Autore:
Alessandro Codognesi

UNA DIFFICILE Mi riesce sempre difficile giudicare le maxi-naked. Cerco di spiegarmi: esistono due grandi sottogruppi di questa categoria di moto. Ci sono le maxi-naked ragionevoli e sensate, con motori che erogano tanta coppia ai bassi e che hanno ciclistiche morbide. Poi però ci sono le folli super-naked: hanno motori con potenze monstre e ciclistiche pronto-gara. Gravitano in un limbo riservato a pochi e che rischia di non avere molto senso. A cosa potrà mai servire una moto con il manubrio alto, poco riparo e un motore da oltre 160 cavalli (e me lo chiedo anche io, mentre mi avvicino curioso alla rossa BMW S 1000 R)? Bella domanda…

CHE EMOZIONE! In realtà, il pianeta delle super-naked non è così popolato. C'è l’Aprilia Tuono, di fatto una RSV4 senza le carene (come la sorella sportiva infatti ha lo sterzo libero, ossia il cupolino e i fari non girano con lo sterzo che è, appunto, libero), la KTM 1290 Super Duke, una moto esagerata ma pensata e sviluppata specificatamente nell’ottica di un utilizzo stradale, e infine la BMW S 1000 R. Lei, la BMW, si colloca a metà tra queste due: al carattere irriverente della Tuono mescola un paio di furbe accortezze per rendersi apprezzabile anche nella vita quotidiana. Perché, dai, chi mai vorrebbe convivere con una pornostar in attività?

LA BELLA ADDORMENTATA Bella? Diciamo che la BMW S 1000 R è un tipo. Può piacere a chi ama i sapori forti, estremi. Di certo non passa inosservata: con l’Akrapovic completo montato (optional), ogni viuzza di Milano diventa l’occasione per far sapere al mondo intero che ci siete. Però lo scotto da pagare è alto: sarà anche una libidine da ascoltare, ma con l’Akrapovic dite addio alle pedane passeggero. Sacrificio accettabile per qualche dB in più? Decidetelo voi!

DATE UNA MEDAGLIA A QUEI QUATTRO Si possono dire tante cose sull’erogazione di un motore. Su quella della BMW S 1000 R, per esempio, mi viene da dire che è semplicemente travolgente. Non fraintendetemi, la risposta dell’acceleratore è dolce e lineare, si può tranquillamente girare in sesta a 40 km/h senza avvertire fastidiosi strappi (provate a farlo con una Tuono V4…). Quello che intendo dire è che, nella vita reale, i 160 cavalli accoppiati ai 200 chili scarsi della moto sono quasi una pazzia: ogni rettilineo, anche il più lungo, non è mai abbastanza lungo, lo spazio e il tempo sono due dimensioni totalmente relative in sella alla supernaked di Monaco. E non bisogna mai aspettare: già poco sopra il minimo, il 4 in linea attacca con una forza spaventosa. Tutto molto bello, non c’è che dire, anche perché con il cambio elettronico e l’erogazione lineare ci si prende subito parecchia confidenza. Ma fate attenzione: quando vi sembrerà di aver preso le misure alla sua potenza, forse è il caso di fermarsi a riflettere su cosa state facendo…

DUE CHICCHE Non dovete pensare che la BMW S 1000 R sia una moto inguidabile, ad esempio, nel traffico. O troppo stancante in autostrada, tutt’altro. Con qualche euro in più rispetto alla moto di serie (molto ben spesi) si ha infatti accesso alle manopole riscaldabili, fondamentali per l’inverno, al cruise control, una benedizione per i lunghi viaggi, alle sospensioni semi-attive, fondamentali per digerire il terreno sconnesso delle metropoli. Chiaro, non è una tourer e nemmeno lo vuole essere ma, pur rimanendo un leone di razza purissima, la S 1000 R ha quelle due o tre concessioni al confort (optional, è vero) che fanno la differenza per chi ne vuole fare un utilizzo a tutto tondo.

UNA LIBIDINE D’altra parte, è pur sempre una bestiaccia che, vuoi o non vuoi, in città non è proprio a suo agio. Ma su un passo di montagna o sul misto in genere è realmente efficace e dannatamente divertente. Per il motore non c’è mai abbastanza spazio, lo hoi detto, ma si può usare con soddisfazione il sottocoppia sfruttando la poderosa schiena del motore. La ciclistica della BMW S 1000 R, manco a dirlo, è svelta è agile, anche se mostra chiaramente di prediligere i curvoni veloci in appoggio piuttosto che un percorso stretto e tortuoso. In quest’ultimo frangente, in realtà, una grossa mano la danno le sospensioni semi-attive: tarando l’idraulica istante per istante, rendono la moto agile nei cambi di direzione, stabile in appoggio. Magie dei chip!

MOSTRO SACRO Dopo un paio di settimane passate in sua compagnia l’impressione che ho è quella di essere dipendente, proprio come un tossico lo è dalle droghe pesanti. Potentissima, leggera e precisa, è l’equivalente motociclistico di un pugile all’apice della forma fisica ma con un dress code business casual. Cruise control e manopole riscaldabili su una moto sportiva? Ben vengano!

IN QUESTO SERVIZIO
Casco SHOEI NXR
Giubbotto IXON MECHANICS
Guanti OJ WINTER
Jeans IXON EVIL
Scarpe TCX X-RAP WP


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