Autore:
Andrea Rapelli

LA MIA VERSIONE Sono stato tra i primi a guidarla in Sud Africa – in redazione mi hanno odiato, per questo – ma ero proprio curioso di mettere alla prova la Honda Africa Twin 2016 nella vita quotidiana. Quindi dopo Mario, Paolo e Federico dovrete sorbirvi anche la mia... versione.

AFRICA FACTOR Il mio parametro? Una Africa Twin RD07 del 1993, che mi accompagna ormai da quasi quattro anni e con la quale ho percorso oltre 30.000 km. Ecco perché ho cercato di capire se, dopo più di vent'anni, l'Africa Factor è rimasto anche sulla CRF1000L.

CERCHI ORO Al contrario di Mario, non trovo la nuova Africa Twin poco legata al passato: non avrà i fari tondi, ok, ma le proporzioni mi ricordano la mia. Mi sembra una (quasi) naturale evoluzione di stile. Ecco, magari nemmeno io l'avrei scelta grigia. O, tutt'al più, le avrei messo un bel paio di cerchi color oro.

SIMILITUDINI Non mi dilungo sull'ergonomia del posto guida: che sia perfetto l'hanno già scritto gli altri. Anche qui, forte la similitudine con la mia RD07. Perfino nel cupolino – sempre fisso, ma che protegge bene – e nella leva frizione, non regolabile.

LAMPEGGI Un difetto, forse l'unico di questa Africa, l'ho trovato: al posto del lampeggio, sul blocchetto elettrico sinistro, è comparso il tastino per regolare il controllo di trazione. Con il risultato che, di notte, quando vuoi “fare i fari”, premi con l'indice e ti ritrovi a modificare il TC (a proposito: è un po' invasivo, meglio tenerlo sempre su 1). Il Passing, adesso, è sul tasto che permette di scegliere fra abbaglianti e anabbaglianti: va premuto con il pollice.

QUESTIONE POTENZA La fasatura a 270° del bicilindrico parallelo non mi fa rimpiangere più di tanto il borbottìo del mio V-Twin da 742 cc. Bello il rumore di aspirazione, così come l'assenza di vibrazioni. Questione potenza: 95 CV sono pochini? No, direi. L'Africa si muove sempre in scioltezza e sorpassare non è un problema. Volendo, il cuore Honda allunga anche con una certa allegria. Certo, rispetto a endurone più grandi, tipo R 1200 GS e giù di lì, la differenza si sente. Soprattutto a pieno carico. 

TAPPETO VOLANTE L'assetto? Magico, anche qui, dove al posto delle praterie ci sono i tombini: forcella e mono copiano ottimamente qualsiasi tipo di avvallamento, non fanno rimbalzare sulle buche più secche e digeriscono alla perfezione il pavé. Si curva forte e in sicurezza. Bene anche i freni, che fanno della modulabilità il proprio punto forte.

TIMONE Il merito, se la nuova Africa Twin la guidi da subito con facilità, è anche della ruota anteriore da 21”, che timona nelle curve come nessun'altra. In un certo senso, è quasi incredibile come la CRF1000L riesca ad essere così stabile e maneggevole allo stesso tempo.

OFFROAD E in fuoristrada, con le gomme giuste, puoi farle fare quel che vuoi: la posizione di guida è ottima anche in piedi, il motore ha una bella schiena, le sospensioni passano sopra alla gran parte degli ostacoli. E l'ABS si può disinserire sulla ruota posteriore. Anche se siete digiuni di offroad, lei sa come mettervi a vostro agio.

SPAZIO IN GARAGE Insomma, per farla breve: dopo qualche giorno di convivenza avrei voluto portarmela in garage. Certo ci sono concorrenti – anche non dirette – che offrono qualcosina in più. Ma la nuova Africa Twin è riuscita a raggiungere un equilibrio e una facilità tali per ogni tipo di uso (vita quotidiana, viaggi, fuoristrada) da entrare di diritto nel ristretto club delle moto migliori di sempre. Ora scusatemi ma vado a fare spazio in garage...


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