Autore:
Stefano Cordara

INSIEME, PER UNA VOLTA Li abbiamo sempre trattati separatamente, ma per questa occasione una eccezione si può ben fare. Per un insolito scherzo del destino MotoGp e Superbike hanno aspettato lo stesso giorno per incoronare il loro campione. E lo hanno fatto in gare pazzesche, ricche di colpi di scena e che per una ragione o per l'altra hanno avuto la capacità di far trattenere il fiato fino all'ultima curva a chi le ha viste.

AVVERSARI OUT Due gare che hanno mostrato anche parecchie analogie, come quella dell'incapacità degli avversari principali dei due fenomeni, di essere presenti nel momento cruciale. Assente Lorenzo da Sepang, che, va detto, è stato anche un po' sfigato con i problemi alla moto 1 al momento di scendere in pista, ma è anche andato in confusione quando è rientrato ai box dopo i due giri di warm up anziché andarsi a schierare in griglia, visto che sulla sua moto i meccanici non sono nemmeno intervenuti. Assente Haga da Portimao che ha fatto anche peggio: ha "ciccato" clamorosamente le prove partendo in terza fila e facendo infuriare Tardozzi e poi in gara 1 è scivolato mentre Spies volava davanti a tutti.

PIOGGIA TORRENZIALE Inizia presto la maratona tv. A Sepang ci si mette anche il monsone, fino a ieri sole a picco stamattina un diluvio universale che ritarda la partenza ma ribalta anche le carte in tavola dando una speranza a Lorenzo che però sciupa il jolly ancor prima del via. In queste condizioni sbagliare è facilissimo (vedi Dovizioso) e Valentino avrebbe potuto benissimo accontentarsi, ma a Rossi vincere un mondiale senza nemmeno andare a podio non piace proprio.

NIENTE TATTICA SOLO GAS Per cui, mentre Stoner faceva il fenomeno rifilando distacchi imbarazzanti a tutti, il dottore ci ha dato dentro (richiando anche grosso in un paio di occasioni) ha passato Lorenzo, che una volta tanto ha azzeccato la partenza e gli si era messo anche davanti, e ha perfino fatto il giro più veloce.


VALE CHIAMA… L'arrivo è davvero liberatorio perchè per Vale questa è stata una delle stagioni più dure con un avversario tostissimo gare tutte al limite e parecchi (per il suo standard) errori. E fanno nove, nove titoli mondiali vinti con tutte le moto e in tutte le condizioni tecniche (125, 250, 500, MotoGP 1000, MotoGP 800, MotoGP 800 e monogomma) più di cosi francamente, direi che non si può.

…BEN RISPONDE Mentre Valentino festeggia nell'appiccicosa Malesia, a Portimao Spies scende in pista e fa quello che deve fare, cioè vince gara 1 alla grande, solo leggermente infastidito da un grandissimo Biaggi prima e da Jonathan Rea poi. Haga gli facilita la vita cadendo, il giapponese non pare nemmeno lui, evidentemente la tensione lo logora. Gara 2 è una sorta di "ultima chiamata" per Noriyuki che si dà una svegliata, lotta e spinge come un matto arrivando secondo dietro, guardacaso, a Michel Fabrizio.


FACCIAMOCI DELLE DOMANDE E qui c'è da aprire una parentesi: cosa è successo a Spies in gara 2? Si è limitato ad amministrare e a stare fuori dai guai (ma da come lottava con Biaggi non sembra) o aveva un po' di "braccino"? Conoscere la risposta sarebbe molto importante perché Haga ha perso il mondiale per 6 punti, e considerando che a Imola ne ha lasciati 5 in mano al suo compagno di squadra e che qui Fabrizio gli è arrivato davanti è facile capire come avrebbe potuto andare a finire se in Ducati avessero dato ordini di scuderia. Certo Tardozzi non dormirà sonni troppo tranquilli nei prossimi giorni, anche se a lui va tutta la mia stima per non aver dato ordini di scuderia, mantenendo così il motociclismo uno sport puro.

HA VINTO IL PIÙ FORTE Detto questo a mio parere il campionato Spies lo ha meritato, è arrivato da "Rookie" (ma con tre titoli consecutivi AMA in tasca), mai vista una pista, ha avuto anche una certa dose si sfiga (rotture varie, benzina finita ecc) ha saputo recuperare una marea di punti, ha fatto il record di superpole in una stagione. Insomma un vero fenomeno, che l'anno prossimo (anzi già a Valencia) sarà su una Yamaha M1 ufficiale. Moto gestita dal team Tech 3, è vero, ma ufficiale a tutti gli effetti perché Ben è pagato direttamente dalla Yamaha, come Valentino e Lorenzo. Insomma il fenomeno delle derivate di serie l'anno prossimo sarà in mezzo ai fenomeni della MotoGP.

YAMAHA CHE FILOTTO! Chiudiamo con una menzione per la Yamaha che credo ricorderà per un bel pezzo il 2009. Alla Casa di Iwata è infatti riuscito un filotto incredibile ha vinto il mondiale cross con Cairoli, i tre mondiali Moto GP (costruttori, team, piloti), il Mondiale Superbike, il Mondiale Supersport con Cal Crutchlow e ha perso il Mondiale Stock 600 per un punto, segno che a Iwata sanno fare buone moto da corsa, ma soprattutto che sanno mettere gli uomini giusti ai posti giusti. Gli altri prendano esempio…


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