Prova su strada
BMW R 1200 RS 2015

BMW R 1200 RS 2015

Con poche modifiche mirate alla già ottima base della nuda R, la BMW R 1200 RS 2015 riporta in auge il filone delle sport touring. Con gli optional giusti, il comfort per i lunghi viaggi convive con un grandissimo piacere di guida 

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Autore:
Paolo Sardi

L’EREDITA’ Dopo circa una decina d’anni d’assenza, nel listino BMW Motorrad rispunta una sigla gloriosa: RS. A portarla è la BMW R 1200 RS 2015, che cerca di ridestare l’interesse del mercato per il segmento delle sport touring, messo in ombra negli ultimi tempi dal boom delle cosiddette crossover. Un’impresa non facile ma alla portata di quella che può essere considerata l’erede di due BMW che hanno fatto la storia: la R 100 RS del 1976, la prima moto con carenatura integrale sviluppata in galleria del vento, e la R 1100 RS, che nel 1993 portò al debutto la sospensione anteriore Telelever.

SALTO GENERAZIONALE Per riuscire a fare breccia nel cuore dei motociclisti la BMW R 1200 RS 2015 punta prima di tutto sul look. I designer di Monaco sono riusciti a svolgere bene il tema, sempre piuttosto complicato, della mezza carena. La R 1200 RS riesce infatti a non sembrare la secchiona un po’ racchia della classe, come era invece un po’  la vecchia ST, ispirandosi invece alla sportivona di casa, la S 1000 RR, di cui riprende il faro asimmetrico e il taglio geometrico dei convogliatori. Sopra il cupolino puntuto spicca un parabrezza che può essere fissato su due altezze e poi – partendo da ciascuna di esse - regolato a mano su due posizioni, semplicemente sollevandolo e abbassandolo.

SEMBRA POCO… Le peculiarità della BMW R 1200 RS 2015 non finiscono certo qui, tanto che gli uomini BMW sottolineano come questa moto si possa definire più correttamente cugina della R 1200 R e non sorella. Il manubrio, per esempio, è più stretto di circa 4 cm, più basso di un paio e avanzato di altrettanti, con le estremità un po’ più rivolte all’indietro. Restando nella zona anteriore, cambiano l’alloggiamento dei cuscinetti di sterzo, la piastra inferiore e il piedino della forcella: a parità d’inclinazione del cannotto (27,7 gradi), l’avancorsa diminuisce di una decina di mm (ora è di 114,8 mm), mentre l’interasse cresce di 6 mm (per un totale di 1.527 mm). La differenza si nota anche una volta sulla bilancia. La diversa posizione di guida più caricata in avanti fa sì che il peso complessivo pilota più moto (che di suo pesa 236 kg in ordine di marcia) sia più spostato sulla ruota anteriore: qui grava il 49% delle massa totale, mentre sulla R nuda la percentuale si ferma al 46.

LAVORO DI FINO Per il resto i tecnici di Monaco si sono limitati a una sorta di copia e incolla: il telaio tubolare, che ha il motore come elemento stressato, è confermato, così come il forcellone monobraccio Evo Paralever. Quanto al boxer 1200, raffreddato in parte a liquido, si segnalano giusto interventi di dettaglio: la carenatura, con le sue prese dinamiche, porta una maggior quantità di aria fresca in velocità sul lato aspirazione e quindi gli ingegneri hanno dovuto rivedere le mappature della centralina. La potenza dichiarata resta la stessa, 125 cv, e 125 sono sempre i Nm di coppia, ma a mezza voce si lascia intendere che la RS ha una maggior propensione a salire di giri rispetto alla R.

CHIP AL POTERE Parlando di mappature, viene spontaneo aprire il capitolo elettronica di bordo, che per la BMW R 1200 RS 2015 si presenta, come vuole la tradizione della Casa, molto articolato. La materia è nota ai più e quindi cercherò di farla breve, per quanto possibile. La moto è venduta di serie a 14.600 euro chiavi in mano con di serie due mappe motore (Road e Dynamic), ABS e controllo della stabilità ASC. Pescando nello sconfinato elenco degli optional si possono avere (ed è quasi un must) le sospensioni a regolazione elettronica semi attive Dynamic ESA (gli esemplari che le montano si riconoscono per i foderi della forcella upside down color oro). Anche per loro ci sono due tarature, chiamate Road e Dynamic, ciascuna con tre settaggi impostabili in base al carico. Tutto qui? Nemmeno per sogno: acquistando le Modalità di Guida Pro si hanno un controllo della trazione più evoluto (DTC) e altri settaggi per gestire il motore, Rain e User, il primo più soft e il secondo configurabile a piacere a livello di vari parametri. Se a questo punto si pensa che l’assetto ESA lavora a braccetto con la centralina e che quindi Road e Dynamic si aggiustano in base al set up scelto per la meccanica, si rischia di diventare matti…

SU MISURA Più semplice pensare che la moto si può ordinare, tra le altre cose, anche con quattro diverse selle (senza alcun sovrapprezzo, con altezza da terra tra i 76 e gli 84 cm)), con borse laterali da 28 litri e con un top case da 30 litri, oltre che con le immancabili manopole riscaldabili, con fari supplementari e con un navigatore che dialoga a sua volta con l’elettronica di bordo ed è gestibile attraverso la rotella montata vicino alla manopola sinistra. Per avere un quadro completo anche dei pacchetti a catalogo, suggerisco però di consultare il listino qui sotto e di passare poi alla pagine successiva, per scoprire come va la R 1200 RS 2015. Ne vale davvero la pena.

COSA HO INDOSSATO

CASCO AGV K5 Al di là dell’aspetto quasi futuristico e della forma slanciata, l’AGV K5 non è un casco racing, bensì da turismo veloce, con la sua brava chiusura a doppio anello. La calzata è comoda e l’imbottitura aderisce bene alla testa, senza dare alcun fastidio, neanche dopo ore e ore di viaggio, nelle quali si possono apprezzare pure la praticità del visierino parasole integrato e la silenziosità. Il campo visivo è ampio, specie sui lati, mentre la ventilazione è buona solo nella parte superiore.

GIACCA DAINESE RACING D1 E’ una giacca sportiva in pelle con una vestibilità slim ma che non fascia troppo nemmeno chi rinvia l’inizio della dieta da molti lunedi, grazie ai numerosi inserti in tessuto elastico. Pur senza avere una particolare imbottitura, questo giubbotto isola abbastanza bene il busto nelle giornate fresche, mentre per quelle torride ci sono le prese d’aria sul torace. Ottima la qualità percepita e non solo per la presenza degli scenografici inserti in alluminio sulle spalle. Nonostante lo spirito racing, ci sono inseriti in tessuto rifrangente, un fattore di sicurezza da non sottovalutare.

PANTALONI DAINESE SF Questo capo non fa parte della collezione 2015 ma fa sempre la sua onesta figura, con una vestibilità comoda e un’ottima pelle. Poche storie: un prodotto di qualità dura una vita e non risente del passare del tempo.

GUANTI DAINESE DRUIDS ST Questi guanti offrono un eccellente compromesso per chi cerca un prodotto sportivo, che assicuri la necessaria protezione in ogni frangente, ma che sappia anche risultare confortevole nei trasferimenti più lunghi. La conformazione dell’anulare e del mignolo favorisce la presa sul manubrio, assieme agli inserti sul palmo (che è realizzato in morbida pelle di capra), mentre indice e medio hanno un rinforzo laddove entrano in contatto con la leva del freno. La qualità delle finiture è molto buona, mentre ad appagare la vista provvedono gli inserti in carbonio.

STIVALI DAINESE TR- COURSE OUT Questo stivale in microfibra ha un taglio molto sportivo, con ampie zone in materiale termoplastico, inserti in nylon, snodo nella zona della caviglia e protezioni su ogni fronte. Oltre che sicuro, sa essere però anche comodo, grazie a una pratica regolazione dell’ampiezza del polpaccio tramite velcro, a una imboccatura piuttosto ampia e a una conformazione che lascia il giusto spazio al collo del piede. Una bella sorpresa viene dalla tenuta all’acqua, discreta anche per la versione che sulla carta non sarebbe impermeabile. Da notare che ho preferito mettere i pantaloni sopra lo stivale nonostante questa variante Out sia pensata per restare esterna.

COME VA Si fa presto a dire sport touring: quando si parla di moto che tengono una ruota in un segmento e una in un altro, non si può dare mai nulla per scontato. La BMW R 1200 RS 2015 non fa eccezione alla regola e, mi sbilancio da subito, offre un compromesso inedito e vincente, dimostrandosi depositaria di raro equilibrio globale.

UNA ROSA SENZA SPINE Il primo centro a Monaco lo mettono a segno alla voce posizione di guida: il nuovo manubrio, in abbinamento alla sella standard posta a 82 cm da terra, fa sì che il pilota abbia una sistemazione ottimale, almeno per me che sono alto un metro e 83. Il busto è leggermente inclinato in avanti ma il peso non grava sui polsi, con i palmi delle mani che si adagiano delicatamente sulle manopole. Anche l’angolazione di queste ultime è indovinata: fa sentire inseriti nella sagoma della moto, ben riparati dal cupolino, pur lasciando una buona leva nelle manovre e una gran sensazione di controllo a qualsiasi andatura. Nessun segno di indolenzimento, insomma, nemmeno dopo aver fatto su e giù per un passo a spron battuto. E il valico di cui parlo è l’Abetone: un mare curve, da perdere il conto, con un fondo spesso tormentato.

DI BENE IN MEGLIO Quanto alla guida, la BMW R 1200 RS 2015 fa segnare un passo avanti rispetto alla pur già ottima R nuda. Il lavoro fatto sulla geometria dell’avantreno e la nuova distribuzione dei pesi rendono la moto prontissima a eseguire i comandi ma non per questo nervosa. L’inserimento in traiettoria è insomma puntuale e in ogni fase si ha una rassicurante sensazione di appoggio, che non viene meno neppure su buche, rattoppi o avvallamenti. Basta pensare a una linea e – come per incanto – la RS finisce per mettere le ruote proprio là, senza che il pilota debba forzarla in alcun modo. Questa invidiabile attitudine ad affrontare il misto traspare bene anche quando ci sono da raccordare curve in sequenza o nei cambi di direzione. La RS permette di fare correzioni millimetriche senza scomporsi mai, restando precisa anche se l’azione si fa brusca.

SOLDI BEN SPESI In tutto questo gioca un ruolo fondamentale il sistema Dynamic ESA. Non ho avuto modo di provare una BMW R1200 RS senza questo gadget ma, visto come cambia il rendimento delle sospensioni a variare della taratura, credo che gli 800 euro necessari per questo optional siano spesi maledettamente bene. Tra l’altro, il dispositivo riesce a simulare elettronicamente il comportamento della tanto celebrata sospensione Telelever, limitando i trasferimenti di carico nelle staccate, grazie a un intervento mirato sull’idraulica della forcella. Al posteriore, invece, ricordo che la molla lavora a braccetto con un tampone in gomma (il loro coefficiente elastico è chiaramente diverso) e l’elettronica consente di scegliere come gestire il loro gioco di squadra in base al carico.

INNOCUA SCHIZOFRENIA Anche il motore può cambiare pelle in un click. Ok, sto facendo il signore con i soldi degli altri ma io suggerisco di non fare a meno pure delle Modalità di Guida Pro, che, portando in dote il DTC, la mappa Rain e  la possibilità di avere il set up User personalizzabile, consacra la RS come una moto dalle molte personalità. Mettendo alla frusta i sui 125 cv e contando sul gran tiro ai bassi, questa 1200 è capace di dare filo da torcere a qualsiasi rivale nei tratti guidati. D’altro canto, sa vestire i panni della maratoneta da-casello-a-casello, trottando a medie sostenute magari anche in coppia, visto che il passeggero ha una porzione di sella ampia e ben imbottita, oltre a pedane che si trovano alla giusta distanza dalla seduta. Il comfort è sempre buono. Non si è infatti solo seduti in modo corretto ma non si è nemmeno disturbati da vibrazioni o dalla pressione dell’aria. La protezione che dà il cupolino è infatti ottima e basta giocare un attimo con le regolazioni del parabrezza per trovarsi al riparo dall’aria anche mentre si viaggia sul filo dei limiti autostradali.

LESA MAESTA’? Tirando le somme, trovo che la BMW R 1200 RS sia una moto azzeccatissima, una tra le più complete stradali che io abbia provato, in grado di appagare il palato del pilota smaliziato, stanco delle supersportive estreme, così come del globetrotter che soffra di frequenti pruriti al polso destro. Al punto che, non avendo intenzione di fare puntate sullo sterrato e pensando di tenere la moto per un po’ di anni, potrebbe essere un'alternativa anche rispetto alla GS. E adesso accusatemi pure di lesa maestà… 

COSA HO INDOSSATO

CASCO AGV K5 Al di là dell’aspetto quasi futuristico e della forma slanciata, l’AGV K5 non è un casco racing, bensì da turismo veloce, con la sua brava chiusura a doppio anello. La calzata è comoda e l’imbottitura aderisce bene alla testa, senza dare alcun fastidio, neanche dopo ore e ore di viaggio, nelle quali si possono apprezzare pure la praticità del visierino parasole integrato e la silenziosità. Il campo visivo è ampio, specie sui lati, mentre la ventilazione è buona solo nella parte superiore.

GIACCA DAINESE RACING D1 E’ una giacca sportiva in pelle con una vestibilità slim ma che non fascia troppo nemmeno chi rinvia l’inizio della dieta da molti lunedi, grazie ai numerosi inserti in tessuto elastico. Pur senza avere una particolare imbottitura, questo giubbotto isola abbastanza bene il busto nelle giornate fresche, mentre per quelle torride ci sono le prese d’aria sul torace. Ottima la qualità percepita e non solo per la presenza degli scenografici inserti in alluminio sulle spalle. Nonostante lo spirito racing, ci sono inseriti in tessuto rifrangente, un fattore di sicurezza da non sottovalutare.

PANTALONI DAINESE SF Questo capo non fa parte della collezione 2015 ma fa sempre la sua onesta figura, con una vestibilità comoda e un’ottima pelle. Poche storie: un prodotto di qualità dura una vita e non risente del passare del tempo.

GUANTI DAINESE DRUIDS ST Questi guanti offrono un eccellente compromesso per chi cerca un prodotto sportivo, che assicuri la necessaria protezione in ogni frangente, ma che sappia anche risultare confortevole nei trasferimenti più lunghi. La conformazione dell’anulare e del mignolo favorisce la presa sul manubrio, assieme agli inserti sul palmo (che è realizzato in morbida pelle di capra), mentre indice e medio hanno un rinforzo laddove entrano in contatto con la leva del freno. La qualità delle finiture è molto buona, mentre ad appagare la vista provvedono gli inserti in carbonio.

STIVALI DAINESE TR- COURSE OUT Questo stivale in microfibra ha un taglio molto sportivo, con ampie zone in materiale termoplastico, inserti in nylon, snodo nella zona della caviglia e protezioni su ogni fronte. Oltre che sicuro, sa essere però anche comodo, grazie a una pratica regolazione dell’ampiezza del polpaccio tramite velcro, a una imboccatura piuttosto ampia e a una conformazione che lascia il giusto spazio al collo del piede. Una bella sorpresa viene dalla tenuta all’acqua, discreta anche per la versione che sulla carta non sarebbe impermeabile. Da notare che ho preferito mettere i pantaloni sopra lo stivale nonostante questa variante Out sia pensata per restare esterna.


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