Autore:
Giuseppe Tagliozzi

GROW UP Certo che, rispetto a qualche annetto fa, la Ducati è cambiata parecchio: da piccola azienda bolognese fabbricante moto è diventata un colosso mondiale, in grado di far la voce grossa anche su scala mondiale. Oggi come oggi infatti, Ducati vende circa 42.000 moto all’anno in tutto il globo, conquistandosi così una quota di mercato pari al 9% per quanto riguarda le moto sportive. Il fatturato è salito a 480 milioni di euro l’anno, mentre il suo valore si è quasi triplicato, dato che è stimato intorno al miliardo di euro dal fondo investimenti Investindustrial, attuale proprietario (valori pubblicati oggi sul Financial Times). Un bel salto avanti, non c’è che dire.

FATTORE MANCANTE Tuttavia pare proprio che, per fare un salto di qualità, Ducati abbia bisogno di qualcun altro. Andrea Bonomi, attuale presidente di Investindustrial, ha commentato come segue la situazione: “La Ducati di oggi è un’azienda perfetta, ma per crescere ulteriormente è necessario il supporto di un partner industriale di livello mondiale. Quest’anno ci impegneremo nel trovare un partner adeguato a queste esigenze”. E tra i possibili investitori, qualche nome è già saltato fuori. In primis il colosso indiano Mahindra, produttore di motocicli e autoveicoli in tutto il mondo. Solo in seconda battuta sono venuti a galla nomi più europei, quali Volkswagen, Mercedes e BMW.

LE PROSPETTIVE Detto inter nos, da appassionati, speriamo vivamente la Ducati non entri a far parte del gruppo Mahindra, che di storia e passione motociclistica ne ha ben poca. L’idea di vedere una Streetfighter rivisitata in chiave indiana ci terrorizza non poco. Per quanto riguarda gli altri tre investitori, che dire? Siamo propensi a pensare Mercedes come probabile acquirente, date le recenti partnership avute con Ducati. Per Volkswagen sarebbe il colpo grosso, potendo utilizzare Ducati come mezzo per sfondare rumorosamente il muro delle moto. E BMW? A nostro parere non potrà mai sbocciare l’amore tra le due case, troppi conflitti d’interessi. Ma provate a immaginare che moto potrebbe nascere dalla fusione di una BMW S1000RR e una Ducati 1199 Panigale… Ok, ora stiamo davvero entrando nel mondo della fantascienza. Chiunque sia il vincitore dell’asta, ci auguriamo solamente riesca a mantenere intatta la passione italiana che da sempre è sigillo della Ducati, orgoglio nazionale. Un miliardo è il prezzo di partenza, signori. Chi offre di più?


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