Autore:
Paolo Sardi

TRE INDIZI... Si dice che il pilota inglese Guy Martin sia un po' matto. E' una delle star del TT che si corre all'isola di Man e già questo basterebbe per dire che non può avere tutte le rotelle a posto. Inoltre, come presentatore TV e come anche testimonial Dainese, potrebbe darsi alla bella vita ma continua invece a passare il tempo ad aggiustare camion nell'officina di famiglia. L'ho incrociato personalmente settimana scorsa in Germania e ho notato mani vissute, come quelle dei meccanici di paese di una volta. E ora l'ultima. Ad agosto, tra il 24 e il 27, guiderà sulla piana di Bonneville il Triumph Rocket III Streamliner in un'impresa che si inquadra bene con due soli numeri: i 1000 cv di potenza del mezzo e i 605,697 km/h dell'attuale record di velocità che punta a superare. Tre indizi non faranno forse una prova nei tribunali ma stavolta sì: il buon Guy è proprio strano forte.

A TUTTA FORZA A Hinckley, al quartiere generale della Casa, tengono molto a questo primato di velocità su terra della divisione C FIM. Triumph ha detenuto il titolo di motocicletta più veloce del mondo quasi ininterrottamente dal 1955 al 1970 (in quell'arco di tempo la sua egemonia è stata spezzata solo per 33 giorni) e ha battezzato Bonneville il suo modello più iconico, giusto in onore del primo record di velocità fatto registrare dal suo alfiere Johnny Allen nel 1955. In Triumph vogliono che il primato torni Oltremanica dopo 45 anni. Per farlo hanno messo punto questa specie di missile lungo 777 cm, largo 60 e alto 91, con telaio monoscocca e spinto da due motori 2.3 di derivazione Triumph Rocket III ma turbocompressi e alimentati a metanolo capaci, come detto, di ben 1000 cv a 9.000 giri. Ora non resta che ultimare i test e poi dare gas, cosa in cui Guy Martin è secondo davvero a pochi. Per seguire tutti gli aggiornamenti e le tappe di avvicinamento al tentativo si può consultare il sito www.triumphlandspeed.com.