Prova
Aprilia Shiver 2010

Aprilia Shiver 2010

La naked di Noale si dà una botta di sportività, fa la faccia cattiva e si snellisce per piacere ancora di più. Ha un prezzo più concorrenziale, si guida alla grande e offre ancora più sostanza.
35 0
Autore:
Stefano Cordara

COM'È
Se il segmento delle naked "over 600" è in fermento, Aprilia vuole dire la sua. E la dice rivedendo il progetto Shiver in parecchi dettagli per renderlo più attuale, sportivo e in linea con le aspettative della clientela. È un'operazione di cesello quella che ha interessato la naked di Noale, che per il 2010 si presenta sul mercato con rinnovata grinta (estetica e commerciale).

DETTO FATTO In Aprilia sono stati bravi nel trasformare gli appunti e le critiche arrivate dalla stampa e dai primi clienti in modifiche che hanno migliorato la Shiver in modo consistente. Le grafiche delle prime Shiver non erano molto sportive? Ecco colorazioni decisamente più aggressive e un nuovo cupolino. Non si toccava bene a terra? Ecco una nuova


sella più stretta di cinque centimetri per migliorare la situazione. In più ci sono molti altri interventi che, come vedremo, migliorano ancora il feeling e la guida di quella che già a suo tempo avevamo giudicato una delle migliori ciclistiche della categoria.

MATURA Insomma, a Noale tengono molto al progetto Shiver e, anno dopo anno, lo hanno portato a completa maturazione. Si perché la ultima versione di questa bicilindrica è davvero una moto riuscita. Dimenticati i problemi di gioventù le mappature approssimative del primo ride by wire la Shiver si è trasformata in una delle migliori naked di media cilindrata sul mercato. Venduta inoltre a un prezzo finalmente giusto. Le novità, infatti, non si pagano anzi, fanno calare il prezzo perché la nuova Shiver costa 7.990 ? ovvero circa 400 ? in meno della precedente (con buona pace di chi l'ha comprata prima…). Per la versione con ABS occorre spendere invece 8.390 ?.


NUOVA FACCIA Partiamo dal look. La faccia è un po' da "Z", ma complessivamente l'operazione "nuova Shiver" ci pare riuscita molto bene. La naked di Noale cambia un po' rotta e si dà un tono più sportivo che in precedenza. Aggressività sottolineata dalla nuova verniciatura rossa del traliccio che si accoppia a piastre nere e dai cerchi neri che di sicuro caratterizzano più sportivamente la moto.

PEDANE STACCATE Le novità tecniche riguardano invece l'adozione di nuove pedane per pilota e passeggero. Ora non hanno più un unico supporto ma sono separate e quelle del passeggero sono asportabili per un eventuale utilizzo


monoposto. Le pedane del pilota invece sono state riposizionate alzandole e arretrandole leggermente e questo assieme al nuovo manubrio più aperto (di 5°) ha portato a una nuova posizione di guida leggermente più sportiva.

SELLA BASSA La Shiver non è una moto piccolissima, e questo non ne ha facilitato la diffusione perché chi ci è salito dal concessionario (magari alla prima esperienza) o per una breve prova magari restava un po' spazzato per via di una sella un po' alta. Ecco perché sulla moto 2010 la sella è stata ridisegnata, l'altezza si ferma a 800 mm, ma la sella stessa è stata snellita nella zona di passaggio delle gambe (in tutto 5 cm, 2,5 per parte), proprio per facilitare l'appoggio dei piedi a terra.

CICLISTICA AFFINATA Ma il lavoro dei tecnici Aprilia non si è fermato qui. Già che c'erano hanno affinato ulteriormente la ciclistica, per rendere la moto più guidabile e maneggevole. Vanno intese in questo senso le modifiche del cerchio posteriore che da 6 pollici passa 5,5 (che "schiaccia" maggiormente la gomma e migliora la maneggevolezza) e quelle alla forcella che guadagna una taratura


idraulica differente e leggermente più sostenuta. Cambia anche l'impianto frenante e non è solo scena, perché i nuovi dischi Wave (gli stessi che equipaggiano la Dorsoduro) si accompagnano a pinze con pistoncini di nuovo diametro e a una pompa con pistoncino maggiorato.

MOTORE CONFERMATO Alla fine l'unica cosa che non cambia è il motore. Il bicilindrico a V di 90° da 95 cavalli è rimasto lo stesso, con il suo Ride by Wire e le sue tre mappature (Sport, Touring, Rain) che ne modificano il carattere adattandolo a quello del pilota.


COME VA Salire sulla Shiver è sempre un piacere, ancor più adesso che ha una posizione di guida meno "seduta" e più attiva che in passato. Quello che mi dispiace è notare l'assenza del manubrio d'alluminio tronco conico che caratterizzava la prima Shiver (e l'ha caratterizzata fino al 2008) e, una volta in sella, rendeva il colpo d'occhio davvero appagante. Al suo posto il sottile manubrio in acciaio (comunque ottimamente verniciato) fa quello che può, ma certo non ottiene il medesimo risultato. Mi sarebbe piaciuto anche trovare una guarnizione tra il blocchetto di accensione e il "carterino" che lo avvolge (come ad esempio troviamo sulla Dorsoduro) perché adesso il blocchetto appare un po' "isolato".

FINITURE SUPERIORI Detto questo va notato come la Shiver sia comunque una moto ottimamente rifinita, le verniciature sono eccellenti così come gli accoppiamenti, le pedane sono realizzate in alluminio, le leve sono entrambe regolabili, la frizione ha il comando idraulico, l'alluminio compare anche ai lati del radiatore. Insomma la qualità costruttiva è davvero ai massimi livelli.


GENEROSAMENTE COMPATTA La Shiver era e resta una delle moto più abitabili della categoria, però adesso è effettivamente molto snella nella zona centrale, i piedi a terra si poggiano senza problemi e le gambe cingono un serbatoio perfettamente raccordato alla sella. La guida non è una sorpresa, già in occasione di una comparativa fatta in passato elogiammo la ciclistica della settemmezzo veneta sempre e comunque molto equilibrata.

BENE TRA LE CURVE La nuova taratura della forcella elimina anche quel minimo trasferimento di carico che caratterizzava la precedente versione e il cerchio stretto effettivamente contribuisce a migliorare la maneggevolezza nei cambi di direzione senza che la moto perda né rigore né tantomeno trazione. Così la Shiver si muove svelta tra le curve sostenuta anche da sospensioni tarate ottimamente. I 120 mm di escursione della forcella (che resta non regolabile) sono tutti buoni e copiano egregiamente le asperità offrendo comunque un ottimo sostegno in staccata.


CORTA CORTA L'ammortizzatore non ha una corsa utile lunghissima e per questo talvolta tampona un po' quando in curva si prende qualche avvallamento. Ma sono comunque situazioni rare (che si manifestano quando si sta guidando veramente forte), in generale la Shiver offre uno degli assetti più rigorosi della categoria. Sulla splendida Rue de Napoleon, la strada montana nei pressi di Antibes, caratterizzata come per tutte le strade francesi da asfalto perfetto e curvoni da paura, ci siamo trovati a tenere ritmi da sportiva autentica più che da naked senza che la Shiver accusasse alcun problema ciclistico. Del resto su questo non avevo dubbi, sul lavoro dei ragazzi che sviluppano le ciclistiche Aprilia ci si può mettere la mano sul fuoco…

ABS EVOLUTO Tutte le moto in prova erano dotate di ABS e devo dire che l'impianto mi è piaciuto molto perché ha una soglia di intervento molto alta (sull'asciutto si può arrivare a sollevare il retrotreno!) ma soprattutto ha finalmente comandi per nulla spugnosi che danno molto feeling in ogni situazione. Addirittura il comando anteriore ha una corsa fin troppo corta e una risposta fin troppo "secca" per i miei gusti, mentre il posteriore piace perché ha una corsa corta ma soprattutto non chiama in causa l'ABS di continuo come spesso accade su impianti del genere.


SPORTIVO IN APPARENZA Non essendo stato modificato nella sostanza, il V2 Aprilia non mostra ovviamente novità nemmeno nel suo carattere. Il bicilindrico fa il suo dovere: ha un sound pieno e coinvolgente, prende i giri in fretta e ai bassi, risponde al gas in modo piuttosto brillante e soprattutto ha un range di giri utili decisamente ampio.

TANTI GIRI BUONI Pochi altri bicilindrici sono elastici come questo V2, con il quale è possibile scendere fino a 2.000 giri in sesta per poi riprendere senza problemi e senza un sussulto, ma è altrettanto possibile tenere la marcia fino a 10.000 giri indicati (con qualche vibrazione sulle pedane ma di lieve entità) accusando solo un leggero appiattimento dell'erogazione agli alti. Insomma questo è un motore brillante e di carattere che sa aiutare il neofita ma appagare l'esperto. In questo Aprilia ha fatto centro.

TOURING LA MIGLIORE Come mi è già capitato di dire più volte però, alla fine la mappatura che preferisco è la Touring, quella più lineare nella risposta al gas e per me la più azzeccata delle tre offerte dalla Shiver. Se si utilizza la mappatura sport si hanno risposte più perentorie, ma si perde un pizzico di linearità tra azione e reazione. C'è tutto subito, quindi, ma poi la grinta passa in fretta.


SERBATOIO PICCOLO Un'altra cosa rimasta invariata è l'autonomia non eccelsa. Il serbatoio della Shiver è generoso nelle dimensioni esterne ma non lo è altrettanto nella capacità. Porta solo 15 litri, il che si traduce, se si va di fretta, in un'autonomia inferiore ai 200 km.

TAGS: aprilia shiver eicma 2009 aprilia shiver 2010 tutte le prove moto del 2010

Modello / Versione MY Potenza Prezzo
Aprilia Shiver 750 MY 2013 95 Cv / 69 Kw 7.420 €
Aprilia Shiver 750 ABS MY 2013 95 Cv / 69 Kw 8.020 €
Prova
Ducati Monster 796
Ducati Monster 796

Dopo la Monster 750 e la S2R torna la "Monster di mezzo"

26 0
Prova
Yamaha FZ8
Yamaha FZ8

Linea inconfondibilmente Yamaha, 779 cc, 106 cv e tanta coppia.

45 0
Back To Top