Autore:
Stefano Cordara

TOUR DE PARIS Il salone di Parigi non è quello da farsi venire le vesciche ai piedi. In tutto sarà grande come un Padiglione dell'ormai ex Intermot, o del prossimo Eicma (che prenderà il via il prossimo 15 novembre nella nuova fiera di Pero). In compenso il giorno prima ci pensano le conferenze stampa delle Giapponesi a farci viaggiare per la Ville Lumière.


TUTTO IN UN GIORNO

Il salone inizia il 30 ma il 29 i giornalisti sono già in giro a caccia di Taxi per spostarsi dalla zona fiera (Suzuki) agli Champs-Elysée (Kawasaki) e allo Stade de France dove Honda ha concluso la giornata con fuochi di artificio degni del santo Patrono. Tutto con una tempistica da prova speciale.

YAMAHA AL LIDO

Yamaha ha invece addirittura giocato di anticipo, presentando le sue novità addirittura il 28 a Lido di Parigi, dove le tette delle ballerine non hanno però distolto i presenti dalle forme sinuose forme della R6 o dai muscoli della FZ1 (voi ci credete?).

SI VA IN SCENA

Poi finalmente il salone vero e proprio, con i suoi stand, le sue lucie le sue hostess. Una mezza giornata basta e avanza per vedere tutto, e non si scarpina nemmeno tanto.

BEN ORGANIZZATO

 Di buono c'è l'organizzazione, che non obbliga a file chilometriche per ritirare un pass o una brochure. Dà il via alle presentazioni l'Aprilia, che scoperchia la Tuono e le due nuove bicilindriche (RXV e SXV). Per la prima non fidatevi delle foto, guardatela dal vivo, perché la Tuono è molto poco fotogenica e tra l'altro la colorazione bianca e rossa è a mio parere quella meno adatta a lei. La versione nero opaca è invece davvero cattiva e le rende giustizia.

ENDURO Le bicilindriche 450/550 rappresentano un salto epocale, non fosse altro perché sono le prime motard ed enduro racing con motore bicilindrico ad essere vendute al pubblico. Fossi stato in Aprilia me la sarei tirata molto di più, anche perché se una Suzuki impiega almeno 20 minuti per presentare la "nuova" Bandit, vogliamo dare almeno lo stesso tempo ad una moto che apre un'epoca?


LA GUERRA DEGLI STAND

Gli spazi espositivi delle due maggiori Case al mondo rispecchiano un po' anche il pensiero filosofico dei due marchi. Spumeggiante quello della Yamaha, con tante novità e ballerine dalle movenze languide. Più "istituzionale" quello della Honda, dove a parte le comparsate di Asimo (e una hostess notevole inguainata di rosso) di spettacolo non se ne parla.

HONDINA E proprio Honda mi ha lasciato un po' a bocca asciutta, perché dai leader di mercato ci si attende sempre tantissimo. Mi aspettavo qualcosa di più eclatante (Asimo a parte), invece dal colosso di Tokio arrivano più aggiornamenti che nuovi modelli. La chicca più importante è quella dell'airbag sulla Gold Wing, una soluzione che fa tanto bandiera tecnologica, poi la nuova CBR, davvero migliorata e molto più bella di prima.


MOTO PER TUTTI Deauville e CBF sono i modelli che più di tutti rispecchiano la attuale filosofia Honda, che vuole soprattutto fare moto alla portata di tutti, che facilitino la vita. E la VFR cambia più che altro sotto, un lavoro di sicuro importante ma forse poco percepibile da chi andrà dal concessionario e penserà di trovarsi di fronte alla "solita VFR". Honda ha anche altre novità in serbo per il salone di Milano per cui aspettiamo prima di dare giudizi definitivi.

NINJA E SUZUKI Di Kawasaki mi piace molto la ER-6F, una moto che non c'era e anche carina da vedere. Di Yamaha (R6 a parte) la FZ1, un bel bisonte carico di grinta. Suzuki entra finalmente a dar battaglia nel settore più combattutto del momento con la sua GSR, qualche particolare non mi dispiace, ma nel complesso la 600 di Hamamatsu mi convinceva un po' più in foto, dal vivo la plastica abbonda....


IL MIO PODIO

Se devo stabilire un podio tra quello che ho visto (e letto nelle cartelle stampa) allora metto la R6 sul gradino più alto. La nuova ipersportiva Yamaha è davvero sensazionale non fosse altro per quel contagiri con la zona rossa a 17.500 giri (e il fondoscala a 20.000!) e tutto il contorno di gran tecnologia che la circonda. Le Suzuki sono state rifatte un gran bene e non sono meno tecnologiche ma appaiono meno nuove, non fosse altro perché nella linea sono un po' troppo uguali alla 1000 (stimo comunque moltissimo la GSX-R 750 con cui sono sicuro si possa andar forte almeno come con le 1000).

ARGENTO E BRONZO Al secondo posto metto la Daytona Triple,  perché in fondo ha introdotto qualcosa di nuovo. Un motore tre cilindri di quella cilindrata è sicuramente interessante e la moto è ben fatta e quanto a tecnologia è avanti almeno quanto le giapponesi. Al terzo posto piazzo le Aprilia bicilindriche, perché nell'off road sono davvero "avanti" come linea e come motore. Non capisco, invece, la mossa di BMW che a Parigi c'era ma non ha presentato nulla, salvo deliberare proprio nel giorno stampa del Salone le foto e i dati della nuova 800 bicilindrica. Già che c'era non poteva presentarla li?


DITE LA VOSTRA Lascio quindi la parola ai lettori

. Qui a fianco trovate un sondaggio per votare la moto che, secondo voi, è la più interessante tra le novità presentate al Mondial du deux Roues. Mi piacerebbe che non si votasse solo l'estetica e il proprio marchio, ma anche i contenuti tecnologici e di sicurezza. Perché il look ha di sicuro la sua importanza, ma anche quello che c'è sotto ha il suo peso. E pensateci bene, perchè il voto è unico. Per chi ancora non le avesse viste, le moto sono nello Speciale Parigi (link in alto a destra).

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