Autore:
Spartaco Belloni

Tolti i veli alla Yamaha per il GP-One o Moto GP, o come diamine decideranno di chiamare la classe destinata a sostituire la cara, vecchia, impossibile 500 GP a due tempi.

L’arma totale per Biaggi e soci porta il nome di YZR 1000 M1

. L’avevamo già vista in azione, ma senza gli occhiali a raggi X non si poteva spiare sotto i vestiti. Ora eccola qui tutta nuda. Bella, bellissima ma a sconvolgere è il fatto che non ci sia nulla di sconvolgente.
Un motore a quattro cilindri dall’architettura poi non troppo lontana da quello della R1 per i comuni mortali, un telaio Deltabox nella migliore tradizione Yamaha. Tutto qui. Delusi?

Qualcosa di vistoso c’è: il poderoso forcellone a due bracci. Colpisce non tanto la superficie dei radiatori, quanto le paratie che la circondano e la vistosa bocca sopra il parafango anteriore. Comunque una volta rimontate le plastiche (Pardon..le carbonie???) si ingloba tutto e non si vede più nulla. Rivestita, la M1 riprende il suo aspetto da GP 500, se non fosse per il lungo quattro in uno a sigaro al posto dei soliti quattro scarichi contorti. Tornando al quattro cilindri, di sicuro si sa solo che ha la testa a 20 valvole, probabile ma non ufficiale l’iniezione elettronica.

In ogni caso per la 1000 Yamaha si parla di oltre 200 cavalli a 15.000 giri, una potenza più o meno equivalente a quella del 500GP ma non stratosferica. Tenendo conto che la nuova R1 attesa al Salone di Milano dovrebbe passare i 170. Che succede? Understatement sulle piste?
Tutt’altro. A quanto pare il motore della M1 può tranquillamente (si fa per dire) tirare fuori anche 230 cavalli, il problema poi è metterli giù sull’asfalto. Lo stesso per cui sono in pochi gli uomini capaci di mettere in riga le attuali GP.

Il discorso si fa interessante perché nei primi test Max Biaggi si è dichiarato contento della moto ed ha girato su tempi molto vicini a quelli delle due tempi. Non sorprende il fatto che ciò sia avvenuto con una moto solo all’inizio dello sviluppo, quanto che anche gli altri piloti Yamaha (più o meno veloci) abbiano tutti saputo sfruttare meglio questa M1 che non l’attuale 500 GP. Insomma, la ricetta pare funzionare. La moto è "facile" e va già forte. Forse anche noi comuni mediocri mortali potremmo faci un giretto…

Intanto però Valentino, lui che è un Superman, stupisce tutti e bisticcia con la Honda. Nell’anno di transizione che vedrà due e quattro tempi in pista insieme, lui vuole ancora la sua cara NSR. Fa i capricci e dice che la Honda cinque cilindri non va abbastanza forte. Che colpo per Honda, proprio lei che del quattro tempi ne ha fatto la sua bandiera. Per Valentino tira aria di multe…


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