Autore:
M.A. Corniche

CALDI E ASCIUTTI Come per i motociclisti, anche i ciclisti urbani devo dotarsi di un’attrezzatura adeguata. Specie in inverno una giacca tecnica è fondamentale per evitare di sudare durante la pedalata e di gelarsi quando ci si ferma. Difficile trovare il capo giusto nei cataloghi di abbigliamento da bici. Sono in genere pensati per il ciclista sportivo, quello che parte, suda e quando si ferma si butta in doccia. Il ciclista urbano ha altre esigenze termiche, oltre che stilistiche.

SPORT INVERNALI Volendo evitare di arrivare in ufficio sponsorizzati dalla Mapei o dalla Mercatone Uno o con la camicia da strizzare meglio guardare tra le giacche tecniche. Meglio guardare alle giacche da sci o da sport invernali e, spulciando tra i cataloghi, ho trovato per esempio la Columbia Ultrachange Parka. Non lasciatevi ingannare dalla foto che trovate sul sito, non è un giaccone pesante e superimbottito. Sembra una giacca immateriale, pesa 680 grammi, sottile e poco imbottita.

HI-TECH Imbottita la Columbia Ultrachange Parka lo è di tecnologia, summa di tutte le tecnologia di Columbia per trattenere il calore, espellere il sudore e proteggere da vento, pioggia e neve. Omni-Heat con i suoi pallini argentati regola la temperatura interna riflettendo il calore verso l’interno e dissipando il calore in eccesso verso l’esterno. Omni-Dry, guscio che protegge dal clima inclemente e consente la traspirazione. Omni-Wick EVAP, che accelera l’evaporazione del sudore verso l’esterno.

UN GUANTO Ho provato la Columbia Ultrachange Parka per alcune settimane nella vita quotidiana di un gennaio milanese, a piedi e in bici, in auto o in aeroporto. È leggerissima e così sottile che non impaccia mai i movimenti anche se sta ben aderente, al contrario di molte giacche invernali, pesanti e blindate come scafandri. Ha un cappuccio non imbottito ma compatibile con il casco: se piove si possono tenere il casco indossato e la testa asciutta.

DUE IN UNA All’inizio il solito sistema di Columbia che lascia i due strati liberi, vincolati soltanto da minimi legacci ai polsi e al collo, mi lasciava perplesso. Poi, invece, ne ho apprezzato la praticità: certo, è necessario chiudere due zip, ma pesa meno e si sfrutta meglio la modularità della stratificazione, potendo tenere facilmente l’interno ben chiuso e l’esterno aperto.

TUTTO A POSTO Le tasche dell’Ultrachange Parka di Columbia sembrano poche al primo contatto, ma in realtà sono più di quanto serva. Delle tre zip stagne esterne, la più piccola sul petto è ottima per il cellulare e le due grandi zip sono multifunzione: aprono due tasconi, in cui riporre guanti, sciarpa e cappello, anche ingombranti, e sono anche prese d’aria per regolare meglio la temperatura interna. Ogni volta che è necessario prendere la chiave di casa o della bici, tocca aprire una lunga zip, ma si è sicuri di non perdere le chiavi dalla tasca. Il giubbotto interno, che può vivere una vita indipendente dallo strato esterno, ha poi altre tre tasche, una interna con zip e uscita cuffia per portafogli o lettore MP3 e due laterali. Sei tasche in totale, più di quanto serva.

TERMOREGOLATA La termoregolazione funziona in maniera eccellente. Con la Columbia Ultrachange Parka ho affrontato il grande freddo, la superpedalata di fretta e i venti gradi invernali di Valencia. Si indossa a zero gradi come in auto con il riscaldamento acceso: la temperatura interna è costante, di sudore non se ne parla, anche pedalando come per vincere una tappone del Giro d’Italia. Non ho mai sentito caldo, la temperatura è regolata sul tiepido ma non ho mai sentito freddo pure nelle giornate fredde con la nebbia che si incolla addosso. Anche indossando infreddoliti la giacca lasciata al freddo, la Ultrachange Parka sfrutta subito il calore del corpo e si scalda e termoregola quasi immediatamente.

PULCINO PIO È una giacca costosa, costa qualche centesimo in meno di 450 euro ed è talmente leggera che non si percepisce il peso del denaro speso. Ma alla prova dei fatti funziona egregiamente. È disponibile in nero e in un bel giallo un po’ acido, ottimo per la visibilità in bici (non ha profili riflettenti) ma anche per meritarsi battute tipo Pulcino Pio o Capitan Ventosa quando scendete di sella. Il farmacista, poi, ha capito subito che ero in bici…


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