È un po’ come in quelle favole a lieto fine, quelle in cui il brutto anatroccolo diventa cigno, o Cenerentola principessa. Ora, brutto l’X9 non lo è mai stato, ma è certo che il suo arrivo sul mercato non è stato certo dei più fortunati.

Problemi di stabilità alle alte velocità e di surriscaldamento al pneumatico posteriore hanno causato un lungo richiamo che non ne hanno certo aiutato il successo. Ora, si sa, è tutto risolto: l’X9 500 fila dritto e il pneumatico non scalda più. Quindi, il maxi scooter italiano può anche levarsi qualche sassolino dalla scarpa.

Lo fa portandosi a casa addirittura un premio. Lo scorso sette novembre l'X9 500 si è aggiudicato, infatti, il titolo di "Scooter of the Year 2002" nell'ambito dei "Motor Cycle News Awards", una sorta di oscar della moto organizzato ogni anno dalla prestigiosa rivista inglese Motor Cycles News (MCN) e giunto ormai alla settima edizione.

La motivazione è semplice: l’X9 500 è stato il primo scooter europeo, e tra i primissimi al mondo, a raggiungere la cilindrata di 500cc, sino a pochi anni fa impensabile per uno scooter. In tale classe di cilindrata, inoltre, l'X9 500 è stato il primo scooter a essere dotato di motore 4 tempi "Euro2" con iniezione elettronica.

Ovviamente nessun accenno agli "errori di gioventù", perdonati in fretta in favore della tecnologia e delle ottime prestazioni che il maxi X9 è in grado di sfoderare. Il premio di MCN ripulisce così il libro nero dello scooter italiano che, se vogliamo, si è preso la sua piccola rivincita.

Commercializzato anche negli Stati Uniti e in Giappone, il Piaggio X9, nelle varie versioni e cilindrate (da 125 a 500), è stato venduto a oggi in oltre 75.000 unità.