Autore:
Andrea Rapelli

Caro Babbo Natale,

volevo chiederti, quest'anno, di pensare un po' anche a noi motociclisti. Gente strana, sono d'accordo, che a volte si produce in comportamenti incomprensibili ai più. Che passa il ferragosto a girare in pista, strizzata in poco comode tute di pelle, o che ama infangarsi fino al collo nelle fredde domeniche invernali.

Qualcuno ti dirà che siamo brutti, sporchi e cattivi ma tu non ascoltarlo. Siamo semplicemente gente che ha una passione e – ne sono sicuro - un cuore grandi così.

Quindi, caro Babbo, nel 2016 cerca, se puoi, di semplificarci un po' la vita. Magari, per prima cosa, quando passi lassù con la tua slitta e le tue renne, spendi una buona parola con chi di dovere per farci avere una primavera e un'estate calde e assolate, soprattutto nei weekend. Già che ci sei, digli di guardar giù quando ci sentiamo un po' troppo in vena e ci prendiamo dei rischi inutili - d'altronde, nessuno è perfetto.

Se puoi, regalaci anche assicurazioni meno costose, una burocrazia meno asfissiante e un prezzo della benzina che non costringa, ogni volta che dobbiamo uscire dal garage, ad accendere un mutuo. Cerca di far riappacificare Valentino, Lorenzo e Marquez. Se non riesci, fai almeno in modo che qualsiasi campionato (dalla MotoGP a quello degli Zip elaborati) non finisca mai più così, con troppo amaro in bocca per tutti: il motociclismo non ha bisogno di questo.

Portaci sempre più moto alla portata di comune mortale, perché potenze stratosferiche e pesi importanti, tutti i giorni, possono essere complicati da gestire. E da mantenere, alla lunga.

Infine, fai che il 2016 sia ricco di divertimento su due ruote. Magari con la gente che amiamo (siano mogli, fidanzate o semplicemente amici), che è meglio che da soli.

Ps. Puoi mica far qualcosa anche per i 125 in autostrada?

 

 

Foto: Tom Newsom


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