Autore:
Stefano Cordara


EVOLUZIONE
Se una moto piace tanto stravolgerla dopo solo due anni non ha molto senso. Infatti, per la R6 in Yamaha hanno seguito la strada più logica: tante evoluzioni mirate a renderla ancora più veloce ed efficace ma poche modifiche al "packaging" che ha conquistato migliaia di motociclisti del mondo.

A TUTTA TECNOLOGIA Ancora una volta è la tecnologia a farla da padrona sui modelli provenienti da Iwata. Se la R6 aveva aperto la strada con il suo acceleratore elettronico YCC-T, la R1 lo scorso anno aveva rincarato la dose con i condotti a lunghezza variabile, tecnologia a cui oggi si adegua anche la nuova 600.


La nuova
iniezione
della R6
CONDOTTI VARIABILI Anche per la R6 arriva quindi l'YCC-I (Yamaha Chip Controlled Induction), il sistema che consente di avere un motore più pieno ai bassi regimi e più cattivo agli alti grazie alla possibilità di gestire elettronicamente la lunghezza dei tromboncini di aspirazione.

PIÙ CAVALLI E COPPIA Una tecnologia che dovrebbe essere un toccasana per i quattro cilindri Yamaha, potentissimo ma certo non un portento in fatto di coppia. In ogni caso non è solo la coppia (dichiarati 65,8 Nm a 11.000 giri) a migliorare ma anche la potenza che adesso salirebbe a 129 cv a 14.500 giri portando la R6 sul gradino più alto del podio della categoria. Con l'airbox in pressione Yamaha dichiara addirittura 135 cv e 69 Nm.

PIÙ COMPRESSA Gli interventi al motore non si sono limitati alla nuova iniezione, il quattro cilindri di Iwata ha ricevuto nuovi pistoni che aumentano la compressione da 12,8 a 13,1:1, lo scarico è stato rivistoingrandendo il compensatore tra i collettori del secondo e terzo cilindro sempre alla ricerca di maggior tiro ai bassi e medi regimi (che per questi motori ormai sono 8.000-1.0000 giri) mentre la presa d'aria dell'airbox sul cupolino ha un disegno ancora più efficiente. Cambiano anche i dettagli con nuove bronzine, nuove molle valvole e un nuovo tendicatena.


RIGIDEZZA OTTIMIZZATA
Come spesso succede per le evoluzioni di questi modelli, tanti cambiamenti, anche importanti non saltano affatto all'occhio. Come quelli alla ciclistica ad esempio, il telaio e forcellone della R6 2008 sono stati ridisegnati variandone gli spessori per avere un miglior bilanciamento della rigidità, anche la forcella ha nuovi foderi, mentre l'ammortizzatore posteriore si è alleggerito. Cambia anche lo spessore dei dischi anteriori ora più spessi (da 4,5 a 5 mm) mentre per togliere ancora un po' di peso, il telaietto reggisella è realizzato in magnesio, materiale utilizzato per la prima volta su una Yamaha di grande serie.

FUORI CAMBIA POCO Sebbene l'estetica sembri identica, ci sono state tante piccole variazioni di lay out nel progetto R6 che per il 2008 cambia leggermente anche nella posizione di guida. La seduta è stata avanzata di 5 mm e il manubrio spostato più avanti e più in basso di altri 5 mm così che adesso si ha una distribuzione dei pesi ancor più spostata sull'avantreno. Nuove naturalmente anche le grafiche con più nero per la classica versione bianco rossa e un'inedita colorazione blu/bianco con cerchi oro.


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