Autore:
Stefano Cordara

Persino "the Doctor" Valentino Rossi non ha saputo resistere al fascino dell’Endurance, appena arrivato all’Honda "Vale" ha chiesto di partecipare alla 8 ore di Suzuka, quella che per molti è la gara più affascinante del mondo (una vittoria a Suzuka per i costruttori giapponesi vale quanto un mondiale!). L’ha fatto, ed ha vinto in coppia con Edwards non nascondendo poi che a correre per così tanto tempo si fa una fatica boia….

Due piloti e una gara lunga, che pare non finire mai….Più che una lotta contro il tempo, una lotta contro la stanchezza, contro i riflessi che ti si appannano, contro la concentrazione che se ne va. L’Endurance è un banco prova molto severo anche per i campioni. Va da se che nessuna competizione come una gara di durata stressa il mezzo meccanico e i piloti.

Si guida tanto (anche di notte), si

dorme poco e quello che più conta è essere dei gran passisti, ovvero bisogna saper guidare a ritmo elevato per tutto l’arco della gara. Senza strafare però, il giro a vita persa qui non serve a nulla, occorre soprattutto regolarità. Importantissimi (ovviamente), anche affidabilità della moto e le soste ai box: rifornimenti, cambi gomme, sostituzione pastiglie freno, tutto deve essere velocissimo e se esistono i forcelloni monobraccio un po’ si deve anche a questo tipo di competizioni dove ogni particolare deve essere sostituibile nel minor tempo possibile.

Anche l’Italia ha il suo piccolo campionato Endurance

, l’idea di una società specializzata nell’organizzazione d’eventi sportivi (Rosso Racing) è stata quella riproporre in miniatura le emozioni delle grandi gare di durata come il Bol d’or o la otto ore di Suzuka appunto. In miniatura solo perché nelle gare nazionali la distanza è un po’ più ridotta, tutto si conclude in un giorno si corre sulla distanza di 200 miglia o al massimo di 500 km ma il fascino resta intatto con i cambi dei piloti, i rifornimenti e tutto il resto. Lo abbiamo sperimentato sulla nostra pelle, correndo una tappa dello scorso campionato, quella di Magione, con una Honda CBR preparata da Rumi (la vedete nelle foto allegate al servizio).

Dopo tre anni in continua crescita il trofeo 200 Miglia Endurance è giunto alla prestigiosa definizione di coppa Italia di specialità. Il 2002 sarà un anno importante per questo campionato, capace di riempire le griglie di partenza come pochi altri (praticamente si superano sempre i 30 equipaggi iscritti).

Ma a consacrare definitivamente una specialità in grande rilancio è anche la concomitanza del campionato italiano con due gare del mondiale che (finalmente) includerà nel proprio calendario due tappe italiane (si correrà a Imola e a Vallelunga). Per il pubblico una occasione in più per vivere un intero week end di motori. Per i piloti nostrani, l’occasione respirare l’aria salubre di un campionato del mondo e perché no di mettersi in mostra davanti ai più importanti team internazionali della specialità. Il campionato italiano prevede cinque prove sugli autodromi di Imola Mugello, Misano, Rijeka, e Vallelunga.

L’iscrizione al campionato è di 1350 €

ma ci si può anche iscrivere come wild card ad una sola prova spendendo 325 € ad equipaggio, perdendo però il diritto di correre nelle gare concomitanti con il mondiale.
La coppa Italia è open, nel senso che si può correre con qualsiasi mezzo, anche se In realtà sono tre la categorie riconosciute ufficialmente, Superbike, Superproduction, e Stocksport (mezzi praticamente di serie), le stesse che corrono nel mondiale.

Info

: Rosso Racing
Via al Brembo, 62 62
24040 Filago (BG)
Tel e Fax. 035 992909

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