Autore:
Stefano Cordara

Derbi, leader assoluto a livello europeo nel settore delle piccole moto da 50 cc ha deciso di spingere sull’acceleratore della dotazione e della tecnologia per i suoi modelli più rappresentativi. La Senda e la Supermotard si guadagnano l’appellativo DRD (Derbi Racing Development), a sottolineare lo spirito racing e altamente tecnologico che le anima.

In effetti, Derbi ha utilizzato per i suoi nuovi modelli soluzioni tecniche finora riservate solo a modelli di cilindrate e potenze maggiori di quelle che il piccoli motore 50 cc è in grado di offrire. Mai prima d’ora avevamo visto un cinquanta con ben tre freni a disco. La Supermotard Derbi ostenta un doppio disco anteriore idraulico da 240 mm e un disco posteriore da 218 mm. Uno solo il disco per la Senda "R" che però è da ben 260 mm e con un profilo a margherita come vuole l’ultima tendenza.

Materiale d’alto livello per la ciclistica, le due sorelline hanno in comune il telaio perimetrale in acciaio il forcellone d'alluminio con monoammortizzatore a gas azionato da leveraggi progressivi, e la poderosa forcella Marzocchi Magnum con steli da 41 mm che adotta però tarature differenti: più rigida sulla supermotard, più morbide per la Senda R.

Con tutto sto po’ po’ di sospensioni il motore non può essere da meno. Quello delle due Derbi è un monocilindrico raffreddato a liquido con ammissione lamellare, cambio a sei rapporti, il massimo di quanto è in grado di offrire il mercato attualmente.

Anche la componentistica è al top. Nuove le leve di freno e frizione, di tipo a due dita, che adottano una protezione in gomma nella zona di pressione, completamente rinnovate le plastiche e le colorazioni. Nonostante l’alto contenuto tecnologico Senda e Supermotard annunciano un listino competitivo. I prezzi dovrebbero, infatti, aggirarsi attorno ai 2600 € per la Senda R e ai 2650 € per la Supermotard.


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