Autore:
Stefano Cordara

LE SOLITE SCUSE La scusa (buona) è quella di un evento a Cortina d'Ampezzo, nel cuore delle Dolomiti. Una meta che raggiungere in auto sarebbe un autentico delitto. Viaggio+Dolomiti+curve=KTM 990 SMT. L'operazione si risolve da sola, anche perché, guardacaso, ho giusto giusto una SMT allestita con borse (meglio sarebbe dire borsette) parcheggiata nel garage della redazione. Per cui chiamo l'amico-collega Marco Selvetti e siamo pronti a partire per una full immersion in quelle che per me sono tra le strade più belle d'Italia. Marco ha in dotazione una Harley e questo è un bene perché almeno non metteremo a repentaglio la patente e il ritmo del viaggio sarà quello giusto per la prova che voglio fare.

TURISMO VELOCE La prova mi attizza, non solo perché a viaggiare in moto mi piace molto, ma anche perché sono curioso di riprovare la KTM 990 SMT a ritmi "normali" dopo che l'avevo provata in Portogallo ai tempi della presentazione tenendo un passo lievemente "eccitato". Insomma, va bene il divertimento, ma una moto che si picca di fare anche del turismo-attivo (chiamiamolo così) deve anche avere altre qualità oltre a quelle di un temperamento sportivo. Per cui il viaggio di lavoro assume un duplice scopo: raggiungere Cortina per l'evento e nel frattempo testare la SMT in un ambiente in cui si trova perfettamente a suo agio.

L'ITINERARIO Autostrada il giusto, curve da farsi venire la nausea. L'itinerario (da me sperimentato più volte e che vi consiglio caldamente) prevede (partendo da Milano) di arrivare fino a Rovato in autostrada, poi dopo aver costeggiato il lago d'Iseo si scalano i passi del Tonale, Mendola si arriva a Bolzano poi si sale a Ortisei, Passo Gardena, Passo Valparola, Passo Falzarego e si scende finalmente a Cortina. E il ritorno non è da meno perché cambiano i passi e le valli ma non cambia la solfa: Falzarego, Pordoi, Cavalese, Riva del Garda e tutto il Lago di Garda costeggiato fino a Desenzano dove si rientra in autostrada e si torna a casa. In tutto 832 km di puro divertimento motociclistico, soprattutto se si ha l'accortezza di affrontare la costiera del Garda di sera quando il traffico è ormai svanito.

POCHI APPUNTI Detto questo, la KTM 990 SMT me la sono proprio goduta, alla fine del viaggio nel mio blocco degli appunti ho segnato solo un paio di cosette, che a mio parere la renderebbero ancor più completa e adatta a chi viaggia. La prima è la regolazione remota del precarico del monoammortizzatore.

PRECARICO AL VOLO Chi carica la moto e vuole adattare l'assetto "al volo" troverà certo scomodo dover operare con gli attrezzi sulla ghiera. Basterebbe quindi fare come KTM ha già fatto sulla Adventure 990. Un bel "pomellone" potrebbe essere molto utile. È anche vero che come power part esiste un accessorio chiamato "preload adjuster" da montare sul mono originale, non ha il pomellone ma con una chiave da 10 la regolazione del precarico è questione di secondi. Inutile dire che lo consiglio.

CORONA PIÙ GRANDE Il secondo particolare che modificherei è la corona, ne monterei una più grande, con un dente in più, giusto quel che serve al motore per riuscire a tenere la sesta senza strappare anche sotto i sessanta all'ora (quindi sotto i 3.000 giri più o meno), velocità da traffico medio-lento che con la rapportatura attuale implica un continuo cambio quinta-sesta e ritorno che toglie relax alla guida.

CARATTERE A GO GO Detto questo, la 990 SMT è una di quelle moto che ti prendono perché come tutte le KTM stradali è farcita di carattere fino all'ultimo bullone, ma non solo, è anche dotata di un assetto azzeccato per poter girare in souplesse con il giusto comfort. Normalmente le supermoto sono sempre piuttosto rigide, "spigolose", la SMT, invece no, è rapidissima ma più rotonda delle sue sorelle, ha sospensioni rigorose ma scorrevoli, non "salta" sulle asperità ma le copia. Ne consegue un comfort adeguato anche quando in sella ci devi stare per chilometri, anche quando non devi fare le corse ma stai passeggiando mentre guardi il panorama. Anche la sella è imbottita il giusto e rispetto alle sorelle, è più scavata consentendo di assumere una posizione di guida più rilassata.

ANIMO MOTARD Rilassata, ma mai passiva, perché appena iniziano le curve questa moto tira fuori il suo animo motard e invita subito ad alzare il ritmo. È leggera, ben piantata su sospensioni che scorrono ma che non perdono mai sostegno, offre un gran feeling in ogni situazione e iniziare a tenere ritmi da sportiva vera è questione di attimi. Del resto, la dotazione della SMT non ha nulla da invidiare a quella selle sorelle più sportive con cui condivide motore, telaio e freni.

MOTORE CON GRINTA E poi il bicilindrico LC8 non lo scopriamo certo adesso, 117 cavalli e 90 Nm di coppia sempre disponibili in un mix perfetto di prestazioni e personalità. Prontissimo a rispondere al gas (ma privo di on off in questa versione), ha un'erogazione inebriante che porta presto a dimenticarsi che si sta guidando una moto da "turismo". È anche grazie a lui se la Supermoto T invoglia il pilota alla guida brillante.

BAGAGLI AL MINIMO Una moto con cui viaggiare diventa quindi davvero un divertimento, a patto di sapersi limitare con i bagagli, perché nella configurazione in prova, i due beauty case proposti come borse laterali hanno una capienza davvero minima, così come la borsetta da serbatoio comodissima da attaccare e staccare ma non così generosa come capienza. Con questo allestimento la 990 SMT è perfetta per il viaggio lampo da divorare in un week end con il minimo indispensabile appresso. In compenso il lato positivo è che nessuno di questi accessori influisce sulla guida, anche sportiva, non ci sono cambiamenti di assetto evidenti, le borse è come se non ci fossero.

CATALOGO INFINITO Chi ha ambizioni maggiori in termini di bagaglio può comunque sempre guardare il catalogo power parts per trovare borse in alluminio molto più capienti ma non solo loro perché una volta entrati nel vortice degli accessori originali KTM è difficile uscirne. Consiglio quindi di dare un'occhiata solo una volta che siete sicuri di avere la carta di credito ben coperta…

AUTOSTRADA Moto come queste invogliano a cercare più le curve che i rettilinei, tuttavia la 990 non disdegna anche l'autostrada, anzi sui lunghi nastri d'asfalto si disimpegna alla grande. A velocità costante le vibrazioni (sensibili quando si chiama il motore a dare il massimo) sono poche e per nulla fastidiose, la protezione dall'aria è più che dignitosa (meglio di certe concorrenti più blasonate e c'è anche un parabrezza touring più alto nel solito catalogo…) e anche l'autonomia non è affatto male. Guidare a velocità normali significa vedere accendersi la spia della riserva (un indicatore di livello carburante non mi dispiacerebbe affatto) dopo aver percorso almeno 200 km (210 circa) equivalente a una media rilevata nel corso del nostro viaggio di 16 km/litro. Se però vi prende il prurito alle mani sappiate che l'LC8 sa essere un buon bevitore e i consumi si alzano subito.

ALLUNGA LA STRADA Ci sono moto che provo e stop, altre moto con cui invece, finisco sempre per allungare la strada, una deviazione dopo l'altra alla ricerca dell'ultima curva, dell'ultima piega, non necessariamente per tirare, ma semplicemente per guidare. La 990 è una di queste, una moto che non ha bisogno di chip o processori per conquistare chi la guida e non ha bisogno di una montagna di cavalli per svolgere al meglio la sua missione. Certo non è perfetta, la linea è particolare, è un po' spartana, meriterebbe plastiche di miglior qualità e una strumentazione più completa, ma ha l'altro lato della medaglia in una accordatura perfetta tra motore e telaio in una componenstistica di alto livello e in una guida che coinvolge come poche altre moto. Chiedere a chi ce l'ha per conferma…


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