Autore:
Stefano Cordara

Una L in più e la K 1600 cambia decisamente comportamento; qui si va sul supercomfort e in questo caso il mirino è puntato dritto sulla Gold Wing di cui la BMW K 1600 GTL riprende e anche, in parte, l’impostazione di guida che a memoria assomiglia molto a quella della nippoamericana. Dico in parte perché, alla fine, la sella standard della GTL (molto bassa ma ce n’è anche una più alta in optional) e il manubrio conformato diversamente da quello della K 1600 GT fanno sì che il pilota sieda più arretrato e diritto.

PIEDI AVANTI Le pedane quindi non sono avanzate granché, piuttosto è la sella che è arretrata e alla fine a mio parere i piedi non avanzano abbastanza lasciando le gambe comunque un po’ troppo piegate all’indietro. Detto questo la GTL offre un comfort da Limousine, restando in casa BMW con un paragone automobilistico possiamo dire che se la K 1600 GT è una sorta di M5 ovvero la sportiva cammuffata da berlina, la GTL è senza dubbio su una serie 7: super lusso, super comfort, super capacità di carico con le tre borse. Ad essere comodo non è solo il pilota ma anche il passeggero trattato da re.

SILENZIO, SI VIAGGIA Appena di accomodi sulla BMW K 1600 GTL entri subito in un “mood” diverso, la sella è più bassa i piedi toccano meglio a terra, e la moto proprio a causa della seduta più bassa si manovra anche meglio nelle manovre a bassissima velocità, anche se il peso passa da 323 a 348 kg. La guida si fa automaticamente più morbida, le velocità più basse ma non perché la moto non consenta di andare veloci come con la GT (solo la velocità è stata autolimitata a 220 orari effettivi) quanto perché con la GTL non ti vien mai voglia di correre. Piuttosto ti vien voglia di goderti il paesaggio, di giocare con le infinite funzioni del suo computer di bordo o di ascoltare la propria playlist preferita (la radio, ottima tra l’altro, è un must su questa moto).

RUMORE PACATO Ti viene voglia anche di accendere subito il cruise control, cosa che con la GT non mi era nemmeno passata per la testa. Gadget inutili, dite? Forse, su un moto normale, ma provate una di queste moto così attrezzate e vedrete che non li troverete così inutili. Sulla GTL anche il rumore è differente: grazie a un diverso giro dei gas di scarico nei silenziatori, il sei in linea ha un sound più educato, il che non mi è dispiaciuto affatto.

COMFORT SOPRA A TUTTO Insomma, se con la K 1600 GT viaggi con il casco integrale, con la BMW K 1600 GTL ti metti un jet e ti godi la moto in un altro modo, in questo caso l’assetto “comfort” dell’ESA II diventa quasi obbligatorio per godere del massimo comfort (tra le due moto le differenze di assetto sono minime e a livello di idraulica), in perfetta combinazione con la mappatura “Road” per il motore per una guida davvero scacciapensieri.

SCHERMO TOTALE La protezione offerta dal maxi parabrezza è perfetta, anzi la sua conformazione è così ben studiata che la pressione alle spalle non è degna di nota anche quando il parabrezza è alla massima altezza e comunque inferiore che sulla GT. Occorre comunque abituarsi a guardare sempre attraverso il vetro, perché sulla GTL quando è nella sua posizione più bassa il bordo del plexiglass resta all’altezza degli occhi e dà un certo fastidio.

QUALE SCEGLIERE? Chilometro dopo chilometro la GTL ha conquistato punti. Alla fine è forse la moto più azzeccata delle due K1600: sibaritica nella dotazione, grandiosa nella protezione, non meno efficace nella guida e con una concorrenza ridotta al lumicino. Certo rispetto alla GT si siede un po’ più lontano dalla ruota davanti che così comunica anche meno, le pedane sono un pelo più basse e toccano prima a terra (con la GT non abbiamo toccato per nulla, con la GTL un paio di volte) ma alla fine la base tecnica è la stessa e la guida non è così differente e l’efficacia non molto inferiore. Per tutto il resto vale quanto detto per la K 1600 GT, calore sui piedi compreso che però ho notato essere parecchio minore avendo l’accortezza di arretrare i piedi e appoggiarli sulle pedane con la sola punta.


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