La Norge ha un bicilindrico 1200 ma potrei consigliarla anche a un debuttante come prima moto. Pesa 246 chilogrammi, ma sembra più leggera: ha tanto sterzo e una sella bassa che rendono facili facili anche le manovre più strette. Il baricentro è vicino all'asfalto e anche spostarla a mano è più facile che per moto con una scheda tecnica da Weigth Watchers. E poi la posizione di guida è eccellente, ci si trova bene da subito e si è costretti a posizioni da circo solo dopo ore di guida, per sciogliere i muscoli che sarebbero stanchi anche su una Rolls-Royce Phantom.

Soltanto microvibrazioni sul manubrio rendono le mani un poco insensibili a fine serata, ma sono sicuro che in Guzzi ovvieranno presto all'inconveniente con uno strato isolante, anche perché le microvibrazioni rendono la visione sugli specchi poco precisa. Peccato perché la posizione degli specchi è ottima e la visione dietro ha un campo perfetto.

La fatica si fa sentire poco anche grazie alla protezione aerodinamica, eccellente per una carenatura così compatta: alla Norge smontate le borse (se proprio volete), ed è più agile e facile nel traffico del centro di tanti scooteroni che intasano le strade cittadine. Il parabrezza si regola in altezza e sulle nostre Norge di pre-serie, ibride nella dotazione, la regolazione è manuale: due manopoloni e due dadi, si regola l'altezza e si stringe il tutto.

Parto con il parabrezza basso, poi lo provo a metà altezza. È la giusta altezza se non superate l'uno e ottanta: ottima protezione e miglior compromesso con la stabilità quando si superano i 180 orari. Con la posizione più alta altri colleghi trovano qualche problema di ondeggiamento in più, che sulla mia Norge si manifesta raramente e soltanto in rilascio dalla massima velocità o con qualche scia aerodinamica anomala. La posizione alta la scelgo per i tratti di curve, ma è soltanto un trucco per avere meno fruscii sul casco e sentire meglio la musica sparata dal lettore MP3 nel mio casco (vedi sezione abbigliamento). Non ce ne sarebbe bisogno altrimenti.

E sulle curve si apprezza l'agilità della Norge 1200, pronta a piegarsi a ogni volere di curva, pronta a tirarsi su in fretta per affrontare la successiva controcurva. In tutto questo il motore dà una mano, morbido nel tiro-rilascio e con una spinta in sesta a 2000 giri che tira fuori da qualsiasi situazione. Se si vuole più spinta, il cambio è a prova di debuttante, appunto, veloce nello scalare una marcia, anche senza usare la frizione: in 4500 chilometri di cambiate, non ne ho sbagliata una, nemmeno alla dodicesima ora di guida.

Negli avvallamenti in curva si stende a strisciare con il cavalletto: il precarico della molla posteriore è al minimo e con le borse la Norge 1200 si avvicina molto all'asfalto. Un altro difettuccio: la manopola di regolazione è nascosta da un carter di protezione che si leva smontando la borsa sinistra: questa operazione dovrebbe essere più facile, per adattare al volo la Norge 1200 alla strada. 13 moto, 4500 chilometri: unico inconveniente un cavalletto rotto, ma è capitato alla Norge affidata a un collega un po' troppo in carne che forse ne ha abusato.

Potenti i freni, ma la leva mi piacerebbe meno gommosa e più pronta, ottimo l'Abs che entra in funzione preciso e con discrezione. Una perfetta moto da viaggio che si adatta senza problemi anche al traffico cittadino più caotico, in attesa della prossima avventura. Alla fine del viaggio c'è chi ha già chiesto di comprare la sua Norge...


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