Prova su strada
BMW R 1200 R 2015

BMW R 1200 R 2015

Sempre più su: grazie a un bell’upgrade meccanico ora la BMW R 1200 R 2015 è più sportiva e meno classic. Il motore è il boxer raffreddato ad aria/liquido dell’ultima GS e all’avantreno fa capolino una forcella vera
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Autore:
Alessandro Codognesi

PIÙ SPORT, MENO CLASSIC Più sportiva e meno classic: queste le direttive giunte dai piani alti di Monaco. E così è stato fatto: la BMW R 1200 R 2015 è più sportiva, perché è sparito il Telelever in luogo di una forcella vera e c’è il bicilindrico della cugina GS, meno classica, perché il look è tutto più spigoloso e meno sobrio. Tanto per dirne una, è derivato dalla BMW Concept Roadster presentata nella prima metà del 2014.

DUE A LIQUIDO Motore boxer ad aria/liquido, dicevamo. Come c’era da aspettarsi con l’arrivo della GS nel 2012, anche la BMW R 1200 R del 2015 sfrutta la piattaforma già utilizzata da GS, Adventure e RT. I suoi numeri sono 92 kW (125 cv) a 7.750 giri e una coppia di 125 Nm a 6.500 giri. Qualcosa cambia però: l'impianto di scarico è nuovo, pur sempre del tipo 2 in 1 ma con un andamento dei tubi tutto suo. E poi ci sono il nuovo airbox, i condotti di aspirazione e il radiatore dell'acqua montato centralmente. Queste ultime modifiche hanno rinvigorito l'erogazione ai medi regimi, oltre a garantire un sound più gasante.

UN CHIP PER LA SICUREZZA Sulla sicurezza garantita dai controlli elettronici credo siano tutti d’accordo. E la BMW R 1200 R 2015 vanta il top della tecnologia, in questo senso: di serie infatti c’è l’ASC (Automatic Stability Control), l’ABS e le due modalità di guida Rain e Road (si differenziano principalmente per la risposta del gas). Optional c’è la Modalità di guida Pro, che, come vuole la tradizione, comprende due ulteriori modalità di guida: Dynamic e User, la prima più sportiva e la seconda customizzabile a piacimento. Oltre a questo, nel pacchetto Pro c'è anche il DTC (Dynamic Traction Control), il controllo di trazione che a differenza dell'ASC tiene conto anche dell'inclinazione della moto. Optional a parte c’è il cambio elettroassistito Pro, per scalare e salire di marcia senza usare la frizione, già visto sull’RT.

UNA FORCELLA PER TUTTI La rivoluzione però è sul fronte della ciclistica. La BMW R 1200 R 2015 abbandona lo storico schema a Telelever all’avantreno per munirsi di una forcella tradizionale. È un'upside-down con steli da 45 mm, escursione 140 mm ed è molto simile, nella taratura e nella lavorazione degli steli, a quella della supersportiva S 1000 RR. Dietro, invece, classico schema monobraccio Evo Paralever con mono regolabile in precarico ed estensione e trasmissione a cardano. Optional il pacchetto di sospensioni semi-attive Dynamic ESA che modifica taratura di forcella e mono in tempo reale (non il precarico, motivo per cui si chiamano semi-attive). In questo caso, gli steli della forcella sono dorati.

PESO FORMA La BMW R 1200 R 2015 ha un telaio tutto nuovo: doppio trave in tubi di acciaio (come anche il telaietto posteriore che ha imbullonate le pedane passeggero in alluminio fucinato), con il motore boxer che funge da elemento portante. Le sue quote ciclistiche sono tutte votate alla stabilità: 27,7° di inclinazione del cannotto, avancorsa di 125,6 mm e interasse di 1.515 mm. Degno di nota è l'equilibrio: la distribuzione dei pesi è esattamente 50/50, peso che si attesta sui 231 chili in ordine di marcia e con il 90% della benzina (quindi ben poco!). Completano il lotto i cerchi in lega a 10 razze fucinati, gommati nelle classiche misure 120/70-17 davanti e 180/55-17 dietro, le pinze Brembo radiali a quattro pistoncini, la sella più confortevole che in passato (disponibile in varie forme e misure) e la seduta leggermente più inclinata in avanti per favorire il controllo durante la guida all’attacco.

PRICING Non serve un mago indovino per notare quanto sia cambiata a livello di stile la Roadster di Monaco. Tutto è partito - come detto all'inizio -  dalla BMW Concept Roadster, moto difficilmente industrializzabile ma che ha ispirato, nelle linee e nei componenti, questa nuova R 1200 R. Da notare la nuova strumentazione TFT a colori che permette di scegliere tra 3 diversi stili: Style 0, la modalità customizzabile in cui si sceglie che informazioni visualizzare, Style 1, la più sportiva, Style 2, dedicata al turismo. Optional c’è il sistema Keyless Ride, per liberare la moto dal bloccasterzo e partire senza bisogno di girare alcuna chiave. Tre saranno le colorazioni disponibili: Basis (blu), Style 1 (bianca con dettagli rossi) e Style 2 (grigio scura), mentre praticamente infinita è la lista degli accessori, tra cui mi sento di segnalare le ottime borse, sia laterali sia il bauletto. Rullo di tamburi, ecco il prezzo: si parte da 13.950 euro per la versione base, non poco se confrontato con la concorrenza ma tutto sommato in linea (anzi anche un po’ meno) con le politiche economiche di BMW.

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Casco SHOEI NXR
Giubbotto IXON MECHANICS
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IN MEDIO STAT VIRTUS Come tante altre moto, anche la BMW R 1200 R è sempre stata sottovalutata da quasi tutti. E non si poteva certo biasimarli: guardandola così, adagiata sul cavalletto, le forme pacate e rotonde di serbatoio, faro e quant’altro, era tutto fuorché minacciosa. Ma, come vuole il più comune dei proverbi, l’apparenza inganna: con la sua guida equilibrata, sincera e facile, in un bel tratto guidato faceva piangere più di una moto sportiva. Ma ora, 2015, tutto è cambiato. Gli spigoli delle linee lasciano intuire che non si è al cospetto della moto del nonno, anche perché ora, là davanti, c’è una forcella con due steli da 43 mm. Chiaro che lo spazio agli eccessi di esuberanza è zero: nonostante gli spigoli vivi e il resto è sempre forte la sensazione di avere per le mani una moto elegante.

LA QUALITÀ PRIMA DI TUTTO Anche accomodandosi sulla BMW R 1200 R 2015 si viene avvolti da una sensazione di eleganza. A memoria, i particolari e le plastiche sono anche più curati che sulle altre BMW perché sembrano meglio accoppiati. Pulsante d’avviamento (senza chiave) e via, la strumentazione illumina chiaramente tutte le informazioni che possiate volere o immaginare. Mi sento sicuro: la sella è molto bassa, il manubrio alto e largo il giusto (un pelo più basso che in passato, ma poca roba), il serbatoio fa da scudo. Sono accucciato sopra a un motore e a un telaio, mi dà l’idea di essere quel genere di moto che mette a proprio agio fin dai primi metri. E manco a dirlo, è proprio così.

SGUSCIA BENE Si sguscia bene nel traffico con la R 1200 R, anche se il peso si sente e molto sul davanti: non è una F 800 R, tanto per intendersi. E la sensazione di consistenza, soprattutto a basse velocità, è smascherata dalla mancanza del Telelever, che sulla vecchia  versione ben nascondeva il peso del boxer. Ma poco male, comunque: la Roadster di Monaco mi coccola e mi vizia con tutte le sue cure. Il cambio elettroassistito funziona bene a qualunque regime, ho le manopole riscaldabili, il cruise control per un’eventuale scappatella in autostrada. Chi può fermarmi? Forse solo la protezione aerodinamica: anche in questa edizione 2015 non è una favola, anzi. Meglio pensare all’acquisto di un cupolino rialzato, senza dubbio.

QUANDO SI DICE SFORTUNA Giove pluvio sembra non volerci dare tregua e per tutta la mattina di test mi accompagna una pioggia insistente. Ma con la R 1200 R sono in una botte di ferro, perché l’elettronica mi aiuta a stare in piedi anche in situazioni di panic-stop. ABS, DTC e mappa Rain, tre ingredienti che mi rendono un gioco da ragazzi il guidare allegro su asfalto bagnato una moto da oltre 230 chili. Fenomenale. Mi aiuta anche l’erogazione del boxerone, tanto dolce e lineare nell’erogazione (finalmente!) quanto gasante nel “brap” che sputa dallo scarico. Ad andatura allegrotta, poi, ho l’occasione di testare la sua indole touring: vibra poco e solo agli regimi, è stabile, merito delle quote indovinate, ed è confortevole, grazie alla sella comoda e alla posizione che non stanca. Insomma, anche farsi sparate di qualche centinaio di chilometri con la R 1200 R non è mai un problema.

APRITI CIELO! Finora però la R 1200 R non mi ha ancora convinto di essere migliore della sua antenata. Ma le bastano uno sprazzo di sole e una ventina di chilometri asciutti per farlo. Non è solo un po’ più sportiva: è un’altra moto, a partire dal motore. Anche in mappa Road basta un filo di gas in uscita per godere di una favolosa ondata di coppia, qui più amplificata che sulla cugina GS grazie al peso inferiore. Se poi si srotola il gas, magari in mappa Dynamic, è quasi imbarazzante: spinge fortissimo, un vero toro che proietta da una curva all’altra nel tempo che ci vuole a dire “curva”. E il bello è che non bisogna aspettare mai: sembra essere sempre in coppia, anche a regimi infimi ha sempre una riserva di potenza utile. La volevate più sportiva? Eccovi accontentati.

THE QUEEN OF THE ROAD Che il boxer avesse voglia di correre, in realtà, me lo aspettavo. È la ciclistica che mi ha lasciato perplesso. Perché più si va forte, più quella sensazione di pesantezza all’avantreno sparisce. È un concetto strano, ma credo di poter affermare con certezza che nessun’altra Casa, come BMW, riesca a mascherare il peso in maniera così efficace, anche ora che non c’è il Telelever. Il tutto è da ricercarsi nella distribuzione dei pesi, in senso verticale e orizzontale: oltre a essere 50/50, tutta la massa è praticamente rasoterra grazie al motore boxer. Il risultato è che più si guida forte più la moto sembra diventare agile. La butti giù con il pensiero, le quote aperte del telaio la tengono stabile, la ciclistica evoluta (e tarata dall’elettronica) la tiene incollata all’asfalto, il baricentro rasoterra le fa chiudere le curve con il pensiero. La frenata? Manco a dirlo, da far uscire gli occhi dalle orbite. Se penso alla vecchia R, mi viene in mente una moto stabile, precisa e sincera ma non sportiva. Questa, invece, sportiva lo è sul serio, in tutto e per tutto.

MOTO TOTALE Non ha molti limiti la nuova 1200 R. Perché ha quello che mancava alla vecchia: una linea finalmente appagante anche da ferma e una guida realmente sportiva. Pugno d’acciaio in guanto di velluto è la frase che meglio la descrive e che racchiude la sua anima di moto totale. Se equipaggiata con due o tre accessori (borse, cruise control, manopole riscaldabili e sella alta per guidarla un pelo in più sul davanti) c’è ben poco che non le riesca di fare molto bene. Già, perché ora anche le famigerate maxi-naked dovranno stare in guardia da lei… Siete avvisati se ne vedete una in giro!

IN QUESTO SERVIZIO
Casco SHOEI NXR
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Pantaloni MOTTOWEAR FMJ CARGO PANTS
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TAGS: Tutte le prove moto del 2014

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