Autore:
Stefano Cordara

FEBBRE: NIENTE ROSSI Girare, girare, girare, questo è il diktat di una MotoGP che deve concentrare in pochissimi test il maggior numero di giri possibile per cercare di sistemare al meglio le moto. Girare, girare, soprattutto per Rossi che deve fare sua la Ducati Desmosedici. Certo ci mancava pure la febbre. Dopo la soddisfazione dei ducatisti del primo giorno di test, che ha visto Rossi nei primi 5 con la gomma da gara (poi è sceso al nono posto quando gli altri hanno tentato il time attack con la gomma da tempo che lui invece non ha utilizzato) oggi la febbre ha costretto in hotel il pesarese e non c’è stato niente da fare. Certo per la Ducati non ci voleva, soprattutto dopo che la Honda ha mostrato una forza impressionante.

PROVA DI FORZA Tre piloti nei primi tre posti separati da pochi decimi di secondo. La leadership è andata ancora a Stoner che con un 2.00.171 ha migliorato anche il record della pista di Rossi, che a suo tempo Simoncelli aveva già avvicinato. Ha ragione a essere incupito il buon Jorge Lorenzo, finito anche dietro a Spies (e la cosa sicuramente non gli ha fatto molto piacere), e con molti dubbi sulla potenza del motore della sua Yamaha.

DUCATI INDIETRO In ogni caso le Ducati continuano a non spiccare, davanti a loro c’è anche una Yamaha del Test Team che di sicuro non è guidata da un talento. Il primo è Barberà decimo ma a quasi due secondi da Stoner, un abisso. Peggio ancora Hayden, il che non è un bel vedere per l’americano che l’anno scorso si è sempre ben comportato sfiorando il podio più volte. Tra chi arranca ci sono anche Elias e Crutchlow, che sono sempre in fondo. Per lo spagnolo, che ha già corso in MotoGP con la Honda, le difficoltà sono piuttosto strane. Crutchlow dimostra invece che la fretta di lasciare il mondiale SBK per venire in MotoGP forse è stata cattiva consigliera. Del resto mica tutti sono Ben Spies..


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