Autore:
Luca Cereda

EUREKA? Ho un problema: vivo in provincia e lavoro in città. Ogni giorno macino una settantina di km, tra andata e ritorno, nel casa-ufficio. Un po' di tutto: statale, tangenziale e città. A lungo mi sono chiesto quale fosse il mezzo a due ruote ideale per me. Finalmente, forse, ho trovato la quadra.

COZZA GIGANTE La lampadina si è accesa già dopo il primo andirivieni con il Suzuki Burgman 200. E' uno scooter facile e pratico, e lo capisci subito. Ad esempio quando prendi lo zaino e lo carichi senza stare a fare troppo il ragioniere, perché pronto a fagocitarselo c'è un vano vorace (41 litri) nascosto sotto una sella che sembra una gigantesca cozza. Ingurgiterebbe due caschi integrali, volendo, così da rendere il bauletto da 37 litri un lusso: se a “pendolare” con borsa al seguito non si è in due, diventa superfluo.

RIPOSTIGLI A GO-GO Poi ci sono gli svuotatasche, uno a destra e uno a sinistra, grandi uguali. Ci stanno il portafoglio, il telepass, il cellulare, le chiavi di casa. Si potrebbe continuare a caricare nel retroscudo del Burgman 200, dove un altro piccolo forziere si apre con la chiave. Ma non mi rimane più niente da metterci, se non la tuta anti-pioggia.

IN PANCIOLLE La comodità non è solo di carico. Una volta seduti, sul Suzuki Burgman posso distendere le gambe come in poltrona, rendendo più dolce, ogni mattina, il passaggio dal cuscino alla sella. La pedana lascia tanto spazio ai piedi ma non è piatta. Se siete soliti tornare con i sacchetti della spesa, dunque, riprendete in considerazione il bauletto, che oltretutto funge da schienale per un eventuale secondo passeggero, accolto da una sella matrimoniale: bassa (73,5 cm) ampia e confortevole. Le manca solo un po' di grip, motivo per cui nelle frenate più decise tendo a scivolare leggermente in avanti.

FALSO GRASSO E' comodo, okay. A guardarlo, però, sembrerebbe impegnativo. Bada al sodo - una carrozzeria solida ma poco sexy, con tanta plastica nuda e pochi ricami – ma nella stazza il Burgman 200 ha l'aria di un maxi-scooter fatto e finito. E' lungo 2 metri e 6 centimetri, che lì per lì ti intimoriscono un po' quando si tratta di serpeggiare tra le auto in coda. Errore: baricentro e ruota bassi danno confidenza e scioltezza nello slalom, così come il manubrio alto e raccolto. Di angolo di sterzo ce n'è ben più di quanto si pensi e il Burgman 200 sorprende per maneggevolezza. Da fermo, i suoi 157 non sono piuma ma sono pochi da gestire considerando le dimensioni. E considerando che alcuni concorrenti più compatti (ad esempio l'Xmax 125) pesano di più.

IL GIUSTO RITMO Alla maneggevolezza aggiungete tanta protezione. Garantita da un parabrezza di serie che toglie il vento in faccia anche a chi è più alto della media, e, alle gambe, da uno scudo dalla sezione frontale generosa. C'è poi un terzo aspetto tanto caro al commuter: i consumi. Si fanno i 30/31 km con un litro, e senza fare le lumache. Quando il monocilindrico 4T da 18,4 cv di Suzuki rende al massimo dell'efficienza ce ne accorgiamo grazie a una spia verde (Eco) che si illumina sul cruscotto. Nella maggior parte delle situazioni la sua spinta è all'altezza delle situazioni, in città come nei tratti più scorrevoli. Viaggiando a 120-130 km/h orari costanti, invece, esce dalla sua comfort zone e la lancetta dei giri si avvicina alla zona rossa. A quel punto meglio orientarsi sul Burgman 400.

RUOTA ALTA O BASSA? Per il resto il motore da 200 cc accontenta tutti, sebbene lo spunto al semaforo non sia da primato, complice un piccolo ritardo della trasmissione in apertura di gas. Vibra pochissimo, il Burgman. Su pavé e ciottolato le sospensioni lavorano bene mantenendolo sempre stabile. Va da sé, comfort ed efficacia sullo sconnesso non sono però al pari di un ruota alta.

BILANCIO Tornando al mio caso, mi tengo stretti i vantaggi del Brugman: tanto sottosella e facilità di slalom. E pure le sue dimensioni abbondanti rispetto alla cilindrata, che mi proteggono e agevolano i viaggi in coppia. Per costi di esercizio e prestazioni, il motore da 200 cc svolge al meglio il lavoro al quale è destinato, ossia il casa-ufficio. Meriterebbe una rinfrescata, semmai, il look del Burgman, che è lo stesso da qualche anno e di certo non brilla né per personalità né per cura del dettaglio.

AMMIRAGLIA LOW-COST Il prezzo però fa gola. Il Suzuki Burgman 200 costa 4.390 euro e ha di serie tutto quel che serve, compreso l'impianto frenante con ABS. A chi non abbandona la sella nemmeno al cospetto del Generale Inverno consiglierei le manopole riscaldate: 259 euro. Il bauletto, come detto, può non essere fondamentale: con il relativo supporto aggiungerebbe al conto 320 euro circa. Se un motorone non serve, eccovi servita un'ammiraglia low-cost.


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