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VOGLIO IL MEGLIO
I motociclisti sono una razza abituata ad avere sempre il meglio. Per questo quando si tratta di gomme a volte si cede alla tentazione di acquistare un prodotto top, senza però sapere bene a cosa si va incontro. Storie come "la gomma in mescola è più morbida per cui tiene meglio anche su strada" sono purtroppo all'ordine del giorno tra gli appassionati. Niente di più sbagliato. In realtà prodotti "estremi" come le Power One in mescola sono in grado sì di offrire performance esagerate, ma sono anche esigenti con il proprio pilota, richiedendo attenzioni particolari e conoscenze che non tutti hanno.

AMANO IL CALDO Dopo la caduta di Valentino di questi giorni, si fa un gran parlare di gomme che non lavorano bene se non sono nel range di temperatura ottimale. Ebbene, pur senza arrivare a certi estremi, i prodotti racing specializzati potrebbero offrire, anche se in misura minore, gli stessi problemi. Le mescole con cui sono equipaggiati offrono livelli di grip elevatissimi, ma solo quando lavorano a temperatura ottimale, nello specifico dagli 80° in su.


CON LA COPERTINA…
Ecco perché vanno scaldate con le termocoperte (che portano la temperatura della gomma proprio a 80°), ed ecco perché sarebbe meglio utilizzarle solo se si dispone delle attrezzature necessarie per farle rendere al meglio. Se non portate alla temperatura ottimale (su strada e talvolta anche in pista se non si guida davvero forte) queste gomme finiscono per non offrire prestazioni ottimali. Anzi, potrebbero avere anche livelli di grip inferiori a quelli delle gomme Racing Street o sportive stradali. Il che significa usure precoci, battistrada "strappati" e, non ultimo, il rischio di appoggiare la moto a terra se si entra in pista "allegri" e non si ha avuto l'accortezza di scaldarle bene o non le si sta utilizzando alla pressione corretta. Inoltre, le mescole sono (alcune più alcune meno) sensibili ai cicli termici e per questo, una volta riscaldate e raffreddate, è da mettere in conto un calo di prestazioni.

UGUALI MA DIVERSE Del resto, basta guardare una Power One e una Power One in mescola, una di fianco all'altra, per capire che stiamo parlando di due cose diverse. I profili della gomma in mescola sono specifici per la guida in pista, con un anteriore estremamente "appuntito" che assicura discese in piega da togliere il fiato ma anche un appoggio smisurato una volta che si è in percorrenza, garantito da una spalla molto ampia che appoggia a terra un'area di gomma altrettanto ampia. Praticamente impossibile far lavorare tutto il battistrada dell'anteriore, a meno di non avere le pedane all'altezza delle orecchie. Lo stesso vale per il posteriore, che è studiato per offrire le massime prestazioni di aderenza a moto inclinata quando, aprendo - o meglio "stracciando" - il gas, si va a "schiacciare" la gomma sollecitandola al massimo.


IN PISTA SENZA LIMITI
Con le Power One in mescola ogni remora viene abbandonata, la BMW si fa appuntita, iperreattiva e consente ingressi in curva rapidissimi con i freni in mano fino alla corda. A questo punto dovrei cambiare mappatura e passare a quella Slick, che ha un livello di controllo di trazione più elevato e consente alla moto di impennarsi in uscita di curva, ma sulla mia S1000RR questa mappa non è disponibile per cui mi "accontento" della Race.

IL MASSIMO DELLE PRESTAZIONI Ovvio, in condizioni ideali non c'è confronto tra le prestazioni di pneumatici non specifici e pneumatici in mescola che offrono anche carcasse molto rigide per reggere sollecitazioni estreme. Anche per questo la tendenza degli ultimi tempi è quella di usare pressioni molto basse soprattutto al posteriore, molto più basse di quello che è il canonico 1.9/2.1 che una volta andava bene dappertutto.


PRESSIONI BASSE
Oggi, ogni costruttore ha le sue pressioni, che è bene conoscere per far rendere al meglio il proprio pneumatico. Michelin per le Power One in mescola raccomanda una pressione di 2.1 bar all'anteriore e di 1.5 bar al posteriore, entrambe misurate a freddo. Le prestazioni eccellenti di questo tipo di pneumatici non possono più essere accompagnate da assetti standard, grip e caratteristiche di maneggevolezza impongono che l'assetto della moto siano all'altezza delle prestazioni delle gomme. E, a questo punto, occorre saper come e dove mettere le mani per non avere risultati opposti a quelli sperati.


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