Autore:
Stefano Cordara

Roberto ColaninnoPROMESSA MANTENUTA Alla fine ce l’ha fatta. Non bluffava Roberto Colaninno quando dichiarava di poter creare un polo italiano dei motori. Ci ha provato con le auto (Fiat) ma gli è andata male. In compenso può dirsi soddisfatto di aver creato un impero tra le moto. Come regalino di ferragosto (la notizia ufficiale è arrivata il 14), messer Colaninno si è comprato una bella fetta di Italia su due ruote, compresi marchi storici Guzzi e Laverda. Non ci sarà quindi lo smembramento del Gruppo Aprilia che passerà di mano in blocco, da un italiano ad un altro italiano.

Aprilia MXV 4.5IL POLO EUROPEO Un bel regalino, non c’è che dire. La IMMSI, società di Colaninno, che già gestisce Piaggio, arriverà con questa acquisizione a gestire volumi produttivi di oltre 600.000 veicoli all’anno con 8 impianti di produzione e oltre 6000 dipendenti. La lista dei marchi rappresentati è lunga come quella della spesa post-ferragosto. Oltre a Piaggio ed Aprilia la Immsi controllerà Moto Guzzi, Laverda, Gilera, Derbi, Bultaco. Un colosso europeo in grado di spaziare dalla cinquantino alla superbike, passando per bici elettriche e veicoli commerciali a tre e quattro ruote, un gruppo anche fortemente impegnato nelle corse ad alto livello. Possiamo dire con un pizzico d’orgoglio che dietro ai marchi giapponesi adesso c’è un gruppo italiano. Gilera NexusPAGA I DEBITI L’impegno è forte e la firma definitiva non c’è ancora (ma l’operazione è ormai avviata e si concluderà in autunno). Piaggio si è impegnata a risanare i debiti del gruppo Aprilia, compreso il mega Bond da 100 milioni Euro rimborsato ai creditori con un altro Bond Piaggio. Sarà suo compito aumentare il capitale di Aprilia (+ 50 milioni), pagare i fornitori e riavviare subito la produzione. Da quando poi l’accordo sarà concluso partiranno le ovvie sinergie, soprattutto tecniche tra i due marchi, in parte già in essere se si pensa che Aprilia era uno dei principali clienti dei motori Piaggio. Cosa ci prospetta il futuro? Aprilia RSV 1000IPOTESI INCORAGGIANTI Certamente le ipotesi sono difficili da fare, ma alla lunga potrebbero essere molto positive. Aprilia ha un validissimo know how su moto di grande cilindrata, un eccellente reparto corse, e a Piaggio questo potrebbe far molto comodo per rilanciare definitivamente il marchio Gilera estremamente appannato al momento. Piaggio ha i motori giusti per riempire i buchi dell’attuale gamma Aprilia (basta pensare all’850 bicilindrico), e un enorme capacità tecnica nei motori da scooter. La gamma potrebbe a questo punto sovrapporsi un po’ ma se verrà mantenuta l’identità di marca (come promettono sempre i top manager quando partono questi accordi) non ci dovrebbero essere problemi.Ivano BeggioBEGGIO PRESIDENTE Il gruppo, insomma è potenzialmente in grado di fare grandi cose, senza contare Guzzi e Laverda: la prima ormai definitivamente avviata al rilancio,con una sua identità ben precisa, la seconda un po’ allo sbando e rischiosamente sovrapposta al marchio Gilera (moto Italiana, marchio storico, sportivo), l’unico marchio che a questo punto rischia seriamente di scomparire. Staremo e vedere. Per il momento siamo in attesa che si concludano le operazioni. Colaninno ha promesso che non ci saranno tagli di posti di lavoro, che saranno valorizzati i prodotti di ogni marchio e che le sinergie porteranno il gruppo ad essere estremamente competitivo in Italia e nel mondo. E Beggio? A lui resterà il titolo di presidente onorario. Per il "paron" un brutto colpo, ma meglio perdere l’Aprilia e vederla continuare a vivere che farla morire del tutto.

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