Autore:
Stefano Cordara

Ebbene si, il flusso di novità in arrivo dalla Moto Guzzi pare proprio inarrestabile. Lavorano bene in quel di Mandello, senza troppa fretta, ma con costanza e così non c’è salone dove a fianco degli aggiornamenti della gamma non arriva un modello nuovi di zecca. L’anno scorso fu la Breva 750, quest’anno tocca alla 1100. Una touring naked, da quel che ci è dato di vedere, che certamente farà contenti tutti coloro che attendevano qualcosa di "turistico" che rimpiazzasse la gloriosa serie SP. Qui non c’è carenatura completa ma un cupolino dalle dimensioni piuttosto generose che dovrebbe farne adeguatamente le veci.

E il motore? In Guzzi annunciano orgogliosamente che "del bicilindrico a V di 90° rimane solo il nome, perché il resto è completamente riprogettato". In effetti sono davvero gli aggiornamenti sono tanti e di quelli importanti. Alimentato naturalmente ad iniezione elettronica il motore ha un nuovo alternatore spostato in posizione diversa, nuova la coppa dell’olio, nuove le bielle che ora sono più lunghe mentre i pistoni sono più leggeri, per ridurre l’inerzia del manovellismo e le conseguenti vibrazioni.

Novità assoluta l’accensione a doppia candela

, ormai una strada praticamente obbligata per i motori ad aria di grossa cubatura. Sulla Guzzi fa il suo dovere fino in fondo. Questo bicilindrico supera già i livelli di emissioni stabiliti dalla Euro 3. E la potenza è interessante per il tipo di moto. Annunciati 61 kW (82 cv) a 7800 giri e una coppia di 86,5 Nm a 6.000 giri, gestite da un nuovo cambio a 6 rapporti.

Immancabile la trasmissione a cardano ma anche qui ci sono stati profondi progressi. L’albero è incorporato nel forcellone monobraccio d’alluminio (sullo stile BMW). Un sistema brevettato denominato CA.R.C. (Cardano Reattivo Compatto) provvede all’eliminazione dell’effetto di sollevamento, il sistema è interessante perché rispetto a soluzioni analoghe (la citazione al Paralever è lampante) è realizzato all’interno di un forcellone monolitico e quindi più rigido. Insomma pare proprio che le Guzzi che vanno su e giù siano destinate a diventare solo un ricordo.

Telaio e sospensioni sono stati altrettanto rinnovati per dotare la 1100 Guzzi di una guida moderna e attuale. Oltre a incrementare la già citata rigidezza del forcellone in Guzzi hanno lavorato anche per irrigidire il telaio che resta in acciaio. La sospensione posteriore ha il leveraggio progressivo, e l’ammortizzatore è regolabile nel precarico, mentre la forcella ha steli da ben 45 mm ed è anch’essa regolabile nel precarico. Classica la dotazione nel reparto freni con due dischi da 320 mm abbinati alle Pinze Brembo a 4 pistoncini. Il disco posteriore ha diametro 282 mm. Disponibile come optional anche l’ABS.Più moderno che classico, dunque, con tanti particolari a sottolineare quali passi avanti siano stati fatti sul modo che in Guzzi hanno di pensare.

Di classico resta il faro anteriore

mentre il gruppo ottico posteriore è a LED (come sulle supersportive di ultima generazione). Ma il vero progresso si misura dal cruscotto: non più i classici orologi, ma uno schermo LCD a matrice attiva, addirittura predisposto per pacchetti opzionali "info-entertainment" tra cui anche un sistema di navigazione satellitare. Il pilota si interfaccia con il computer di bordo mediante comandi alle manopole, senza bisogno di staccare le mani dal manubrio. Per chi vuole sfruttare fino in fondo l’anima turistica della nuova 1100 (sottolineata dal serbatoio da ben 24 litri), sarà a disposizione un allestimento esclusivo, che comprende le borse laterali dal design coordinato a quello complessivo della moto e il parabrezza maggiorato. Non ci resta che vederla bene.

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