danni? Nulla, la franchigia è applicata solo in caso di comportamento negligente e nella maggior parte dei casi è comunque inferiore al valore reale dei danni. Sarà anche costoso il corso, ma la tranquillità garantita da esempi come quello appena citato, per quanto mi riguarda non ha davvero prezzo.

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