Autore:
Stefano Cordara

 

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STORIA D'AMORE Io con la GS "flirto" da anni. Da quando me l'hanno lasciata per le mani la prima volta, nel 1995 per farci un viaggio in Finlandia. Da li in poi è stato amore, con la 1100, con la 1150, e soprattutto con la Adventure. Un amore coronato da viaggi in giro per il mondo e prove d'uso appena mi si presentava l'occasione. Insomma, la GS è una di quelle moto che metto nel mio garage virtuale (costasse meno la metterei anche in quello vero...). Anzi, a dirla tutta, è la prima che ci parcheggerei. Ed era pertanto logico che mi attendessi molto anche dalla neonata 1200.


TUTTA RIFATTA

Anche perché di lavoro ne hanno fatto davvero tanto sul "beccone", al punto che praticamente è una moto tutta nuova, con il bilancino che scende di 30 (leggasi trenta) kg, ma con cavalli e centimetri cubi che, invece, crescono per offrire prestazioni maggiori. Perché la GS è sempre la GS, ma la concorrenza incalza e i cavalli, si sa, non bastano mai. Si è fatta snella, la GS e di sicuro si è dotato di un'estetica più moderna, anche se a mio parere quanto a personalità il precedente era superiore e non mi fa impazzire l'effetto patchwork delle guance applicate sul serbatoio. C'è una sensazione un po' plasticosa che non apparteneva alle moto precedenti.

PIÙ CURA

In compenso a mio parere c'è un tasso di finitura più elevato di prima e finalmente una maggiore cura per i particolari esposti agli sguardi. La strumentazione ad esempio è completa, moderna, ben leggibile, belli i fari ellittici, migliore la fattura di alcuni particolari come forcellone, telelever, steli forcella, tutto dà l'impressione di essere fatto con più attenzione, anche verso la leggerezza.

 


RAGGI PER FORZA

 E poi la "mia" GS era equipaggiata alla perfezione: ruote a raggi (optional da 360 € ma irrinunciabile, perché di serie esce con dei brutti cerchi in lega) e le bellissime valigie a fisarmonica finalmente spaziose, sfruttabili e dall'azionamento tanto comodo quanto geniale. Tra i tanti pregi, le borse hanno anche quello di riempire visivamente la parte posteriore della moto altrimenti un po' nuda e con troppi tubi scoperti.

VITASNELLA

Ma la sensazione più gradevole, è quella di snellezza che traspare dappertutto. Già impugnando le nuove manopole dal diametro umano (finalmente cilindriche! Ci voleva tanto?), già stringendo la moto tra le gambe percepisci subito che la moto è più magra, agile, anche se non hai mosso ancora le ruote di un solo metro.

ANCHE OFF

E in sella ci stai bene comodo con le braccia distese ad impugnare un manubrio senza traversino che fa tanto moto "factory", e le gambe piegate al punto giusto. Una posizione che potresti mantenere all'infinito e che, come tradizione BMW, è di perfetto controllo anche nella guida fuoristrada. Perché, alla faccia dell'arrivo dei cerchi in lega, l'endurona di Monaco resta una bella mangiatrice di polvere, KTM e GS Adventure a parte (che resta la mia preferita) la migliore su sterrato.

AGILE

È indubbio che la GS sia molto più leggera, non fosse per l'altezza della sella sembrerebbe di guidare la 650. Ottimo lavoro. E ottimo lavoro anche per quel che riguarda la dinamica della moto. È sempre lei, è sempre la GS, grandiosa nello stabilire un feeling immediato con il pilota. Prima di tutto il motore. Innanzi tutto vibra molto meno di prima, e quando inizia a vibrare lo fa con intensità molto inferiore a prima, segno che il contralbero funziona alla grande. Alla fine, quindi, si viaggia molto meno disturbati e ci si godono appieno le aumentate prestazioni della moto-

SOLO 15?

Prestazioni che, sono aumentate molto più di quel che facciano pensare i "soli" 15 cavalli in più. Merito ovviamente anche del peso ridotto, che moltiplica i cavalli motore. Dove è più migliorata è nell'allungo, una cosa sconosciuta ai Boxer precedenti, soprattutto quello della GS. Se prima il bicilindrico, una volta superata quota 5.500, giri tendeva a sedersi un po' per trascinarsi di malavoglia verso le zone alte del contagiri, adesso è tutta un'altra storia. Anzi proprio dai 5.000 giri arriva il bello con il motore che aumenta la sua spinta in un bel crescendo fino ai 7.700 del limitatore. Viaggia molto più forte 'sta GS, e te ne accorgi soprattutto in sesta quando ti trovi a 180 indicati e dai gas. La vecchia diventava asmatica, questa scatta e rapidamente vedi i 220 all'ora. Bel motore davvero, anche perché ha un range utile amplissimo, praticamente dai 1800 giri ai 7.700 del limitatore: 6.000 giri buoni per farci di tutto. Anche la protezione aerodinamica mi è piaciuta molto, non ho sentito la necessità di spostare il parabrezza, già in posizione tutta abbassata per me era perfetto, tanto che potevo viaggiare a pieno gas senza nemmeno abbassare il casco.

QUESTIONE DI FEELING

La sensazione d'assoluta sicurezza trasmessa dalle GS è sempre stata proverbiale, e anche la 1200 non cambia, anche se il carattere dinamico è molto diverso da prima. L'agilità si è moltiplicata così che nei percorsi misti viaggi come un razzo senza fare la minima fatica. Telelever e Paralever (entrambi rinnovati) ti isolano alla perfezione da quanto passa sotto le ruote, manco viaggassi su un cuscino d'aria. Grazie alla maggiore reattività e alla maggior "birra" del motore i ritmi che si possono tenere in relax (e con tanto di borse) su una bella strada di quelle che piacciono tanto ai motociclisti sono tali da rendere la vita molto dura a più di uno smanettone intutato, provare per credere.

LEGGERA DAVANTI

Il feeling è ancora ai massimi livelli, ma a mio parere la ruota anteriore dà una minor sensazione di appoggio rispetto alla vecchia GS, che, più pesante da muovere, una volta impostata davvero viaggiava come fosse su un invisibile binario facendoti sentire onnipotente. È come se ci fosse un po' di peso in meno a schiacciare al suolo il pneumatico anteriore, il manubrio tra le mani è più leggero. Ma va dato atto che, a parte questa sensazione, l'agilità guadagnata non ha penalizzato la precisione di guida. Il baratto, insomma, è senz'altro a favore di chi guida.

L'INTEGRAL CHE AVANZA

Ovviamente la moto aveva anche l'Integral ABS (in versione disinseribile) e devo dire che lo sviluppo di questo sistema lo sta migliorando continuamente. Sulla GS funziona molto bene, potentissimo ma con una discreta modulabilità (tra l'altro con il Telelever si stacca alla grande), anche se non riesco ancora a digerire quel primo centimetro di corsa della leva in cui non succede nulla e il leggero ritardo nella risposta. Certo rispetto al primo Integral ABS che ho provato questo è davvero un altro pianeta.

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