IN PUNTA DI DITA Quello che è curioso è che, nonostante le moto automatiche ad oggi si contino sulla punta delle dita, le diverse Case motociclistiche abbiano sviluppato il concetto di moto priva di cambio tradizionale in modo assolutamente originale. Yamaha, con la FJR 1300AS, prima moto vera e automatica dell'era moderna, ha proposto una turistica dotata di un cambio meccanico elettroattuato. Aprilia ha inserito la propria creatura tra le naked - forse sperando di attirare qualche amante pigro delle moto più in voga del momento. Honda infine ha puntato per la sua DN-01 sul fascino cruiser o, meglio, power-cruiser: una categoria forse ancor meno affollata di quella delle moto automatiche, in cui la DN-01 sembra quasi una proposta futurista.

SEQUENZIALE PER FORZA Ad accomunare le due moto più recenti, oltre alla volontà di stupire ed innovare, c'è quindi solo il cambio automatico - oltre ad un motore bicilindrico a V - sebbene la soluzione tecnica scelta nei due casi non potrebbe essere più diversa. Entrambe, poi, propongono la funzionalità sequenziale del cambio, per offrire nella pratica sensazioni di guida simili a quelle di un cambio manuale. Un'esigenza apparentemente irrinunciabile su una moto al momento, e che porta Mana e DN-01 a confrontarsi con il mezzo che per primo ha introdotto questo tipo di possibilità su una due ruote: il Suzuki Burgman 650. Anche se nel caso dello scooter giapponese l'esigenza era opposta, e cioè avvicinare il mondo scooter a quello della moto.

ANTESIGNANO A RUOTE BASSE
La commercializzazione di questo mega-scooter dotato di cambio a variatore con modalità sequenziale risale infatti addirittura al 2002, momento in cui ha rappresentato il mezzo a ruote basse più vicino al mondo delle moto mai visto prima. Il suo valore tecnico è poi dimostrato dal fatto che è arrivato fino ai giorni nostri con pochissime modifiche, più che altro legate alla volontà di farne una sorta di Goldwing degli scooter, piuttosto che alla necessità di aggiornarlo.

MARCE SIMULATE Suzuki ha dotato il Burgman di una efficace trasmissione a variatore, capace di bloccare le massette in posizioni prefissate, e quindi dando la sensazione di avere a portata di dito (tutte le funzionalità del cambio si comandano dal blocchetto elettrico sinistro) un cambio tradizionale. Aprilia ha invece utilizzato una vera e propria trasmissione a variazione continua, in cui sono due pulegge a passo variabile che possono essere bloccate in posizioni prefissate, secondo la volontà del pilota.

PIACERE DI CAMBIARE Honda, infine, ha rispolverato un progetto italiano degli anni 50 (il cambio Badalini) sviluppandolo per essere accoppiato ad una meccanica da moto e dotandolo di modalità sequenziale, sempre comandabile solo dal manubrio. La possibilità di decidere quale rapporto inserire in una determinata situazione pare perciò essere indissolubilmente legato al piacere di guidare una moto e, alla prova dei fatti, è vero che i riflessi del cambio sulla dinamica di una due ruote - e dell'uso che se ne fa - sono importanti.

GIOCHI DI LOGICA Grazie all'elettronica, tutte e tre le partecipanti a questo confronto offrono la possibilità di selezionare sia una funzione completamente automatica ma con logica sportiva (che sostanzialmente alza il regime di utilizzo del motore a parità di situazione), sia una funzione sequenziale con un numero di marce che va dalle 5 del Burgman (più un overdrive per ridurre i consumi), alle 6 della Honda, fino alle 7 della Mana.

CONFRONTO A TRE Abbiamo quindi voluto mettere a confronto i tre modelli automatici che in questo momento offrono questa possibilità, per verificare da una parte quale soluzione offra il piacere di guida maggiore e se sia davvero necessaria la funzione sequenziale, mentre dall'altra quale tra i "vestiti" scelti per questa nuova tipologia di due ruote sia il più indicato: scooter, naked o cruiser?

PREZZI VICINI
Una prima valutazione in questo senso può essere fatta dando uno sguardo ai listini. Per entrare nel mondo delle moto automatiche (inserendo in questa categoria anche il Burgman, per i motivi detti sopra) è necessario spendere non meno di 9.000 euro. Per altri 200 euro ci si porta a casa il Burgman 650 nella super-accessoriata edizione Executive, mentre per avere la naked Aprilia servono 9.650 euro.

TUTTO DA DIMOSTRARE Per la Honda DN-01 la cifra richiesta è invece di ben 10.900 euro, che comprende però l'ABS di serie, peraltro incluso anche nel prezzo del Burgman. Circa 300 chilometri percorsi in città, su strade statali e in autostrada hanno quindi messo in mostra qualità e difetti di ognuna, che proveremo a raccontarvi valutando i tre modelli secondo tre diverse categorie: la praticità, il comfort e il divertimento di guida. In pratica, tre tester alle prese con filosofie motociclistiche agli antipodi, dove scegliere la vincitrice non è...automatico.



LA CLASSIFICA ASSOLUTA
ModelloPraticitàComfortDivertimentoTotale1) Aprilia Mana7
7
10
24
2) Suzuki Burgman986233) Honda DN-015
6
7
18


IL GIUDIZIO DEGLI ALTRI DUE TESTER






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