Autore:
Stefano Cordara

SCUSATE IL RITARDO Finalmente anche Suzuki si converte alla naked di tendenza e sforna la GSR. Sarà senz'altro lei il cavallo di battaglia di Suzuki per il 2006, perché entra di prepotenza in un segmento molto affollato ma dai grandi numeri. Le concorrenti sono le best seller del nostro mercato, ma la GSR gioca bene le sue carte, forte anche di un prezzo che promette di essere in perfetto stile Suzuki, ovvero estremamente competitivo, voci non confermate parlano di una quotazione che oscilla attorno ai 7.000 euro. E le carte in regola per piacere la GSR le ha proprio tutte.

MATITA FELICE Il design prima di tutto, finalmente le matite giapponesi si sono date una svegliata e hanno tirato fuori una moto molto riuscita esteticamente e con tutte le cosine al posto giusto. Ma anche i contenuti non mancano. Telaio perimetrale di alluminio, motore ad iniezione derivato dalla precedente GSX-R, scarichi alti come comanda la moda (il principio è lo stesso della FZ6, con un unico marmittone sotto la sella e due uscite laterali carenate da un carter in plastica) ben integrati nella linea della moto.


B(ABY) KING I richiami al prototipo della B-King presentato qualche anno fa a Tokio sono evidenti, e non mancano soluzioni interessanti come le frecce anteriori integrate ai lati del serbatoio, che continuano la linea dell'ormai immancabile faro bislungo, questo sì fin troppo ispirato alla FZ6 (stesso fornitore?).

Anche nella zona posteriore si nota uno sforzo per integrare al massimo le linee. Per essere veramente al top mancano giusto le pinze radiali e la forcella rovesciata, roba più d'immagine che altro su questi modelli, perché forcella tradizionale e pinze a quattro pistoncini bastano e avanzano per la strada. Del resto però sappiamo che proprio in questo settore l'immagine è tutto. In ogni caso la Suzuki si rifà con gli interessi nella zona posteriore con un bel forcellone con capriata di irrigidimento e un monoammortizzatore spinto da un leveraggio progressivo, una soluzione che tra le concorrenti vanta solo la Z750. Il quattro cilindri è anche stato ripulito con un catalizzatore e il dispositivo PAIR di aria secondaria, e la GSR è omologata Euro 3.


COMPATTA E REGOLABILE Non sono dichiarati i valori di potenza e coppia, ma almeno possiamo dirvi il peso che si attesta sui 183 kg a secco, con misure piuttosto compatte: 1400 mm di interasse, sella a soli 785 mm da terra, distanza dignitosa sella/pedane per il passeggero. Di buono c'è anche la regolazione delle sospensioni, la forcella si può regolare nel precarico, mentre l'ammortizzatore in precarico e ed estensione.Vista e toccata la moto dà idea di essere davvero ben fatta, anche se forse c'è qualche particolare in plastica di troppo. Bella e moderna anche la strumentazione con un cruscotto molto ampio dove non manca nemmeno l'indicatore della marcia inserita (una fissa di Suzuki che la sta piazzando ovunque ultimamente). Insomma la Suzuki ha colmato un bel vuoto e se il prezzo sarà quello che dicono la GSR si farà trovare puntuale con le zone alte della classifica.


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