Autore:
Stefano Cordara

Milano
PROVA INTENSA Ci sono molti modi per provare una moto e se la moto è una touring d’alto bordo, il modo non può essere che viaggiare e viaggiare tanto. Sì, perché con moto del genere la classica prova da “una botta e via” può non essere sufficiente a estrapolare tutte le sfaccettature del carattere del motore e della ciclistica, tutti i pregi e naturalmente tutti i difetti. Per questo mentre ero in Sudafrica a provare le nuove K1600 mi è venuto in mente un test un po’ particolare: un viaggio sulle nostre strade europee che consentisse di testare al meglio le caratteristiche delle nuove 6 cilindri BMW. L’idea era di fare quanti più km possibile per cercare di “stressare” le moto, idea che, come al solito, cozza con i tempi lavorativi, che sono sempre molto stretti per cui il tutto andava condensato nel minor tempo possibile.

DA SEI A OTTO In più, quando abbiamo chiesto la K1600 per questo test particolare BMW Italia ci ha messo anche il carico: “vi diamo anche la RT così potete provare le due facce del touring BMW”. L’idea ci è piaciuta subito, in fondo la RT rappresenta un po’ la storia del turismo BMW e ancora oggi è un’icona, oltre che la touring più venduta in assoluto della Casa di Monaco. Comodissima, a suo modo lussuosa, ma al tempo stesso “sportiva”. La 1600 rappresenta la New Age del turismo, una specie di astronave su due ruote con un motore esagerato e ogni comfort possibile e immaginabile.

A MONACO FACENDO IL GIRO LUNGO L’idea iniziale di attraversare 6 nazioni (per fare il pari con il numero di cilindri) ha dovuto quindi essere modificata perché i cilindri all’improvviso sono diventati 8 e ci mancavano due Stati… ma li abbiamo trovati e abbiamo fatto anche di più, ci siamo dati appuntamento a Monaco di Baviera, sede centrale di BMW, con Gherard Muller, project manager delle moto 6 cilindri per mercoledì 25 alle 11.30. Con lui ci incontreremo per raccontargli tutto quello che ci è piaciuto e non ci e piaciuto delle due moto utilizzate. A Monaco ci arriveremo per così dire, facendo il giro lungo. Italia, Slovenia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Austria, Ungheria, Germania (con passaggio da Monaco), Svizzera e di nuovo Italia. In tutto fanno 2300 Km da percorrere in circa 36 ore (togliendo quelle per il sonno), in cui K1600 GTL e R1200RT metteranno le ruote sulle strade di mezza Europa.

IL BIBENDUM NELLE RUOTE Ruote per l’occasione gommate con i nuovi Michelin Pilot Road 3, pneumatici turistici di ultima generazione del Bibendum. Anche per loro un test interessante su asfalti differenti e magari (io spero di no ma sarà difficile non trovare pioggia) su fondi differenti per capirne meglio il comportamento e l’usura. Insomma, ci sarà da pedalare ma lo facciamo volentieri, metteremo sotto stress non solo le moto ma anche noi stessi e credo che ne varrà la pena.

AGGIORNAMENTI LIVE Per questo vi darò aggiornamenti quasi live sui nostri spostamenti e sulle impressioni che via via ricaveremo dal viaggio (consumi comfort, difetti ecc..) tutto corredato dalle indispensabili foto. Potrete seguire quasi in diretta il nostro viaggio e magari interfacciarvi con noi. Noi siamo in viaggio, seguiteci.

Giorno 1
Milano- Trieste- Lubjiana- Maribor- Graz (Km 805)

Il bello di viaggiare in moto è sentire cambiare il profumo dell’aria mentre viaggi, è sentire la stanchezza che arriva ma non aver voglia di fermarsi per arrivare un pochino più in la. Nel nostro caso la stanchezza è arrivata piuttosto tardi, perché con queste moto si viaggia davvero alla grande, si possono tenere medie importanti e il comfort non è in discussione anche se come vedremo ciascuna delle due lo evidenzia in modo diverso.  Diciamo anche che ce la siamo presa piuttosto comoda. Il mio “piano” prevedeva la partenza il mattino presto, verso le sette per viaggiare almeno qualche ora con il fresco. Va da sé che per motivi vari abbiamo lasciato l’area di servizio Brianza Sud alle 11.00, “leggermente” in ritardo sul programma.

A4 CHE NOIA Così il primo tratto è quello della affollatissima e noiosissima A4, direzione Trieste un tratto autostradale che cerchiamo di far passare quanto più in fretta possibile, tutor permettendo. Volevamo viaggiare un po’ con il fresco? Accontentati: la temperatura si attesta sui 30 gradi o giù di li e il sole picchia come un fabbro. E qui scopriamo che la R 1200 RT è decisamente più “fresca” rispetto alla K 1600. Un po’ perché la 1600 offre uno schermo pressoché totale dall’aria (ci sono comunque i due “alettoncini” sulla carena che una volta aperti convogliano più aria sul pilota che però poi deve convivere con parecchie turbolenze in più). Un po’ perché, come già avevo segnalato, durante la prova in Sudafrica la K 1600 spedisce un getto di aria calda direttamente sui piedi di chi guida, certamente comodo in inverno, un po’ meno con temperature estive quando i piedi si scaldano un po’ troppo.

GIOCO DI RUOLO Insomma la R 1200 RT dimostra di non voler recitare assolutamente il ruolo di “dama di compagnia” della maestosa K 1600 ma vuole recitare la sua parte da protagonista. Un altro punticino a favore lo mette a segno con il vano a lato della carenatura, piazzato in alto sul lato destro, e munito di uno sportellino grande e comodo (ci ho caricato il cellulare mentre viaggiavo collegandolo con la presa USB). Decisamente più comodo dei due piccoli vani della 1600, piazzati in posizione troppo bassa e non altrettanto capienti.

MEDIE DA INTERCITY I km volano, viaggiare con queste moto significa tenere medie da intercity, la K1600 GTL rappresenta il comfort assoluto, niente aria, niente vibrazioni, a velocità tutor si viaggia come su un cuscino d’aria e per non farsi prendere dalla noia di un paesaggio troppo piatto e monotono ci si può perdere giocando con le infinite informazioni offerte dal suo computer di bordo (ma occorre prendere un po’ la mano tra il pulsante menu e il joystick) e anche con la radio che però si riesce a sentire dignitosamente solo fino a 120 all’ora o giù di li. Oltre questa velocità tanto vale spegnerla, e questo vale per entrambe le moto. Il suo display a matrice TFT è davvero spettacolare e offre una visibilità perfetta anche in piena luce. Decisamente meno visibile sotto il pieno sole invece il display della RT che sembra essere sempre un po’ scuro.

MILANO TRIESTE IN UN FIATO Milano-Trieste vola via in una sola tirata, i serbatoi delle due BMW offrono in pratica la stessa autonomia. Al primo rifornimento dopo 279,6 km, nessuna delle due moto è ancora entrata in riserva, il computer di entrambe segnala ancora 80 km al rifornimento. Ci fermiamo perché la nostra benzina è finita prima di quella delle moto, è ora di pranzo e abbiamo fame. La R 1200 RT ha consumato 18,3 litri di benzina (15,27 km/litro), la 1600 ne ha sorseggiati 17,1 (16,3 km/l). A velocità autostradale pressoché costante il 1600 sembra essere anche più parco rispetto al boxer che già non è un motore assetato.

IN SLOVENIA Un rapido passaggio per Trieste ed entriamo in Slovenia, in pratica una specie di replica dell’Austria per come tutto è curato e perfetto. Il traffico sparisce e un aggeggio apparentemente inutile come il cruise control acquista qui un suo senso: usarlo è comunque una gran comodità, oltre che un aiuto a gestire i consumi. Le strade sono perfette, il computer di bordo segnala, da quando siamo partiti, una media di 115 km/h non male davvero. Il percorso si fa più mosso: salite, discese, curvoni. La RT mette in luce la sua maggiore “sportività”, l’incedere del Boxer è quello classico, a velocità autostradali l’impressione è quella che sia sempre un po’ sotto sforzo, mentre con il 6 cilindri si viaggia in soupplesse assoluta e senza la benché minima vibrazione. Però la RT è ovviamente più agile, ha una posizione di guida più “attiva”, invoglia a guidare piuttosto che farsi trasportare in relax cosa che invece accade sulla 1600. 

TAPPA A MARIBOR Manca poco a Maribor, località slovena famosa per essere la sede di una tappa della coppa del Mondo di Sci, quando la K 1600 GTL va in riserva, l’indicatore della RT invece segna ancora 100 km d autonomia. Durante il mio turno di guida (ci cambiamo le moto a ogni rifornimento così cambiamo posizione in sella e lo stile di guida non influenzerà il consumo finale), la GTL consuma di più della RT: per percorrere i 290,4 km la R 1200 RT ha bevuto 17 litri e la 1600 23,1 litri. La differenza rispetto a prima è sostanziale e i motivi possono essere molteplici: abbiamo attraversato una città, il percorso era più lento ma decisamente più guidato e con continue variazioni di velocità. Inoltre durante questo tratto ho cambiato la mappa del motore della K 1600 da Road a Dynamic e infine, probabilmente io ho il polso più “pesante” di quello di Edoardo. Domani comunque faremo ulteriori verifiche.

IN AUSTRIA Mentre il sole sta iniziando a scendere e con lui finalmente anche la temperatura, entriamo in Austria, il terzo Stato del viaggio (compresa l’Italia ovviamente). Ci fermiamo a Graz, il tempo di cercare un albergo e siamo sotto la doccia. Sono le 7 di sera in otto ore abbiamo percorso più di 800 km, e nel frattempo abbiamo fatto tempo a vedere una Ford Scorpio a cui si è aperto il cofano mentre viaggiava in autostrada proprio di fianco a noi e una Hyundai Accent che ha “mancato” la corsia di un casello (vedi foto in gallery). Anche questo fa parte del viaggio…

Giorno 2 Graz- Szonbathely-Bratislava-Brno-Praga Km totali 1416

TRANS EUROPE EXPRESS La giornata di oggi la potremmo riassumere così: abbiamo fatto colazione a Graz, pranzato a Bratislava, cenato a Praga. Un itinerario di 611 km in cui abbiamo attraversato altri tre confini (Ungheria, Repubblica Slovacca, Repubblica Ceca) abbiamo acquistato altri tre bollini per l’autostrada e non ci siamo fatti mancare niente, compreso un incontro ravvicinato con la polizia ungherese che, in forze (6 poliziotti, più che una pattuglia era uno squadrone), ci ha fermato in mezzo al niente per eccesso di velocità. In realtà noi in quel momento stavamo andando piano, l’eccesso di velocità era riferito a un paese che abbiamo attraversato 4 chilometri prima dove, con limite 60 andavamo a 87. Risultato: i poliziotti che parlano solo magiaro o tedesco, noi che parliamo inglese. Non ci si capisce niente e dopo una scenetta degna di Totò e Peppino ci lasciano andare raccomandandoci di rallentare in prossimità dei centri abitati.

CENTRI DISABITATI Ma abitati da chi? Quelli ungheresi a me sembrano tutti centri “disabitati”, visto che non c’è in giro un’anima. La definizione di traffico da queste parti è piuttosto aleatoria, macchine pochine, rettilinei lunghissimi a tutt’intorno la piana ungherese che si estende a perdita d’occhio. Cruise control impostato sui 100 all’ora (tranne nei paesi, ovviamente), radio accesa sintonizzata su canali improbabili e si va. Diciamo che quanto a noia la trasferta di oggi fa a gara con la A4.

LIBRETTO NERO Intanto sul nostro libretto nero segnamo un altro paio di cosette da riferire a Herr Muller domani quando lo incontreremo a Monaco. La prima sono le vibrazioni al manubrio della RT, che non sono fastidiose ma ci sono e si sentono, la seconda è il gioco di trasmissione della K 1600 GT (anche questo lo avevo segnalato ai tempi della prova in Sudafrica) che pare essere l’unica cosa non all’altezza del fantastico 6 cilindri BMW. Il cambio è rumoroso e la trasmissione finale accusa dei giochi che, ad esempio, non appartengono alla RT che come trasmissione pare essere decisamente più in forma.

CONSUMI La media chilometrica indicata dal computer di bordo è ancora di poco superiore ai 100 km/h (105 esattamente) il che non è male considerando che degli oltre 600 km percorsi oltre 200 erano di statale ungherese (auostrade in Ungheria pochine). Abbassando la velocità sono scesi anche i consumi, il rifornimento in terra di Ungheria ci dice che per percorrere 358,3 km (l’autonomia di queste moto è formidabile) la RT ha consumato 21,3 litri per una percorrenza di  16,8 km/litro praticamente la stessa della K che ha consumato 21,1 litri. Nuovo cambio di moto e si riparte, la K 1600 continua a rivelarsi piuttosto “calda” con  i piedi, risolvo la cosa arretrandoli sulle pedane e appoggiando solo la punta. Ripeto, non c’è nulla di insopportabile, ma il calore che ristagna nella zona bassa della 1600 è evidente.

MANI PROTETTE Bratislava ci accoglie con il suo castello; tempo di pranzare velocemente e siamo di nuovo in moto e di nuovo in autostrada direzione Brno, sede del circuito in cui si corrono sia la MotoGp sia la Superbike. Le medie tornano a salire visto che in autostrada le due BMW si dimostrano due incrociatori da asfalto. Nel tragitto che non spicca per spettacolarità dei paesaggi c’è anche tempo per concentrarsi su altri particolari come la protezione delle mani ad esempio che sembrano essere più riparate sulla RT piuttosto che sulla K 1600 e questo grazie ai due specchietti “a sventola” della bicilindrica, che continua a dimostrare il proprio valore tenendo bene le medie autostradali e dimostrando anche una sua personalità data dal caratteristico incedere del boxer, che in questa versione bialbero si dimostra non solo grintoso ma anche elasticissimo.

A TUTTO TONDO La protezione logicamente non è all’altezza della 1600, per avere lo stesso riparo della K con plexiglas basso, con la 1200 occorre tenerlo quasi alzato completamente, ma la protezione è comunque ottima e la posizione di sella, sebbene più attiva non è per nulla costrittiva, anzi la definirei riposante. Inoltre, la RT si destreggia meglio in città proponendosi come moto all round e non solo da turismo. La K dal canto suo risponde con un motore forse un po’ asettico (rumore a parte che è davvero favoloso), ma dotato di una erogazione splendida e perfetta a ogni regime. Una volta messa la sesta con la GTL ci si può anche dimenticare del cambio, la “schiena” di questo 6 cilindri è fenomenale.

LOTTA APERTA Ormai intanto tra me e Edoardo è lotta aperta su chi fa consumare meno le moto, il viaggio si sta trasformando in una specie di “economy run”, ma è un fatto che io esco sempre perdente dal confronto. Quando guido io la RT, lui riesce a pareggiare i miei consumi, quando io sono in sella alla K 1600 consumo sempre un paio di litri in più. Ormai ne faccio una questione personale, cerco di guidare quanto più morbido possibile, accelero pianissimo, abbasso tutto il plexiglass sfrutto le scie, appena posso inserisco il cruise. Ma, al rifornimento nei pressi di Praga, il verdetto è impietoso: 333,1 km percorsi 19 litri per la RT (17,53 km/litro), 22,2 per la K 1600 GTL (15 km/litro).

LAMELLE RESISTENTI Un piccolo commento va anche fatto sulle gomme. Dire che speravo in un po’ di pioggia per testare al meglio le Michelin Pilot Road 3 è forse eccessivo, ma certo non mi aspettavo che ci fossero 30 gradi costanti per tutto il viaggio, un caldo perfino eccessivo per la stagione che però dovrebbe consumare parecchio le gomme messe sotto stress dalle temperature e dai rapidi spostamenti autostradali. Invece le Michelin sembrano essere inconsumabili, chi teme che le “lamelle” create per drenare al meglio l’acqua in caso di asfalto bagnato possano sparire in fretta si rassicuri, le Pilot Road 3 dopo quasi 2000 km di strada (le abbiamo montate un po’ prima della partenza e ci abbiamo fatto qualche km) sembrano ancora nuove. Praga, la fantastica Praga (se non ci siete mai stati andateci, ne vale davvero la pena) ci ospita per la notte. Domani però ci aspetta una levataccia, da qui a Monaco ci sono 400 km e vogliamo, dobbiamo essere puntuali all’appuntamento e poi, essere a casa per cena.

GIORNO 3 Praga – Plzen – Monaco – Chur - San Bernardino – Milano Km totali 2235

PRAGA MILANO TUTTA UNA TIRATA Inizio con un commento: BMW sa fare le moto da turismo come pochi altri al mondo. Moto che ti consentono di spararti un Praga-Milano in giornata e scendere quasi come se non fossi nemmeno partito. È quello che abbiamo fatto oggi con la K 1600 GTL e la R1200RT, l’ultima tirata prima di parcheggiare di nuovo le moto nel garage della redazione. Con le varie modifiche al percorso effettuate in corso d’opera non siamo arrivati esattamente a 2300 km, ma poco ci manca. In compenso gli stati attraversati sono stati nove, uno in più del previsto: nel tragitto di ritorno abbiamo infatti attreversato anche il Lichtenstein, piccola enclave all’interno della Svizzera. Ma, citando una battuta che un comico faceva anni fa, il Lichtenstein è talmente piccolo che ogni volta che fai manovra con la macchina serve il passaporto, per cui diciamo che non conta.

IN PERFETTO ORARIO Quello che conta è invece il fatto che siamo riusciti ad arrivare in perfetto orario all’appuntamento fissato alla sede di BMW a Monaco. Alle 8 in punto imboccavamo la tangenziale di Praga, alle 11.10, dopo 380 km, parcheggiavamo le moto sotto la torre BMW. Oggi è stato il giorno dell’alta velocità e, finalmente, del fresco. Talmente fresco che nelle prime ore del mattino abbiamo acceso anche le manopole riscaldate, altro “gadget” che sembra inutile finché non lo provi… Con la temperatura precipitata di 15 gradi (la mattina il termometro segna 13,5), il problema del calore ai piedi sulla K 1600 GT sparisce praticamente del tutto, non sparisce invece il piacere di guida. Entriamo in Germania e, grazie alle Autobahn tedesche senza limiti di velocità, riusciamo anche a spremere le moto. La K 1600 GTL, in questo caso, dimostra le sue incredibili qualità di passista. A 200 indicati il suo motore frulla a meno di 6000 giri, regime di tutto riposo e il bello è che il comfort non viene mai meno. Puoi viaggiare a 50, 150 o 200 km/h ma la K 1600 GTL resta sempre una moto rilassante. Per essere perfetta e ancora più "cruiser" meriterebbe solo pedane leggermente più avanzate ma mi rendo conto che di spazio non ce n'è per cui piazzarle più avanti di dove sono ora è impossibile.

SU UN FILO La RT in questo caso soffre un po’ di più, tiene il passo della maxi a 6 cilindri senza problemi (la velocità massima è inferiore ma non drammaticamente lontana), ma capisci che il suo motore è un po’ sotto pressione. In compenso la RT appare più stabile in velocità, più solida nell’appoggio a terra, iniziando a “muoversi” leggermente (il fenomeno che in termini tecnici si chiama wobbling), solo a velocità prossime a quella massima. La 1600 non è meno stabile, la direzionalità non è in discussione, tuttavia anche lei ad alta velocità inizia a muoversi un po’, e in generale l’impressione è sempre quella di guidare su un filo, come se gli pneumatici stiano appoggiandosi a terra con una sezione molto stretta. Una sensazione questa che è comune a tutte le BMW con la sospensione anteriore Duolever e che, infatti, avevo segnalato anche durante la prova della K 1300 GT.

JOYSTICK La mia impressione viene confermata anche da Gerard Muller, che in un pranzo molto informale risponde a tutte le nostre domande e ascolta con molta attenzione i nostri commenti sulla nuova K 1600.  Calore trasmesso ai piedi e giochi di trasmissione sono già sul suo libro degli appunti perché sono state le segnalazioni più frequenti dopo il test in Sudafrica, adesso alla lista si sono aggiunti anche gli sportelli sulla carena e il joystick sul manubrio (problema comune a entrambe le moto) che, comodissimo da utilizzare, causa però lo spostamento in posizione troppo interna del blocchetto degli indicatori di direzione. Così, quando devi inserire la freccia spesso (per non dire sempre) finisci per cambiare la stazione radio.

NO LIMITS Di nuovo in autostrada, di nuovo lanciati nei tratti no limits, dove sposto la mappa su Dynamics, l’ESA su Sport (normalmente, dopo averci giocato un po’ siamo sempre finiti sulla mappa Road e l’assetto Normal le più giuste pe farci di tutto) e se potessi attiverei anche il protossido perché nei tratti a velocità libera il motore sembra non bastare mai e i 230 all’ora indicati della GTL sono perfino pochi rispetto alle auto che ti sfilano come fossi fermo. Le medie che riusciamo a tenere in Germania fanno impressione ovviamente in questo caso non bisogna badare troppo ai consumi che comunque continuano a premiare, anche se di poco, la RT, che era e resta una gran moto da turismo. La bicilindrica non è affatto ridimensionata dall’arrivo della 1600: semplicemente svolge il compito in modo diverso, ma non meno soddisfacente. Guidandola si percepisce chiaramente che l’ultima 1200 è figlia di diversi decenni di sviluppo, un prodotto assolutamente maturo e completo a cui è difficile trovare difetti reali.

Prima di tornare a respirare l’aria calda e appicicosa di Milano abbiamo anche tempo di ossigenarci e di divertirci un po’ sui curvoni del passo San Bernardino. La 1600 si muove svelta tra la curve, ha un motore favoloso e il baricentro rasoterra ed è incredibilmente rapida. Il limite di piega segnalato dalle pedane che si grattugiano sull’asfalto è piuttosto alto e, a patto di guidare rotondi, si riesce a guidare veloci anche tra le curve. Resta sempre quel comportamento caratteristico dei modelli con Duolever, che fa sì che si eseguano sempre delle microcorrezioni una volta che la moto è in piega. Un comportamento che non appartiene alla RT, più precisa nel seguire la traiettoria impostata.

IL BOXER TIENE BOTTA Una volta a casa si tirano le somme, che ci dicono che, nonostante l’arrivo della sontuosa 6 cilindri, il boxer da granturismo  avrà sempre un suo spazio grazie a un equilibrio dinamico invidiabile, a un carattere inconfondibile a ottime prestazioni unite a consumi ridotti. Le due moto non si sovrappongono, ma eseguono lo stesso compito in modo differente e a prezzi differenti. Anche se la differenza di prezzo non pare spaventare chi ormai ha deciso che il 6 cilindri sarà il suo prossimo motore. Il primo lotto delle K 1600 è andato infatti già tutto esaurito


Consumo medio totale del viaggio:

BMW K 1600 GTL 14,9 km/litro

BMW R 1200 RT 16,10 km/litro


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