Autore:
Alessandro Codognesi

MAI SOTTO IL 1200 Ci sono quelli che “l’unico GS è il 1200”. E tutto sommato, non li biasimo: il mix tra boxerone esagerato, equilibrio ciclistico e confort nei lunghi viaggi è un’alchimia ancora inarrivata. Però è anche un'ingiustizia per tutte le altre moto, a partire dalle stesse BMW. A partire dalla stessa BMW F 800 GS Adventure, versione accessoriata della 800 standard. Che accompagnandomi in questi giorni tra viaggi di lavoro e casa-ufficio, mi ha fatto capire che GS non vuol dire per forza boxer.

CON ORDINE Ma andiamo con ordine. Quando è arrivata in redazione non sono scappato dalla scrivania per andare a vederla giù nel parcheggio: non è il tipo di moto che fa sangue o scatena istinti primordiali. Però, quando la vedi ci metti poco ad apprezzare i suoi pregi. La F 800 GS Adventure ha tutto quello che serve: borse laterali spaziose e resistenti (optional), un bel navigatore (optional) e paramotore, per andare sui sassoni. Quasi quasi faccio prima la strada bianca… anche se con quelle gomme stradali, temo, non farò molta strada nell’off-road duro. Mi piacciono meno le plastiche delle sovrastrutture, soprattutto quella che protegge il serbatoio. Ma a questo ormai ci hanno abituato le BMW del nuovo corso…

COMODA AL MATTINO Ore 07:30, mattina, c’è la nebbia di Cochi e Renato e il caffè non ha ancora fatto effetto. Quello che voglio è una moto morbida, dolce, che anche con il polso ancora un po' sonnecchiante si faccia guidare senza problemi. E la BMW F 800 GS Adventure, in questo, è perfetta. La forcella scorre a meraviglia, il motore risponde come burro e la posizione in sella è comoda. Nella vita di tutti i giorni, un gran piacere.

OCCHIO AI VALIGIONI Di contro, quei due valigioni laterali, tanto comodi e robusti per stivarci un sacco di roba, sono anche un pensiero costante in mezzo al traffico. E se non lo sono ancora diventato, pensateci in fretta perché far fuori specchietti come margherite è più facile di quanto si pensi.

SOFFOCO Con tutta 'sta corazza da avventuriera, il bicilindrico da 85 cavalli della F 800 GS appare un po’ soffocato dal peso aggiuntivo. Nulla di grave, beninteso, l’erogazione è piacevole e regolare. Però ai bassi e ai medi si percepisce una spinta meno convincente e brillante: significa che al semaforo sgaserete un po’ più del normale. O almeno, più di quanto fareste su una F800R, tanto per fare un esempio. I consumi però rimangono commoventi: anche stracciando la manetta per vedere quanto va forte, non si scende sotto i 20 km/litro di media.

CON CALMA Fuoristrada? Proviamoci. Però con calma, perché 229 chili a secco mi fanno un po’ paura sul fango misto erbaccia. Per di più, le gomme di primo equipaggiamento sono tutto fuorchè off-road. E non appena metto le ruote fuori all’asfalto, capisco che i miracoli non li fa ancora nessuno. In piedi si sta bene, naturali; il peso però è in basso e nel retro, per abbassare il baricentro e migliorare la guida in strada. Ma in fuoristrada, dove tutto funziona al contrario, avrei preferito più equilibrio. Anche se va ricordato che la BMW F 800 GS Adventure non è specialista della materia, e quindi è giusto che si comporti così: fa un po’ tutto abbastanza bene, e finchè il vostro fuoristrada comprende solo strade bianche allora fa bene anche quello.

LA STORIELLA Dopo qualche settimana la nostra relazione è finita, la 800 GS Adventure deve tornare al campo base. In questo mesetto assieme mi è piaciuta quasi sempre: confortevole e accomodante come una bella poltrona, sa dire la sua anche quando le si chiede qualcosa in più, grazie a un bell’equilibrio generale tra pretazioni e guida intuitiva. Non è perfetta: il motore ha poca grinta e alcune plastiche posticce potrebbero essere migliori su una moto da quasi 13 mila euro (versione base). Però è così, e sono sicuro che molti apprezzeranno le sue doti da viaggiatrice astemia.

IN QUESTO SERVIZIO

Giaccha e pantaloni: OJ COMPLETO DESERT EVO

Stivali: OJ LONG WAY

Casco: CABERG TOURMAX

Guanti: OJ WINTER


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