Prova su strada
Aprilia Dorsoduro 900, la prova su strada

Aprilia Dorsoduro 900:
prova, prezzo, dotazioni

È la Supermoto secondo Aprilia: estetica fedele a se stessa, nuovo motore da 900cc e migliori doti ciclistiche

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Autore:
Alberto Raverdino

SPIRITO RIBELLE L’ultima versione della Aprilia Dorsoduro si dichiara apertamente come l’evoluzione vincente di uno spirito sportivo, eversivo e soprattutto volto al divertimento del pilota. Gli amici dei tornanti sanno che non c’è nulla di meglio di un “bombardone” agile e veloce per scalare le montagne in barba a tante supersportive spesso troppo impacciate su questo tipo di percorso. Ed è proprio per loro che la nuova Dorsoduro si rinnova in una cilindrata che sembra perfetta per questi “affari sporchi”

SUBITO LEI L’impatto estetico non cambia; la Dorsoduro, anche da lontano, è subito riconoscibile. Il tipico parafango anteriore, il telaio di tipo misto e il doppio scarico posteriore sono solo i principali elementi che caratterizzano una moto che rimane fedele alla volontà di trasgredire un po’ alle regole... Non dimentichiamo che la pratica del supermotard nasce proprio da una trasgressione; l’essere trasversali o “di traverso” fa parte dell’essenza di questo mondo da cui la Dorsoduro attinge pienamente. Evviva.

NUOVO MOTORE Dopo le passate esperienze nelle cilindrate 750 (nel 2008) e 1200 (verso la fine del 2010) il motore destinato alla Dorsoduro oggi sceglie la fatidica cilindrata di 900cc per offrire la giusta quantità di coppia e di potenza al fine di regalare le migliori sensazioni al pilota. Come punto di partenza si è scelto di utilizzare il bicilindrico a V di 90° di 750cc sapientemente evoluto. Per raggiungere la nuova cilindrata, Aprilia decide di aumentare la corsa dei pistoni (da 56,4 a 67,4mm), una scelta che condiziona brillantemente il tipo di erogazione “tutto subito” che tanto piace agli smanettoni della domenica, me compreso…

POCHI ATTRITI… E GRAZIE Naturalmente non sono mancati altri interventi per garantire le migliori prestazioni del motore. All’appello troviamo nuovi pistoni con riporto superficiale sul mantello capace di ridurre lo sfregamento; un differente circuito di lubrificazione che riduce la pressione dell’olio nel carter a tutto beneficio della costanza di rendimento e nuovi iniettori, più efficaci. Tradotto in soldoni troviamo 95,2cv a 8.750giri e una coppia di 90Nm a 6.500giri

MUSICA ELETTRONICA In perfetto stile contemporaneo non può mancare una completa gestione elettronica del motore. Grazie all’ormai collaudato comando del gas Ride by Wire e attraverso i pulsanti sui blocchetti sul manubrio ed un completo bel cruscotto su cui leggere facilmente le opzioni, è possibile intervenire sulla gestione dell’erogazione della potenza su tre mappe: la Rain, destinata alle condizioni di aderenza più difficili (ferma a 70cv la potenza e ne ammorbidisce l’erogazione), per le mappe Touring e la Sport invece la potenza piena, ma con un “profilo” più criminale per la seconda scelta. Non manca il controllo della Trazione ATC (anch’esso programmabile) e l’immancabile sistema antibloccaggio in frenata ABS. C’è tutto…

TELAIO MISTO L’idea è stata buona fin da subito… due piastre pressofuse ad abbracciare il motore e un traliccio in tubi facilmente modificabile e riprogettabile per completare il telaio in base alle esigenze del modello. La Dorsoduro rientra in questa filosofia progettuale e lo fa con un certo stile visto che anche sul piano estetico questa soluzione regala un certo gusto.

RUOTE E FORCELLA Altro elemento di rilevante importanza per questa nuova Dorsdoduro è l’utilizzo di nuove ruote in lega sensibilmente più leggere rispetto alle precedenti. In totale il risparmio di peso si aggira intorno ai 2,4 kg che per la riduzione dell’effetto giroscopico valgono molto più di quanto si possa pensare. Novità anche per il reparto sospensioni visto che la forcella è una Kayaba con steli da 41mm che offre (così come per il mono posteriore) regolazioni per il precarico molla e il freno in estensione.

ANCHE NEOPATENTATI Ben venga la versione da 35kW per i giovani apprendisti stregoni! Da sottolineare due elementi: il primo che i limiti di legge sono programmabili semplicemente da software dal concessionario ufficiale Aprilia (senza hardware quindi), la seconda che grazie appunto allo studio del software si è potuto offrire, anche in questa particolare configurazione, una erogazione lineare e piacevole.

MA A CHE PREZZO? Disponibile in un solo colore (Adrenalinic Silver) la Dorsoduro viene venduta a 9.490euro. Non pochissimo in verità, ma le dotazioni tecniche di motore e ciclistica sono di livello e la componente elettronica non è certo da meno. Se poi avete voglia di sbizzarrirvi con componenti aftermarket sappiate che c’è un ricco catalogo pronto a soddisfare anche i pruriti più nascosti. 

ALTA DI CAVALLO Sella alta e dritta consentono di dominare la Dorsoduro con facilità, inoltre è possibile trovare la propria posizione senza nessun impedimento visto che la sella è pressoché piatta e, in perfetto stile motardone, anche piuttosto “densa” nella sua imbottitura. Nulla di drammatico ma sicuramente non si tratta di una sella super accogliente. Il manubrio piuttosto largo e la posizione delle pedane non certo impiccata consentendo anche ai più alti di sentirsi a proprio agio. Ottimo direi.

CUORE BUONO È sufficiente avviare il nuovo bicilindrico da 900cc per rendersi conto che esiste un piacevole family feeling con il resto della gamma Aprilia. Insomma… sarà il suono prodotto dagli scarichi o semplicemente la tipica risposta del gas, fatto sta che si gioca in casa. Pronti via il motore mostra immediatamente la sua caratteristica migliore ovvero la spinta piuttosto generosa che arriva subito, in pochi giri. Per intenderci dai 4.000 ai 6.000giri e con la terza marcia inserita, c’è tutto quel che serve per affrontare con gusto un bel tragitto tortuoso. Volendo tirare il collo, il bicilindrico non disdegna allunghi “fin che ce ne”, ma diciamo pure che sembra molto più divertente inserire una marcia in più e ripetere il giochino.

Da notare che rispetto alla sorella Shiver 900 (con la quale condivide pienamente il motore), i tecnici Aprilia hanno preferito dotare la Dorsoduro di un rapporto finale più corto. Solo un dente in meno sul pignone per consentire una risposta più “allegra” del gas. Una buona scelta.

DAMMI UN MINUTO Strapazzandola tra una curva e l’altra, la primissima impressione non è quella di una moto che ti da subito del tu. Occorre un piccolo ma significativo periodo di assuefazione alla sua ciclistica per sentirsi pienamente a proprio agio. L’escursione delle sospensioni è infatti più lunga rispetto a una classica naked e, sebbene il loro movimento è ben controllato, i trasferimenti di carico devono arrivare per benino per consentire al pilota di “sentire” la moto fino in fondo. In più non dimentichiamoci che la conformazione del motore a V di 90° sposta un po’ indietro il centro del peso.

PRELIMINARI FINITI Superata questa fase di “conoscenza” ci si rende conto che è possibile picchiare duro. Intendo dire che grazie anche all’erogazione della potenza che ai medio alti regimi è estremamente piatta, è possibile concentrarsi sulla guida senza nessuna tentennamento per far lavorare la ciclistica al meglio. Tutto ciò grazie anche all’ottimo reparto freni, estremamente modulabili, entrambi.

SANTO SPIRITO La Dorsoduro sembra dare il meglio di se proprio sui percorsi di montagna teatro della nostra prova. In questo contesto danza veloce tra una curva e l’altra regalando quel gusto che fa bene allo spirito. Si, perché la sensazione non è quella di avere per le mani una moto velocissima, tantomeno “cattiva”, per intenderci di quelle che necessitano di un cervello sempre ben acceso, ma piuttosto di una gustosa compagna di galoppata, con la quale è facile sentirsi signore e padrone, senza pensieri. Questo aspetto è talmente accentuato che i sistemi elettronici come il Traction Control regolabile, sembrano quasi superflui; anche se sappiamo che in condizioni di asfalto bagnato potrebbero esserci di grande aiuto.

PROMOSSI E BOCCIATI La nuova Dorsoduro 900 esce da questo primo test con un gran bel voto per quanto riguarda il motore che in questa sua evoluzione sembra trovare la sua vera consacrazione: tanto gusto e facilità di utilizzo. Promossa anche la ciclistica anche se sul giudizio pesa un po’ lo scarso feeling iniziale che effettivamente si stempera chilometro dopo chilometro fino a sparire, ma che in una comparativa con altre candidate di pari segmento potrebbe creare qualche tentennamento. Infine il prezzo, tutto sommato corretto e in linea con quanto offerto. Per il resto… enjoy

 

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