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ISTITUZIONE In questo segmento la Transalp è una vera istituzione, anzi possiamo dire senza tema di smentita che ne sia la capostipite. Sul mercato dal 1988 è sempre rimasta tra i leader del segmento proprio grazie alla sua innata versatilità e alla capacità di essere una moto poliedrica e adatta per tutti gli usi e le stagioni. Anche in quest'ultima versione aggiornata per reggere il peso degli anni conferma la sue qualità.

NE MANCA UNA Un peccato però che il nuovo motore da 700 cc non abbia guadagnato oltre a cilindrata e potenza anche la sesta marcia, visto che la spaziatura dei rapporti appare un po' troppo ampia e la quinta un po' troppo corta per lunghi viaggi autostradali.

MOTORE MORBIDO 60 sono i cavalli che il V2 mette a disposizione, una potenza inferiore alle sue concorrenti dirette ma che è condita con una buona disponibilità di coppia a tutti i regimi, e da un'erogazione azzeccata. Però quanto a grinta, la Transalp è superata sia dalla BMW sia dalla Suzuki che hanno motori più vivaci, più corposi e con una rapportatura migliore.


EQUILIBRIO INNATO Alla fine la Honda però piace perché è bilanciata, ha una bella posizione di guida e una protezione dignitosa anche se non la migliore (il cupolino della precedente faceva meglio). Le sospensioni sono morbide ma valide almeno finché non si esagera. L'arrivo della ruota da 19 pollici all'anteriore ha poi enfatizzato l'indole stradale della moto che tuttavia se deve affrontare qualche strada bianca non si tira certo indietro.

RETAGGI OFF Tra l'altro è rimasta l'unica con le ruote a raggi, retaggio fuoristradistico che piace agli appassionati del genere. Anche l'impianto non è da record, ma allo stesso tempo non delude, la terna di dischi fa bene il suo lavoro, anche se il CBS a volte risulta troppo invasivo quando si aziona il pedale del freno posteriore. In compenso l'ABS (optional), come accade sempre con le moto Honda è il migliore di tutti.