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TORMENTONE Vale si, Vale no, Vale forse. Il tormentone di questi giorni è questo: Rossi che rientra al Sachsenring o forse no, che gira con la Superbike e va forte come e più dei piloti delle derivate di serie o forse no. Che firma con la Ducati, o forse no. Insomma, gli altri corrono, lui sta fermo ma tutto gira comunque attorno a lui, appena si muove Rossi succede un casino, perché, volenti o nolenti, questo mondo, il nostro mondo è Rossi dipendente.

SEMPRE SULLA NOTIZIA Valentino fa notizia, qualsiasi cosa faccia, figuriamoci se poi salta su una Superbike (cosa che avrebbe voluto fare già qualche tempo fa) e si mette a girare forte nonostante non sia assolutamente al 100% a causa dell'infortunio, così forte che vien da pensare che in occasione di una ipotetica "migrazione", anche temporanea, nel campionato Superbike (idea che a lui piacerebbe non poco) sarebbero cavoli per tutti.

PRECEDENTI Ma questa non è certo una novità: se Simoncelli l'anno scorso si è permesso di salire sul podio a Imola, Valentino non potrebbe certo fare peggio, anche perché con le derivate di serie lui ha già avuto a che fare. Ricordate? Suzuka, Honda VTR, la stessa con cui il suo compagno di squadra Edwards sta correndo la Superbike. Lui arriva a Suzuka salta sulla moto e dà 1 secondo e mezzo a Colin che al momento non la prende molto bene (leggete il libro di Rossi per sapere come lo ha appellato) ma poi capisce che non c'è niente da fare e diventa uno dei migliori amici di Rossi.


DALLE STAMPELLE ALLA SELLA Bene, dopo questi test estemporanei (gli unici possibili per avvicinare le sollecitazioni di una MotoGP, visto che con la sua moto non può girare per regolamento) Rossi ha mostrato che, anche se cammina ancora con le stampelle, in moto riesce ad andare molto bene. Quasi 40 giri a Misano, 46 giri a Brno, sempre lì, sempre vicino ai migliori tempi in gara di Biaggi e di Rea e con il gusto di provare anche una Pirelli da Superpole e di staccare un (ufficioso) 1.59.1.

PROVATO IL FISICO O LA MOTO? Insomma saranno pure test per vedere come va il fisico, ma Vale prova, sperimenta, tira e dà indicazioni preziose. Chissà se il team Yamaha e i tecnici Pirelli avevano sottomano il loro bloc notes perchè l'impressione è quasi che questi test siano serviti più alla squadra di Meregalli per capire dove migliorare la R1 SBK che a Rossi stesso per capire com'è messo... E a questo punto chissà come sarebbe andata la sfida stellare con l'altro fenomeno, Troy Bayliss, un altro capace di saltare sulla moto e di suonare i piloti ufficiali.


LONTANO SI SOFFRE Che Rossi abbia voglia di rientrare in fretta ormai è scontato, se non sarà al Sachsenring (dipende dalla formazione del callo osseo della sua tibia) sarà sicuramente a Brno per la gara successiva. E meno male che aveva dichiarato di voler prendersi tutto il tempo necessario per guarire! La verità è che se i piloti stanno lontani per troppo tempo dalle moto stanno male, e Rossi è un pilota che sin dal momento in cui si è fatto male ha solo pensato a rientrare il prima possiible.

MEDITA LO SCHERZETTO Rientrasse al Sachsenring non farebbe comunque nulla di più di quanto fatto da altri piloti (come Sabbatani ad esempio) e con 275 punti ancora in palio avrebbe tutto il tempo di provare recuperare il secondo posto in campionato e, perchè no, tentare di interrompere la serie di successi del suo compagno di squadra. Il che indubbiamente gli darebbe un gran gusto.


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