Autore:
Andrea Rapelli

SEMPREVERDE La Honda Africa Twin è costruita per durare. Lo dimostrano le buone – quando non ottime – condizioni dei modelli disponibili fra gli annunci di vendita e i relativi chilometraggi. I problemi e i difetti congeniti di questa moto sono pochi, tutti facilmente risolvibili grazie alla semplicità e all'accessibilità della meccanica. Vediamo quali sono.

CARROZZERIA-TELAIO Le plastiche della Honda Africa Twin sono generalmente robuste e di qualità: controllate però che non ci siano crepe (occhio ai pannelli del codone: i telaietti delle borse laterali, se presenti, possono fessurare la plastica in corrispondenza attacchi) e che adesivi e colorazioni siano in buono stato. L'imbottitura della sella, sulle moto più vecchie, può aver ceduto: a quel punto, la soluzione preferibile è sostituire la sella. Togliendola, potete verificare lo stato del telaietto posteriore (che in qualche caso arrugginisce) e la presenza o meno della – ricca – trousse attrezzi.

IMPIANTO ELETTRICO Il tallone d'Achille della Honda Africa Twin è l'impianto elettrico. Il primo a salire sul banco degli imputati è senza dubbio il regolatore di tensione: se si rompe, l'impianto viene assalito da continui sbalzi di tensione, che possono danneggiare alcuni organi. Se siete fortunati – come è successo al sottoscritto – potreste solo rimanere... al buio, coi fari fuoriuso. La peggiore delle ipotesi? Centralina cotta e moto KO. Poi c'è la pompa benzina, che sull'Africa è elettrica: se si guasta, si rimane a piedi. Per tornare a casa, però, si possono sempre collegare i due tubi (quello di mandata e quello di uscita): così, la benzina alimenta il motore a cascata, almeno per circa 100 km. Generalmente, prima di rompersi, la pompa dà qualche avvertimento: avviamento impossibile a caldo per circa 10 minuti, buchi di erogazione. Occhio anche ai proiettori anteriori: se su RD03, 04 e 07 il vecchio proprietario ha montato lampadine moderne, controllate che anche i portalampada siano recenti (sono quelli della 07a).

MOTORE Il bicilindrico a V di 52 gradi è una pietra miliare della produzione Honda e non ha difetti congeniti. Generalmente, percorre almeno 200.000 km senza particolari revisioni o sostituzioni. Quindi, anche se trovate un'Africa con tanti km, non scoraggiatevi. Controllate che non ci siano perdite di liquido refrigerante (sulla XRV650 il serbatoio è protetto dal paramotore in alluminio, sulla 750 si trova sotto il fianchetto posteriore destro). Doverosa anche una visita alla zona del pignone: se c'è una perdita d'olio, il cuscinetto dell'albero secondario del cambio potrebbe essere da sostituire. Il componente in sé non costa molto ma, per cambiarlo, occorre smontare il motore. Con tutti gli euro che ciò comporta.

IN MOVIMENTO Nel breve giro che il proprietario forse vi concederà con la sua Honda Africa Twin – e se non lo fa, meglio girare alla larga – controllate che il motore prenda i giri bene, non emetta fumo allo scarico e non si produca in rumori o battiti strani. Il manubrio deve girare in modo fluido: se avete qualche dubbio, probabilmente sono da sostituire i cuscinetti di sterzo. La frenata deve essere ben modulabile e senza vibrazioni, che possono indicare dischi ovalizzati. Verificate anche il funzionamento della frizione e che luci e interruttori non abbiano problemi. Una volta fermi, dopo aver spento il motore, ricordate di controllare l'usura della trasmissione finale, lo stato di salute dei cerchi a raggi e il livello dell'olio: a moto dritta, estraete l'astina, pulitela, appoggiatela nel suo alloggiamento senza avvitarla ed estraetela di nuovo.


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