Autore:
Stefano Cordara


IL DESERTO IN CITTÁ
Negli anni ottanta era diventata un must, se volevi essere alla moda dovevi possederne una, bianca e rossa la più comune, blu e gialla (colori dell'importatore francese che correva la Dakar) per chi si voleva distinguere. La Yamaha Tènèrè rientra sicuramente tra i modelli che hanno fatto la storia, soprattutto le prime versioni con motore ad aria e avviamento a pedale. Faceva sognare il deserto, la mono Yamaha, con il suo mega serbatoio e le sospensioni lunghe si ispirava senza mezzi termini alle moto che correvano nel deserto, anche se poi, come succede spesso, la gente la usava solo tra i marciapiedi.

SEMPRE PIÙ VERSATILE Le successive evoluzioni l'hanno portata ad essere la tipica moto all-round con carenatura più ampia e un raffinato mono a cinque valvole raffreddato a liquido. Le mode passano e anche la Tènèrè se ne è andata in silenzio assieme alla passione per le moto dakariane, ma qualcuno sentiva la mancanza di quelle mono capaci di viaggiare dappertutto senza avere troppe pretese in fatto di benzina e manutenzione.


TORNA UN MITO
Eccoli accontentati, la Tènèrè tornerà nel 2008 rivista in chiave moderna. Sarà ancora monocilindrica e ancora vagamente ispirata alle moto africane. Torna e farà contenti gli appassionati della ruota da 21 pollici, a cui ormai era rimasta fedele solo KTM per le sue endurone (la HP-2 è un discorso a parte) e che apre alla Yamaha le porte di qualunque percorso. Una vera monocilindrica globale, quindi, buona per l'uso quotidiano come per il viaggio più impolverato, proprio come la sua antenata.

PARENTE LONTANA La Tènèrè non è una XT vestita, anche se con lei condivide gran parte della tecnica. Il motore è lo stesso, il mono quattro valvole alimentato ad iniezione elettronica è lo stesso della sorella enduro/motard, potenza e coppia non sono dichiarati ma è lecito pensare che saranno cavallo più cavallo meno allineati con quelli delle parenti strette.


FORCELLA LUNGA, RUOTA GRANDE
Cambia invece la ciclistica con nuove sospensioni e una nuova forcella che assicura 210 mm di corsa utile (dietro la corsa è di 200 mm). 22 i litri di verde che riuscirete a mettere nel serbatoio studiato apposta per essere poco ingombrante visto che si estende in parte sotto la sella. Il cupolino a sviluppo verticale è un forte richiamo estetico alle dakariane da gara, ma è certo garanzia anche di un'ottima protezione aerodinamica. 183 i kg dichiarati a secco, rallentati da una terna di dischi con gli anteriori da ben 298 mm, la moto è stata studiata per resistere anche ad un utilizzo "sbarazzino" per questo sono state previste protezioni in materiale sintetico non verniciate in molte parti.

FATTA A PEZZI Interessante il fatto che queste parti si possano sostituire singolarmente all'occorrenza per ripristinare l'estetica della moto. Previsti molti accessori tra cui anche il cavalletto centrale, sempre molto amato dai mototuristi.


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