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Kawasaki Ninja ZX-10R 2016, la prova

Kawasaki Ninja
ZX-10R 2016, la prova

La #Kawasaki ZX-10R 2016 è una superbike con targa e frecce, estremamente eccitante
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Autore:
Andrea Rapelli

SUPERSPORTIVE Fino a una manciata di anni fa, c'era gente che le usava regolarmente per andare al lavoro, perfino in vacanza in due se necessario. Poi, complice la crisi e potenze in ascesa – se non hai 200 cavalli, ormai, non sei nessuno – le supersportive con carena e semimanubri hanno vissuto una fase di calo.

CAMPIONESSA Però, anche se su strada, per certi versi, sono attrezzi di tortura, possederle dà sempre gran gusto. Insomma, guardatela: la Kawasaki Ninja ZX-10R 2016, pur non stravolgendosi nell'estetica rispetto alla versione precedente, ha un appeal che vale da solo il prezzo del biglietto. Anche perché, è bene ricordarlo, è questa la moto che ha vinto, nel 2015, il titolo nel Campionato Superbike. Ed è strettissima parente di quella che è in testa, sempre con Jonathan Rea in sella, alla WSBK 2016.

TANTA CICCIA Basterebbe già il nome, Ninja, a far scendere la lacrimuccia agli appassionati del ginocchio a terra. Ma sulla ZX-10R 2016 c'è anche tanta ciccia tecnica da raccontarvi. Gli uomini Kawasaki non sono intervenuti a gamba tesa sul progetto ma, piuttosto, hanno affinato l'affinabile – quasi tutto, come vedremo. Basandosi, manco a dirlo, sulle richieste dei propri piloti. Perché, come dice Yoshimoto Matsuda, Project leader, “una moto più facile è anche più veloce”.

MENO INERZIE Cominciamo dal motore: il quattro cilindri in linea da 998 cc della Ninja ZX-10R 2016 è ringiovanito grazie a un albero motore con un'inerzia inferiore del 20% - a tutto vantaggio di erogazione e maneggevolezza –, camere di combustione e passaggi acqua ridisegnati per un miglior raffreddamento, airbox maggiorato, cambio con rapporti ulteriormente ravvicinati e dotato di quickshift in salita, nuova frizione e scarico in titanio. Il tutto per 200 cv tondi a 13.000 giri e 113,5 Nm a 11.500 giri. Il motore, fra l'altro, conquista l'omologazione Euro 4. Un primato, questo, nel piccolo mondo delle supersportive.

ROBA SHOWA Gli uomini di Matsuda hanno rivisto pesantemente anche la ciclistica: la ZX-10R ha il cannotto di sterzo più vicino di 7,5 mm al pilota e il forcellone allungato di 15,8 mm, in modo da far sentire meglio cosa l'avantreno ha da dire a chi guida. Se avancorsa (107 mm) e inclinazione cannotto (25°) rimangono tali e quali al passato, grosse nuove arrivano nella forcella, sviluppata insieme al mono con Showa nel mondiale Superbike. Qui ci vuole un piccolo approfondimento.

SOTTO PRESSIONE Questo tipo di forcella con steli da 43 mm di diametro è denominato BF – cioé Balance Free, a bilanciamento libero – e ha la forza di smorzamento (o frenatura idraulica) che non si genera all'interno di stelo e fodero ma avviene nel serbatoio rosso che vedete nelle foto, vicino al piedino. Lì dentro c'è azoto pressurizzato, in grado di eliminare le variazioni di pressione dell'olio dovute all'alternarsi di compressione ed estensione: così, non si formano bolle d'aria nel fluido. Fra l'altro, in questo modo l'intera superficie del pistone principale è destinata al pompaggio dell'olio verso i passaggi valvole. Il tutto, per un funzionamento esemplare e una risposta molto accurata alla minima increspatura del fondo.

PIATTAFORMA INERZIALE Last but not least, l'elettronica: anche qui, la Ninja non le manda certo a dire. Prim'attrice in questo capitolo è sicuramente la piattaforma inerziale a sei gradi di libertà (cinque rilevati e uno, l'angolo d'imbardata, calcolato) che dialoga con la nuova centralina a 32 bit con software Kawasaki e gestisce controllo di trazione (11 livelli), il launch control (tre livelli), il freno motore (due livelli) l'anti-impennata e, naturalmente, le mappature: Full Power, Mid (80% della potenza) e low (60%). Cosa ho dimenticato? Ah già, l'ammortizzatore di sterzo, che è elettronico pure lui, by Öhlins.

SOTTO I VENTI La Kawasaki ZX-10R Ninja 2016 in colorazione KRT come la nostra costa 18.090 euro f.c., la tinta unita (Matte Carbon Grey) si ferma invece a 17.890 euro. Volendo, c'è la versione Performance – con scarico Akrapovic in titanio e carbonio, coprisella monoposto e protezioni sul serbatoio a 18.990 euro.

ARTIGLIERIA PESANTE L'artiglieria pesante di cui vi ho parlato nel Come è rende la Kawasaki Ninja ZX-10R un'arma in grado di impensierire parecchie rivali fra i cordoli. Così l'hanno voluta gli uomini in verde. Non a caso, è attualmente in testa al Campionato Superbike... In fondo, però, pur essendo una race-replica fin nel midollo, la Ninjona è targata e, quindi, deve confrontarsi anche con la strada.

PROTEGGE Il primo impatto, se non si è abituati a guidare missili del genere, è spiazzante: i semimanubri sono a km dalla sella, le pedane costringono le ginocchia ad una bella angolazione. Il passeggero? Diciamo che dovrebbe amarvi alla follia per seguirvi. Pure nel giro domenicale al lago. Dove, però, apprezzerete il cupolino di maggiori dimensioni, che protegge meglio dall'aria rispetto al passato.

LEONE IN GABBIA A regimi civili, il quattro cilindri non fa nemmeno tanto baccano: alle basse velocità il cambio è un po' ruvido, la frizione dura. La ZX-10R non fa mistero di essere un leone in gabbia, nella vita di tutti i giorni. Viste le possibilità velocistiche e di allungo del motore, in città potreste praticamente usarla con una sola marcia, la prima (che comunque è stata accorciata rispetto al passato, così come le altre cinque). A regimi più elevati, invece, si scopre un pedale sinistro preciso e – grazie al quickshift in salita – pure veloce.

SCALARE GLI 8.000 La spinta dei 200 cavalli comincia a farsi seria superati i 6.500 giri, poi si trasforma in un boost stile jet fino ai circa 13.000 indicati, con i vostri occhi che ce la metteranno tutta per non schizzare fuori dalle orbite, soprattutto oltrepassati gli 8.000. Roba da galera, sulla pubblica via. Ai medi regimi si sentono di più i tappi dell'Euro 4: in questo range, pur utilizzando la mappa Full Power, la Ninja non dà l'impressione di doversi mangiare la strada.

CUSCINO D'AZOTO Ciò che invece si apprezza anche sull'infido pavé milanese sono le sospensioni Showa di questa Kawasaki. Inaspettatamente, sull'asfalto butterato la Ninjona non risponde mai con l'asprezza che ci si aspetterebbe da una moto così. Incassa i colpi e non li restituisce troppo alla vostra povera schiena già piegata dai semimanubri. Ma allora i benefici della forcella pressurizzata e non si sentono solo in circuito... Ciò detto, la Showa BFF fornisce una risposta bella sostenuta quando ti senti particolarmente ispirato.

EQUILIBRISTA Tra le curve questa Kawasaki dimostra di essere una moto di razza ma non è così scorbutica come si potrebbe pensare. Innanzitutto, è più svelta a scendere in piega rispetto al passato e poi offre sempre un feeling autentico, non filtrato ma, anzi, aiutato e completato dall'elettronica. Non c'è qualcosa per cui te la ricordi ma colpisce per il suo equilibrio globale, come lavorano insieme tutti i suoi componenti. Su strada, i controlli elettronici sono compagni discreti e - a conferma della bontà meccanica della verdona - è proprio difficile sentirli.

SUPERFRENO Fermarsi non è mai un problema: l'impianto frenante curato da Brembo con due dischi da 330 mm davanti e posteriore singolo da 220 mm, pompa radiale e tubi in treccia offre sempre il mordente necessario per rallentare l'esuberanza della Ninja. Cosa che, al momento, agli avversari della Kawasaki in Superbike non riesce molto bene...

IN QUESTO SERVIZIO
CASCO HJC RPHA 11 Un casco che può essere tranquillamente usato in pista ma che funziona molto bene su strada: non è claustrofobico e la calzata, pur attillata, non stringe troppo. Anche per merito di imbottiture (estraibili e lavabili) di pregevole fattura. Silenzioso - la forma della calotta è stata disegnata in galleria del vento - questo RPHA 11 ha una visiera ulteriormente ampliata, che prevede un blocco nella parte bassa per evitare problemi in velocità, un buon sistema di ventilazione e pesa poco (1300 g). La chiusura è a doppio anello, la calotta - neanche a dirlo - in fibra.
Taglie: XXS-XXL
Prezzo: 399,90 euro

GIACCA REV'IT GT-R Look sportivo il giusto, taglio dinamico: la giacca Rev'it! GT-R è perfetta per una sportiva o una maxi-naked. In morbida pelle bovina, la GT-R predilige i climi estivi e temperati, anche se non manca il gilet interno termico staccabile. Completano il quadro protezioni omologate CE su spalle e gomiti, tasca per il paraschiena e cerniera per unire, alla bisogna, i pantaloni in pelle. Taglie dalla 46 alla 58.
Prezzo: n.d.

JEANS REV'IT! LOMBARD Si abbinano bene alla giacca GT-R ma i jeans Rev'it! Lombard si possono tranquillamente indossare anche in una serata galante: tessuto in cordura blu scuro resistente alle abrasioni, vestibilità regolare, sono dotati di protezioni alle ginocchia e hanno cuciture triple. Fodera Coolmax interna per per assorbire l'umidità.
Taglie: 28-38
Prezzo: 189,99 euro

GUANTI REV'IT! RSR-2 Buon comfort, notevole vestibilità e look sportivo: questi guanti in pelle bovina e di capra, poi, non fanno a pugni con il giubbino GT-R. La sicurezza prevede nocche in carbonio e saponetta sul palmo in TPU per permettere alla mano di scivolare meglio in caso di caduta.
Taglie: S-XZL
Prezzo: 109,99 euro

GUANTI REV'IT! RSR-2 Buon comfort, notevole vestibilità e look sportivo: questi guanti in pelle bovina e di capra, poi, non fanno a pugni con il giubbino GT-R. La sicurezza prevede nocche in carbonio e saponetta sul palmo in TPU per permettere alla mano di scivolare meglio in caso di caduta. Taglie: S-XZL

SCARPE TCX X-CUBE EVO WATERPROOF Pensate per affrontare la giungla urbana così come una pistonata fuori porta, le TCX X-Cube Evo sono caratterizzate dal collo alto e imbottito, che protegge bene la caviglia, e dalla tomaia scamosciata, abbinata a tessuto resistente all'usura. La suola in gomma Michelin, ispirata ai Pilot Road 3 e Pro Grip 4, offre una buona aderenza anche sui fondi scivolosi: non dimentichiamo che queste scarpe sono impermeabili. Da indossare sono comode e hanno la pianta larga. Taglie: 36-48

 


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