Autore:
Alfredo Verdicchio

NIENTE DI NUOVO Con l’ennesima rivisitazione del quattro cilindri SACS aria/olio di vent’anni fa, Suzuki tira fuori la solita minestra riscaldata e perde l’occasione per fare il botto come la Kawasaki con le sue Z 750/1000. E una moto come la Bandit questo non lo merita. Una moto che in Italia non ha forse sfondato, ma che in Francia, Germania e Inghilterra ha un numero di proseliti non indifferente. Prendetelo come uno sfogo accorato di un "banditista" appassionato, tutt'oggi possessore di una Bandit 400, che vorrebbe per la Bandit lo stesso successo delle concorrenti. E questa mi pare un'occasione persa.

CHE PECCATO Probabilmente ad Hamamatsu hanno pensato che una nuova Bandit potesse creare problemi di "convivenza" con le naked bicilindriche SV 650 e 1000 che nella nuova veste non si può dire che abbiano proprio sfondato. Una ipotesi, non una certezza. Come quella che invece abbiano semplicemente deciso di relegare il "Bandito" a un ruolo di comparsa, da moto "low price", una sorta di sorella maggiore della economica GS 500. Poi, chissà, magari più avanti vedremo nuove Bandit di maggiore cilindrata, 750 e 1000 o milledue, con motori ad iniezione e raffreddati a liquido e un look azzeccato.

CRESCE DI POCO Ipotesi queste che avranno risposta fra un paio di settimane durante la presentazione ufficiale delle novità a Monaco. Per ora non ci resta che dare una occhiata alla "nuova" Bandit che per l’occasione si è data una ritoccata al suo quattro in linea alettato, passando a una maggiore cilindrata (656 cc) grazie a un aumento dell’alesaggio, passato dai vecchi 62,6 mm ai nuovi 65,5.

TUTTO UGUALE Una scelta tecnica probabilmente dettata dalla voglia di rendere più corposa la spinta ai medi, dove la Bandit 600 è sempre stata un po’ carente. Dal punto di vista tecnico si segnala l’arrivo di una forcella sempre con steli di 41 mm di diametro ma regolabili nel precarico molla, mentre non cambia nulla per quanto riguarda il monoammotizzatore (sempre regolabile nel precarico molla e nel ritorno dell'idraulica) e le misure dei pneumatici.

ABS Tra le novità estetiche, invece, degna di nota è la coda, molto più spigolosa e aggressiva di prima, che ospita anche una nuova sella, di certo più imbottita e bella di quella che monta la Bandit di adesso, ma anche sparata più verso l’alto. Ed è per questo che ora l'altezza è anche regolabile, potendo spaziare tra un minimo di 770 mm da terra ad un massimo di 790 mm. Un passo in più verso una concezione più turistica della Bandit che addirittura aggiunge tra gli optional il sistema di frenata con ABS che ben si sposa nella versione carenata "S".

PESA MENO Su telaio e frontale, invece, spuntano coperture non meglio identificate, così come un nuovo e più muscoloso serbatoio sempre da 20 litri, mentre la bilancia fa indicare un calo di peso di una decina di chili scarsi rispetto al peso dichiarato per la Bandit ancora in commercio: 201 kg per la naked e 204 kg per la "S" dichiarati.


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