Autore:
Stefano Cordara

DALLA SEI ALLA UNO Ragazzi c'è la crisi e nella MotoGP si lima su tutto, sulle hospitality, sui voli aerei, sugli alberghi, ma anche sulla macchina che i "ragazzi" vinceranno alla fine del "time attack" di Jerez de la Frontera, anteprima ufficiale della stagione. Tempi duri per i piloti... due anni fa era una M6, l'anno scorso una Z4M, quest'anno una serie 1... Va bene stiamo scherzando, perché la serie 1 in questione è una 135 Sauber da 80.000 €, quanto basta per invogliare i piloti a stracciare il gas nella prima sessione di "qualifiche" ufficiali da cui sono sparite le gomme da tempo, quelle esagerate che se non stai attento non finiscono nemmeno un giro.


BASTANO TRE GIRI
Ma glielo hanno detto a Stoner che non ci sono più? No perché il cangurino mannaro ha sparato un tempo che ha annichilito tutti 1:38:646, il che significa rifilare 7 decimi a Rossi (1:39:365) e oltre un secondo al fantastico Capirossi (1:39:757). C'è di che preoccuparsi, ancor di più perché Stoner, al solito, ha ottenuto i tempi con una facilità incredibile perdipiù su una pista da sempre ostica per la Ducati e che lui non ha mai digerito. L'australiano è entrato subito, in tre giri era già a 1:39:1 poi si è fermato a guardare gli altri che si dannavano per avvicinare il suo tempo. La minaccia di pioggia ha messo il pepe a tutti così la prima mezz'ora è stata quella praticamente decisiva.

GOMME SUGLI SCUDI Rossi si è avvicinato ma si è trovato Elias tra i piedi quando aveva due caschi rossi accesi. In ogni caso nulla avrebbe potuto contro Stoner che appena lo ha visto avvicinarsi è entrato ed ha sparato altri sei giri da paura avvicinando la qualifica di Lorenzo dell'anno scorso con le gomme da tempo. E meno male che i piloti temevano che le Bridgestone in formato monogomma non sarebbero state performanti!

SUZUKI UNA CONFERMA Valentino si può comunque consolare: il suo passo gara è davvero alto per cui sa che, se Stoner appare invincibile sul giro secco, sulla lunga distanza le cose sono un po' diverse, tanto più che Casey non ha ancora fatto alcuna simulazione di gara. Capirossi e la sua Suzuki Rizla (ma non aveva mollato lo sponsor?) numero 65 ormai non sono più una sorpresa, la moto fatta a misura di Loris va che è una meraviglia e sarà senz'altro una delle protagoniste del campionato.


OCCHIO A LORIS
In più Capirex è apparso in forma smagliante, carichissimo e allenatissimo la guida alla grande tanto che certi giovani dovrebbero farsi delle domande. Loris, non si è mai tirato indietro anche quando il periodo era buio figuriamoci adesso che annusa il profumo del podio. Il fatto che Suzuki abbia costruito una bella moto è confermato anche da Vermulen sempre davanti, oggi con il fiato sul collo di un Jorge Lorenzo un po' più in ombra rispetto ai primi giorni di prove, ma molto convincente del passo gara.

LA GARA DEGLI ALTRI Tra le Ducati "degli umani" il migliore è stato un ottimo Kallio. Sesto alla fine, Mika è uno cha sa il fatto suo, ed ha messo dietro non solo il suo compagno di squadra, ma anche un mesto Nicky Hayden (11 mo) e il "vecchietto" Gibernau (comunque ottavo e non male), con la sua moto dalla grafica davvero improbabile. Trovatemi una Ducati più brutta di quella di Sete, se ci riuscite.


HONDA DOVE SEI?
Non so se si nota, ma davanti le Honda non si vedono, occorre scendere fino al settimo posto per trovare quella, ufficiale, di Andrea Dovizioso. L'armata che un tempo faceva paura a tutti ora ha frecce senza punta al suo arco, le moto che tutti volevano adesso arrancano in fondo alla classifica. La Honda al momento è un gigante dai piedi di argilla; colpa di una dissennata politica incentrata tutta sui capricci di un Pedrosa che oltre a non aver portato i risultati sperati rappresenta un punto interrogativo fortissimo per il 2009 perché a Jerez manco c'era (così ha saltato anche la foto ufficiale) e adesso sta mettendo in dubbo addirittura la sua partecipazione alla prima gara in Qatar a causa del ginocchio già operato, che dopo la caduta nei primi test è messo male. Le speranze della Honda, quindi, sono per ora tutte su Dovizioso, che si sta sobbarcando un superlavoro da collaudatore e da cui adesso si pretendono anche i tempi. Lui comunque il suo lavoro lo sta facendo, è il migliore delle Honda, è uno tosto e in gara si è sempre difeso per cui di sicuro si farà vedere, anche se Stoner, Rossi, Capirossi e Lorenzo sembrano averne al momento più di tutti.

IL PIANISTA SUONATO A Toseland invece va il poco invidiato primato del primo volo in diretta della stagione, High side con gomme fredde, gran capocciata e bandiera rossa a sospendere le prove. Al povero Giacomino non ne va bene una, ultimamente, era già caduto malamente in Malesia, ha litigato con Edwards (uno che davvero va d'accordo con tutti) tanto che anche nel team Poncharal è arrivato il muro e adesso un'altra brutta botta. Il pianista ne è uscito un po' suonato, speriamo si rimetta presto.

MACIO IN CRESCITA Chiudiamo con una citazione per Melandri e la sua Hayate che va tutt'altro che male e riporta Macio a galleggiare metà classifica in posizioni che l'anno scorso potevano (moto e pilota) solo sognarsi. Stai a vedere che la Kawasaki si sta già pentendo?


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