Autore:
Stefano Cordara


COMPLEANNO
Trentacinque anni arrivano una volta sola nella vita, e se si parla di mezzi a motore sono ben pochi i modelli che possono vantarsi di aver raggiunto una tale longevità. Uno di questi è la Guzzi California che proprio quest'anno spegne le 35 candeline: meglio quindi festeggiare come si deve il compleanno, guardacaso con un modello speciale. Non roba in serie limitata o per pochi, la Vintage è regolarmente in produzione ed altro non è che l'ennesimo membro di una famiglia ormai sterminata che fin dal 1971 calca le strade di tutto il pianeta e che in tutti questi anni ha fatto un mare di proseliti nel mondo.

COME ERAVAMO La Vintage arriva a ricordare i tempi che furono con un look tutto speciale ed un prezzo piuttosto salato visto che sfiora i 16.000 € (esattamente 15.950), oltre 3.000 euro in più della versione Classic, porta d'accesso per il mondo California. Cifra, va detto, in cui la Vintage non rinchiude solo l'effetto nostalgia, ma anche qualcosa di più dal punto di vista delle dotazioni.


RICCA
Parabrezza e paragambe sono di serie, e le cromature si sprecano: la finitura specchiata caratterizza i tubi paracilindri e quelli che abbraccianola coppia d'inedite borse fisse in nylon, foderate e impermeabilizzate e con chiusura a chiave (peccato però che la chiave non sia la stessa dell'accensione). Cromati sono pure il portapacchi, i fari fendinebbia supplementari, la fascia che orna il parabrezza e i parafanghi, sotto cui fanno capolino le classiche ruote a raggi gommate dalle Metzeler Laser, immortali anche loro, ormai. La sella è bicolore, con un gioco di linee che trova continuità nella grafica del serbatoio, oltre il quale si apre un manubrio, manco a dirlo cromato, dalla piega esclusiva. Dal punto di vista delle finiture, dunque, la California non delude, poca plastica, tanto metallo (che costa, e pesa) un buon assemblaggio e una dotazione molto ricca rendono meno doloroso l'esborso.

FRENO BRUSCO Tutte nere sono invece le pinze freno, griffate come prassi dalla Brembo e pronte a mordere con decisione i dischi da treeventi grazie una nuova messa a punto del ripartitore di frenata. Una taratura che, tuttavia, non convince troppo, perché la prima cosa che mi è rimasta impressa della Vintage è l'eccessiva violenza con cui frena la ruota anteriore quando si agisce sul pedale del freno. Vista la potenza degli impianti attuali, il sistema integrale della California meriterebbe forse una revisione più approfondita, soprattutto perché il pedale del freno è fatto in modo tale da rendere difficile modulare l'azione del piede, occorre, insomma, farci un attimo la mano per non restare spiazzati. Alla leva al manubrio non resta che agire sul rimanente disco anteriore con una efficace funzione di rallentamento ma poco di più.


PIÙ STRADALE CHE CUSTOM
Anche se con un vestito diverso, è la California di sempre, quindi, quella che ben conosciamo con la classica posizione in sella, più seduta che sdraiata, che offre anche un buon controllo. Una posizione che l'arrivo della nuova sella (un po' dura nell'imbottitura e meno scavata) ha modificato solo leggermente. Le pedane sono ampie e poco avanzate, il manubrio si raggiunge comodamente, la posizione è rilassata e pronta a farti viaggiare per tanti chilometri.

NE ALTO NE BASSO Anche perché questa Vintage protegge bene, tra parabrezza e paragambe si gode di un riparo notevole anche nel caso di una spruzzata estemporanea, peccato che, se chi guida si aggira attorno al metro e settanta, il bordo superiore del parabrezza sia proprio all'altezza della linea degli occhi disturbando un po' la vista. Lo stesso parabrezza è poi responsabile di un vortice avvertibile quando la velocità supera i 140 km/h. Se si viaggia con un casco jet il giro d'aria è evidente, tanto da sollevare la visiera.


CROCIERA
I 140-150 indicati sono comunque una velocità che va considerata quella perfetta per viaggiare con questa moto, anche perché paragambe, parabrezza e borse tutti assieme non vanno troppo d'accordo con il vento della corsa causando qualche movimento oscillatorio quando si esagera con il gas. Meglio quindi cedere alla tentazione di una guida rilassata, e non frenetica, a velocità legali la "Cali" è in grado di portarvi in capo al mondo pompando coppia senza problemi dai due cilindroni.

MENO GRINTA AI MEDI Fuori dall'autostrada il cambio a bilanciere, il tranquillo "pum pum" del bicilindrico ad aria e la spinta ai bassi fanno sì che si sia invogliati a guidare in modo tranquillo e rotondo, che poi è quello che ci si aspetta da una cruiser. Il motore Euro 3 ha perso un po' di pienezza ai medi; più che altro accusa, come quello della Breva una flessione dell'erogazione attorno ai 4.000 giri dove la spinta cala un po'. Una flessione che si fa sentire più che altro quando si cercano le prestazioni dal motore perché se si transita attraverso questi regimi a gas "pelato" non si hanno problemi.


BELLA NEL MISTO
Nel misto la 1100 Guzzi riesce sempre ad essere efficace,la mole è considerevole ma il bilanciamento della ciclistica resta sempre valido, così che la California si guida più da moto stradale che da custom vera e propria, tra l'altro nel segmento è senza dubbio quella con la maggiore luce a terra. Nel misto, quindi, si scopre una moto molto piacevole e con anche buone doti ciclistiche (è una della poche cruiser a poter vantare una forcella regolabile) che la rendono godibile in ogni situazione.

VOCAZIONE TOURING Dal punto di vista del turismo, ma California gioca come sempre ottime carte. È spaziosa, ospita alla grande il passeggero, si lascia caricare come un mulo e sa mantenere buone velocità di crociera per lungo tempo consumando anche molto poco, come tutte le Guzzi. Un punto a suo favore, con i tempi che corrono...


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