Autore:
Paolo Sardi


MISTER X
Alla fine a Iwata si sono stufati di stare a guardare i concorrenti spartirsi il mercato degli scooter a ruota alta. A buttarsi nella mischia e a colmare quella che era forse la principale lacuna della gamma dei tre diapason è il nuovo X-City, cugino di città del grintoso X-Max e scontata vedette del Salone di Milano. Con il suo secondo Mister X, la Yamaha dà dunque vita a un botta-e-risposta da mondiale dei pesi massimi con Honda, che solo poche settimane fa aveva presentato a Colonia il suo SH 300i

FACTOTUM Il nuovo X-City ha forme piuttosto generose ma filanti, segno che, a prescindere dal nome, questo scooter non si accontenta di vestire i panni del cittadino modello. Il frontale è nasuto, proteso in avanti e trova continuità nel parafango anteriore, che s'inarca come un gatto davanti a un mastino. La parte bassa dello scudo ha una forma arcuata, sottolineata anche dal motivo a L che con la sua finitura metallica è protagonista lungo le fiancate. Complice la doppia coppia di fari e di luci, l'X-City ha un'aria decisamente importante.


CALZA A PENNELLO
Sedendosi sulla sella questa impressione trova ampie conferme. Il posto di guida è accogliente anche con chi supera abbondantemente il metro e 80. In ogni caso, la sella, alta 790 mm, è ben sagomata e grazie anche alla pedana sciancrata consente di poggiare bene i piedi a terra anche a chi non ha zampe da trampoliere. I 165 kg dichiarati non si annunciano insomma come un problema, nemmeno per i neofiti. Il manubrio è alla giusta distanza e, dietro un utile parabrezza, ospita una plancia di comando rifinita con cura. La strumentazione è ricca: al centro svetta il tachimetro, affiancato dal termometro dell'acqua e dall'indicatore della benzina. A completare il quadro c'è un display con il contachilometri, che offre molteplici informazioni supplementari, compresa la temperatura.

VANO NON VANO Il vano sottosella, di solito sacrificato sugli scooter a ruote alte, ha qui dimensioni superiori alla media dei concorrenti. Al suo interno si può sistemare un casco jet; quello dedicato è inserito nella linea di accessori di cui fanno parte, tra le altre cose, anche il portapacchi, il bauletto, i deflettori laterali per lo scudo e un parabrezza maggiorato. La presenza del tunnel centrale limita invece un po' la versatilità quando ci si vuole dedicare ai trasporti eccezionali. D'altra parte, testimonia la scarsa voglia di Yamaha a scendere a compromessi sul fronte della rigidità del telaio (in tubi d'acciaio) e della guidabilità in genere. Questa scelta permette inoltre di sistemare il serbatoio da 10,5 litri tra i piedi del pilota e dà una mano ad abbassare e a centrare a dovere il baricentro.


DOPPIO DISCO
Anche il resto della ciclistica lascia poco al caso. La forcella è fissata a un cannotto inclinato di 26° per un'avancorsa di 96 mm e ha un'escursione di 100 mm tondi. In coda c'è invece una coppia di ammortizzatori idraulici regolabili con escursione di 105 mm. Le ruote sono entrambe da 16" e calzano pneumatici 120/70 e 140/70, rispettivamente davanti e dietro. I freni sono a disco: quello anteriore è da 270 mm e quello posteriore è da 240 mm.

INIEZIONE DI POTENZA Il motore deriva da quello dell'X-Max ma si converte all'iniezione elettronica per rientrare nei limiti della normativa Euro 3 (cosa che fa anche lo stesso X-Max con il model year 2007). La novità dell'iniezione porta con sé anche qualche beneficio sul fronte della potenza, che sale fino a 21,2 cv sempre al regime di 7.500 giri. Anche la coppia massima cresce e fa registrare un nuovo picco di 21,5 Nm a 5.800 giri. Nessuna sorpresa c'è infine nel reparto trasmissione dove sono straconfermati la frizione centrifuga e il cambio automatico con variatore.


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