Prova
Derbi Terra Adventure

Derbi Terra Adventure

Per i ragazzi che non si fermano davanti a nulla, ecco la versione più "hard" della 125 enduro di casa Derbi. Piccola solo nel motore, ha l'avventura dentro e costa 3.890 €.
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Autore:
Stefano Cordara

COM'È
Avventurieri in erba gioite, se fino ad oggi avete invidiato l'endurona di papà adesso potete averne una tutta vostra. L'ha preparata Derbi, l'attivissima Casa Spagnola (che fa parte del gruppo Piaggio) che non perde occasione per lanciare nuove mode tra gli adolescenti, spesso ispirandosi senza mezzi termini al mondo delle moto "adulte". Non è infatti un caso che, ultimamente, le sue moto siano davvero delle copie in piccolo delle maxi più blasonate. In piccolo fino ad un certo punto, perché nel caso della Adventure ci troviamo davanti ad una moto-avventura fatta e finita, con tanto di ruota da 21 pollici, sospensioni lunghe e allestimento da viaggio, anche se sono sparite le valige laterali presenti sulla moto vista al salone. La versione definitiva sarà equipaggiabile solo con il top case.

LA PICCOLA MAXI Inutile dire che, di nome e di fatto, la Terra si ispira alle teutoniche KTM e BMW e come loro vuole offrire ai ragazzi più avventurosi il giusto supporto per viaggi senza fine. In effetti, il risultato estetico è davvero riuscito, la Adventure ha un look azzeccatissimo, appare da subito più "importante" della Terra ha volumetrie da moto grande, con una parte anteriore molto riuscita che lascia a casa il becco della sorella per montare un plexiglass alto e un telaio di protezione a vista.


UNICA Al momento è una proposta unica nel segmento
(dove Derbi è Leader europeo) è non ha davvero nulla da invidiare alle "dakariane" vere e proprie. Inoltre mette in mostra un livello di finitura eccellente, con verniciature brillanti, buoni materiali, una dotazione completa, una strumentazione professionale (anche se l'ormai sfruttatissimo cruscotto della famiglia Piaggio comincia un po' a stancare) e addirittura comandi a pedale in alluminio forgiato, roba che nemmeno la GS 800 può vantare.

BASE ROBUSTA La base tecnica, pur con qualche accorgimento, è quella della Terra che abbiamo provato non molto tempo fa, compreso il nuovo motore Piaggio. Questo motore rappresenta attualmente lo stato dell'arte per i piccoli 4 tempi da un ottavo di litro. È un monocilindrico all'avanguardia come non se ne vedevano da tempo nella categoria: bialbero 4 valvole, sei marce, raffreddato a liquido è equipaggiato con carburatore elettronico (e doppio catalizzatore) ed è capace oltre che di frullare fino a 11.250 giri di raggiungere il limite massimo di potenza concesso per legge ai motori 125 cc: 15 cavalli a 9.250 giri, tutti buoni da sfruttare dal primo all'ultimo.


BEN DOTATA
Anche dal punto di vista delle sospensioni la Adventure spagnola è davvero ben equipaggiata. La forcella è addirittura una Kayaba da 41 mm con 175 mm di escursione, che fa il paio con il monoammortizzatore (regolabile nel precarico e montato con schema cantilever) che muove la ruota posteriore per 170 mm (sulla Terra standard l'escursione non superava i 150 mm). Anche l'impianto freni (marchiato AP) è stato potenziato, il disco anteriore ora tocca i 300 mm (sulla Terra era 280), con pinza flottante e da 218 al posteriore, e un telaio perimetrale in acciaio che promette robustezza a go go. Insomma una vera moto "grande" che non si pone limiti di tracciato o di distanza. Il prezzo non è da discount ma la qualità si paga.


COME VA
L'impatto con la Adventure di Spagna è dei migliori, con la Terra Derbi ha fatto davvero un ottimo lavoro, anche dal punto di vista della qualità.Per dimensioni e finiture la Adventure potrebbe benissimo essere una moto di cilindrata superiore, anzi a dirla tutta se ne esistesse una versione 250 sarebbe perfetta (colto il suggerimento??). Comoda in sella, con un bel ponte comandi e una triangolazione sella-pedane-manubrio perfetta anche per guidare in piedi, la Adventure non fa nulla per nascondere la sua vocazione off road.

GOMME MEDIE In Derbi hanno preferito non esagerare con gli pneumatici così i tassellati della moto esposta al salone hanno lasciato spazio ad una gommatura intermedia buona più per l'asfalto che per l'off road pesante, situazione in cui comunque siamo certi la Adventure si troverà di rado. Meglio così perché la Terra al di la della sua simpatia per il fango è una moto da godere anche sull'asfalto.

BILANCIATA Le scelte ciclistiche sono assolutamente azzeccate e l'endurina di Martorelles dimostra di avere un comparto sospensioni da prima della classe per scorrevolezza e controllo idraulico. Ne consegue una moto ben bilanciata, gradevole ed efficace al punto da essere sovradimensionata per le prestazioni che ha. La Guida della Terra Adventure è ovviamente a prova di neofita: agile e facilissima mette a proprio agio anche chi è assolutamente alle prime armi. Anche perché la posizione è di assoluto controllo, con un manubrio dalla piega azzeccata che fa assumere al pilota una postura assolutamente naturale.


MEGLIO IN ALTO Non è proprio una piuma, qualche ammenicolo in più rispetto alla Terra "standard" ha fatto salire il peso di qualche chilo e per questo il motore sembra risentirne un po'. Il bialbero Piaggio è di sicuro un progetto valido, ma con 15 cavalli a lottare con più di 120 kg certo non può fare i miracoli. È un motore che ama girare e per questo è inutile aspettarsi una grinta da bruciasemafori; quando la lancetta staziona nella parte bassa del contagiri, infatti, il mono è piuttosto pigro, meglio tenerlo sempre oltre quota 7000 giri, regime oltre il quale l'impulso di potenza è piuttosto avvertibile e il motore prende i giri con una certa lena.

SEI VICINE Ad aiutarlo in questo c'è un cambio a sei rapporti ben scalato con marce piuttosto ravvicinate che non fanno calare troppo di giri il motore. Peccato che il comando sia un po' lungo e non rapidissimo nell'azionamento. Ottima invece la frizione, burrosa alla trazione, ma soprattutto capace di resistere a qualsiasi strapazzo, come ad esempio le scriteriate sfrizionate che deve sopportare nel fuoristrada.


CHILOMETRO LANCIATO
A parte una certa pigrizia in ripresa, quindi, la Adventure ha prestazioni soddisfacenti per la categoria, e sicuramente superiori a quelle delle concorrenti con motori più datati di architettura analoga. Una volta lanciata, la Adventure si difende anche quanto a velocità massima, sul display digitale abbiamo visto 120 km/h indicati, raggiunti ovviamente senza alcun problema visto che la protezione aerodinamica (ci sono anche originali paramani forati con una protezione per l'inverno che però salta via un po' troppo facilmente) è eccellente. La sesta piuttosto lunga, inoltre, fa si che il motore, una volta lanciato, non viaggi in perenne fuorigiri allineando di fatto la velocità massima con quella di crociera. Poi però basta un falsopiano leggermente sfavorevole per perdere subito velocità.

ANCHE FUORI Se poi per caso vi venisse qualche prurito off road, nessun problema, la Adventure non si tira indietro, le sospensioni sono valide incassatrici (ovviamente senza esagerare) e la ruota da 21 digerisce qualsiasi cosa, per cui niente paura, se volete esplorare qualche sentiero o affrontare qualche pista più impegnativa non ci sono problemi.


FRENI OK
Chiudo con il reparto freni, devo dire che gli impianti montati sulle Derbi non mi hanno mai fatto impazzire soprattutto per feeling alla leva. Questa volta però il risultato non è affatto male: potenza ce n'è e anche la modulabilità è valida.


TAGS: prova derbi terra adventure

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