Autore:
Stefano Cordara


Concentrazione e
stretching
prima di partire
PIACERE, CHE FATICA! Non dovevo certo aspettare di correre nell'Endurance per capire che guidare una moto in pista costa molta fatica. Lo ammetto, quando sono venuto a conoscenza di quel che mi attendeva ho tentato di darmi da fare per presentarmi al primo appuntamento con la pista il più in forma possibile. Si insomma, ho cercato di allenarmi un po'. E mi sono scontrato con il problema che più o meno tutti hanno: la mancanza di tempo. Momenti ritagliati al tempo libero, pause pranzo passate in piscina qualche corsetta qua e la tra un cambio pannolini e un biberon, stretching alla mattina mentre mi lavo i denti.

MEGLIO ESSERE PREPARATI Ma quei minuti rosicchiati qua e la mi hanno dato anche una certezza, se si vuole andare in pista per bene occorre allenarsi, ne ho avuto la conferma durante la 8 ore di Albacete quando dopo tre ore di guida avevo ancora la lucidità necessaria per capire cosa stavo facendo. Allenarsi, e come? Parecchia gente ci ha scritto per sapere cosa occorre fare per prepararsi almeno un minimo alla guida in pista. Senza voler pretendere di insegnare niente a nessuno ecco qualche consiglio pratico e l'esempio dei campioni.


SPORT A DUE RUOTE
Le moto moderne, sempre più veloci e sofisticate, richiedono che anche il nostro fisico sia perfettamente a punto per poterle sfruttare al meglio. Guidare una moto in pista (nel senso di pilotarla non di farsi trasportare come un sacco) è uno sport né più né meno come andare in bicicletta o a correre. Invece, la cultura della preparazione fisica per il motociclista è praticamente assente. Si spendono migliaia di Euro per preparare la moto e niente per preparare il nostro fisico. Ebbene, se per praticare gli altri sport ci alleniamo, perché per andare in moto no? Chiunque frequenti le piste si sarà certamente accorto che alla ripresa della stagione si fa una gran fatica a riprendere il ritmo, e dopo venti minuti si inizia a guidare male, affaticati e con i riflessi appannati, una condizione perfetta per trovarsi a terra senza nemmeno rendersene conto.

INVERNO ATTIVO Allora Prendiamola alla lunga. Potendo, sarebbe meglio trascorrere i mesi in cui non si usa la moto (ovvero quelli invernali) a preparare il fisico per la nuova stagione motociclistica. Non lo avete fatto? Siete ancora in tempo per rimediare.


LA
SAGRA DEL PADDOCK Inorridisco quando mi capita di partecipare ai turni liberi, dove si vede un po' di tutto: dal pranzo con porchetta e vinello, alla tremenda accoppiata birrettina-sigaretta prima di entrare in pista. È storia vera quella di un signore che, presentatosi ad un demo Ride Kawasaki, ha mangiato 4 panini salvo presentarsi appena dopo pranzo per provare la ZX-10R a Monza. Risultato: al terzo giro ha visto tutto nero e si è fermato, molle come un fico, all'interno della parabolica.

TUTTO NASCE DAL TASSELLO Senza voler arrivare all'eccesso opposto, ovvero al superallenamento (nessuno di noi deve vincere il mondiale), credo però che dovremmo imparare qualcosa dai colleghi del fuoristrada, disciplina molto più dura, che si allenano almeno un minimo e che praticano del sano stretching prima di entrare in circuito. Perché, non so se avete mai provato, a noi "pistaioli" bastano un paio di salti e due derapate in un campo di cross per essere pronti per il ricovero. E allora ecco come potremmo prepararci ad affrontare una stagione motociclistica in condizioni fisiche dignitose.


Franco Battaini in
azione sulla bicicletta
FISICO A POSTO Non è necessario essere piloti, o correre in qualche campionato perché sia consigliabile una preparazione fisica. Anche i "turnisti", quelli che si accalcano nelle piste in occasione delle sempre più numerose giornate aperte alle moto, anche loro dovrebbero avere un minimo di cultura in più riguardo al proprio fisico (ovviamente senza alcuna pretesa da parte mia di fare di tutta l'erba un fascio).

GIÀ CHE ABBIAM PAGATO... Altrimenti, il rischio, nemmeno troppo remoto, è quello di finire spossati dopo il primo turno, non godersi appieno le prestazioni della propria moto e buttare via i soldi perché siamo talmente stanchi che entriamo in pista solo perché "ormai abbiamo pagato" o peggio, non ci entriamo per niente.

SI GUIDA MEGLIO Perché avere un fisico efficiente e allenato significa anche e soprattutto guidare meglio e meno impegnati, avere riflessi più pronti (anche nella guida su strada), avere la reazione giusta al momento giusto e magari evitare una caduta. Un fisico allenato significa anche avere prestazioni migliori, così che ci accorgeremo che se noi siamo più efficienti non sarà necessario elaborare la moto per far scendere i tempi sul giro.


Carlos Checa
in allenamento
ALLENAMENTO MIRATO Approfittiamo quindi del poco tempo libero per muoverci un po'. Corsa, bicicletta, un po' di palestra, nuoto se si può. Tutte attività che, tempo libero permettendo, ci faranno trovare tonici al momento di impugnare i semimanubri. Come fare? Prendendo esempio dai piloti professionisti che dell'allenamento hanno fatto ormai una religione. La corsa è la base di tutto. Faticosa ma necessaria a "fare il fiato" quello che manca sempre quando si gira a lungo.

MEGLIO IL NUOTO Tutte le attività aerobiche sono le benvenute, il nuoto in particolare, perché coinvolge quasi tutta la muscolatura, è lo sport più completo (in vista dell'endurance è la disciplina che ho praticato di più). E anche la bicicletta è molto utile perché la postura alla fine è molto simile a quella che adottiamo in moto ed è una pratica meno "cruenta" per giunture e muscoli rispetto alla corsa. Parecchi piloti professionisti hanno iniziato per motivi di allenamento e si sono poi appassionati al pedale, la usano Biaggi, Melandri, Ruben Xsaus e Troy Bayliss che è quasi un professionista e si spara, quando può, 150 km al giorno sulle montagne attorno a Montecarlo


Max Biaggi
fa stretcing
POCHI CHILI TANTE VOLTE Poi, siccome ormai quasi tutti andiamo in palestra facciamo fruttare l'investimento chiedendo al nostro personal trainer gli esercizi per tenere in forma i muscoli più impegnati nella guida sportiva. Quali? Bicipiti, avambracci, spalle, trapezi, dorsali, addominali e gambe. Il consiglio è comunque quello di allenare i muscoli senza usare carichi molto gravosi, meglio tante ripetizioni con poco carico per non ingrossare la massa muscolare e diventare come un bibendum che non entra più nella tuta, anche perché se si aumenta di peso la moto va più piano.

POCHE ORE MA FATTE BENE Dedicando poche ore la settimana al fisico, potremo diventare una macchina in perfetta efficienza quando sarà il momento di dare il gas, scoprirete voi stessi la differenza sostanziale tra il finire un turno ancora freschi e lucidi o arrivare distrutti dopo venti minuti in sella.


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