CALENDARIO FOLLE Ma chi li fa i calendari dei campionati? Forse uno che non sa che in Inghilterra a Marzo potrebbe ancora nevicare e che forse non sarebbe il caso di farci una gara di moto. In ogni caso dovremmo ringraziare questo signore perché le mutevolissime condizioni climatiche di Donington (venerdì era quasi estate, sabato e domenica era inverno pieno) ci hanno regalato gare davvero belle e spettacolari. In  particolare Gara 1 della Superbike, una gara che ha rasentato la follia, con moto che scappavano da tutte le parti gomme stracciate, sorpassi, dritti e perché no un accenno di rissa che non guasta mai.

TUTTI AMICI, QUASI Ma la Superbike non era mica quel campionato dove sono tutti amici dove c’è una atmosfera rilassata? Eccovi serviti. Mettete due galletti come Biaggi e Melandri (che già non si volevano bene) e un campionato del mondo in palio e siete serviti. A Phillip Island ci sono state le prime scintille agonistiche, a Donington è scoppiato l’incendio, con Biaggi che penalizza Melandri, Melandri che punta Biaggi, discussioni e mani in faccia.

CHECA E MELANDRI I DUE RE DI DONINGTON Sarà forse per questo che Macio è partito incavolato come una tigre e ha disputato due gare mauiscole: la prima con una rimonta sontuosa che lo ha portato a vincere davanti a un Jackub Smrz (comunque bravo) alle prese con una gomma alle tele; la seconda a sfiorare di nuovo la vittoria negatagli solo da un Checa mai così in forma che sta guidando in modo sopraffino la sua Ducati 1098R in via di pensionamento. Sembrava che la Yamaha la potesse guidare forte solo Spies, sembrava che la bicilindrica di Borgo Panigale quest’anno non avesse possibilità di vincere. Invece siamo qui con Checa saldamente in testa alla classifica e con Melandri subito dietro. Quattro gare solo due vincitori Carlos e Marco.

DISASTRO AL MAX Sembrava anche che per Biaggi la stagione fosse una specie di passeggiata e invece il corsaro stavolta non ne ha fatta una giusta. Sarà stato il freddo a togliere lucidità a Max? Non si sa, fatto sta che Biaggi è apparso deconcentrato fin dal venerdì. Nell’ordine, ha buttato giù Fabrizio venerdì, ha penalizzato (crediamo nella buona fede…) Melandri e Haga (entrambi in aria di pole) il Sabato. Ha inanellato una serie incredibile di errori in Gara1, ha anticipato lo start in Gara2 e, per finire in bellezza, non ha visto l’indicazione del Ride Trough e si è beccato la bandiera nera, rientrando al box quasi come liberato dal peso di un week end iniziato male e finito peggio. Ora non sta a noi, che siamo in poltrona, giudicare se una bandiera di vede oppure no, ma avendo corso almeno un pochino vi garantisco che le segnalazioni si vedono benissimo e che quando sai benissimo di aver anticipato la partenza qualcosa ti aspetti che ti dicano dai box, pertanto il muretto lo guardi, soprattutto se sei un professionista del calibro di Biaggi.

HASLAM CHE MASTINO! Tra le note positive della gara di Donington c’è quella di Haslam, che guida una moto non a posto e si vede, ma è un osso durissimo per tutti. Leon guida in modo spettacolare una BMW lontanissima dalla messa a punto ideale (pare che le prime dritte per far fare passi avanti alla moto ufficiale siano arrivate dal team italiano), sul giro secco dice la sua ma sulla lunghezza della gara patisce ancora un’usura di gomme eccessiva. Tuttavia, lui non molla mai (un lungo in Gara2 ma se sei sempre al limite ci può anche stare) e adesso è terzo in classifica davanti a Biaggi. C’è da credere che lui e Guidotti riusciranno a trovare il bandolo prima o poi e se il “limitare i danni” di Haslam significa arrivare sempre ai piedi del podio (oltretutto in Gara1 si è fatto fregare da Checa all’ultimo giro ed era incavolato nero) allora c’è da avere paura di lui. Un bravo invece lo merita Badovini entrato nella top 10; non va mai dimenticato che per il team italiano è proprio tutto nuovo e che la compagine capitanata da Serafino Foti stia ancora facendo esperienza.

VEDO VERDE Inizia a vedersi la Kawasaki, che con Sykes (peccato la scivolata) prima e con Lascorz poi ha fatto ottime prestazioni, gli altri sembrano essere un po’ troppo altalenanti: Fabrizio va malissimo nella prima gara e benissimo nella seconda; Haga è stato davvero veloce ma ha sbagliato in Gara2; Camier ottimo terzo in Gara2 è crollato in Gara1; Smrz è una gran manetta ma fa una manche buona su due e in un mondiale tirato come questo non ci si può permettere di sbagliare niente. Chissà se Biaggi lo ha capito…

SCASSA E DUE Chiudiamo con la Supersport e con la doppietta Yamaha Parkingo, che ha visto ancora una volta Luca Scassa davanti a tutti. Le redivive R6 tirate fuori dalla naftalina e gestite magistralmente dal Team capitanato da Giuliano Rovelli hanno fatto letteralmente il vuoto. Scassa è un talento vero, chissà se vincendo a ripetizione nel mondiale cadetto riuscirà finalmente a farsi notare da qualche team importante in superbike. O forse, meglio ancora, chissà se  Rovelli riuscirà a riportarlo nella classe regina delle derivate di serie con la Yamaha. Luca lo meriterebbe davvero.

SBK DONINGTON GARA 1
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SBK DONINGTON GARA 2
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