Autore:
Stefano Cordara

LOTTA DI CLASSE Per farsi notare in un mondo complicato ed estremamente competitivo come quello dei caschi hai due possibilità: la prima è buttarla sulla grafica e sul look, la seconda è cercare di realizzare qualcosa di tecnicamente innovativo. Nel segmento dei caschi racing, però, i margini di manovra sono piuttosto limitati, i caschi nati per correre devono avere delle caratteristiche bene precise: un casco racing deve essere ovviamente sicuro, ma anche molto leggero e assolutamente ben ventilato, perché quando sei in pista l’aria non ti basta mai. In fondo i piloti sono piuttosto monotoni, chiedono sempre le stesse cose: meno peso, più areazione, un “fitting” molto preciso che non disturbi nella guida perché quando si corre ci si deve concentrare su altre cose e non sul casco.

IN TESTA A CHI CORRE Shark è sempre stata presente sulla testa di molti piloti di livello mondiale, soprattutto francesi (come Randy De Puniet che a dirla tutta come tester è eccezionale viste le volte che cade..) ma anche di altri piloti di punta come Troy Corser e Silvayn Guintoli in Superbike o Stefan Bradl in Moto2. Insomma la Casa di Marsiglia crede molto nello sviluppo in corsa e con il Race-R dimostra di aver voluto fare un grande salto di qualità.

PUNTA AL TOP Questo nuovo casco racing si può infatti considerare una sorta di spartiacque tra il vecchio e il nuovo corso di Shark in cui ancor più che in passato si tende a innovare (come ad esempio con il Vision-R che abbiamo già potuto provare) o a curare i particolari in modo qusi maniacale. In effetti, dopo averlo provato possiamo affermare che lo Shark Race-R Pro si può inserire senza problemi nella ristretta elite dei caschi top.

SUPER VISIERA Le caratteristiche sono sicuramente interessanti Shark ha curato in modo particolare alcuni elementi come ad esempio il fissaggio della visiera (giudicata il punto debole quando si cade perchè spesso tende a staccarsi) che sul Race-R è fissata con quattro attacchi in metallo a garanzia di un fissaggio inamovibile anche durante le cadute più rovinose. La visiera stessa (ovviamente antigraffio e antiappannante) è spessa ben 4,25 mm nella zona centrale uno spessore da casco di F1 più che da moto. Poi, lo spessore decresce fino ad arrivare ai 3 mm dei lati tutto mantenendo un livello 1 di qualità ottica. Traducendo dal "tecnichese" è una visiera otticamente perfetta.

ARIA FRESCA Tanti piccoli particolari contribuiscono a fare del Race-R Pro (e del fratello meno costoso Race-R che cambia solo nel materiale della calotta: fibra invece di carbonio-aramide). La ventilazione conta ben 4 “porte” di ingresso dell’aria fresca, una sulla mentoniera di cui è interessante il filtro che “smorza” il flusso diretto alla bocca o, una volta invertito, lo blocca mandando  un flusso maggiore verso la visiera; una frontale e le due classiche sopra la calotta.

SI PARTE DALLA TESTA Interessante anche il concetto di “reverse engineering” a indicare che per progettare il Race-R in Shark sono partiti dalla fisionomia della testa del pilota e sono andati verso l’esterno aggiungendo tutto quello che serviva per ottenere la massima sicurezza possibile. Sembra una cosa scontata ma in realtà non lo è, perché la prassi comune per la progettazione dei caschi è partire dalla calotta e andare verso l’interno. Il tutto contenuto in 1.250 grammi e in una calotta (previste due misure in relazione alle taglie) piuttosto compatta rispetto ai modelli che passato caratterizzavano il costruttore francese.  Curioso il fatto che su un casco racing come lo Shark Race-R ci siano molte attenzioni di tipo “stradale”. Il casco è infatti predisposto per il sistema di comunicazione Bluetooh Shark tooth, ha la funzione “easy fit” per consentire di usare gli occhiali senza problemi, e utilizza una “tendina” sotto la mentoniera per eliminare la circolazione d’aria in velocità e isolare dal freddo. La motivazione di Shark è che non tutti utilizzano un casco racing solo per correre e chi lo utilizza su strada potrà troverà queste cose molto comode. In effetti non ci sentiamo di dargli torto.

LA PROVA Abbiamo potuto provare lo Shark Race-R in pista con moto sportive e naked. Una giornata interessante soprattutto perché abbiamo potuto avere il supporto di Mark Eillidge, Racing Manager di Shark nel campionato BSB che ci ha anche personalizzato la calzata facendoci scoprire che i piloti veri usano caschi esattamente uguali ai nostri. Il casco è quindi la cosa che ci avvicina in assoluto di più ai top rider.

ARIA BUONA Confesso che avrei proprio voluto mettere alla prova il fissaggio della visiera… ma, visto che per fortuna sono rimasto in piedi, mi sono concentrato sul comfort e sulla stabilità del casco che sono entrambe ottime. La ventilazione del Race-R è davvero eccellente, di sicuro a un livello dove si trovano pochissimi altri caschi racing. Il “raffrescamento” è sensibile sia nella parte frontale del viso sia nella parte superiore dove comunque non si avvertono flussi diretti di aria che possono essere fastidiosi ma solo una ventilazione diffusa e generalizzata. Le prese d’aria sono quindi molto efficaci anche se quella anteriore una volta aperta non è perfettamente riuscita esteticamente.

SILENZIO SI GIRA La silenziosità è più che valida: sia con le naked sia con le sportive non si avvertono fruscii o sibili fastidiosi e per quel che riguarda il fitting lo Shark Race-R si è dimostrato perfetto per la mia testa nella classica taglia S che utilizzo normalmente. A Mark ho richiesto solo di levarmi la tendina sotto alla mentoniera perché quando sono in pista mi piace avere il massimo dell’aria possibile, una modifica che vi raccomando di fare solo se ne siete pienamente convinti perché è definitiva, la tendina va infatti tagliata, almeno per ora..

TRIPLA LAMA Il giudizio positivo si estende anche alla stabilità, in Shark hanno sottolineato come la “tripla lama” non sia un vezzo estetico (ma in generale nessuna delle scelte fatte sullo Race-R lo è) ma sia figlia di uno studio approfondito in galleria del vento per migliorare al massimo la stabilità in velocità. Franciacorta non è così veloce da poter mettere a dura prova questa caratteristica  (si toccano circa i 210 veri) e fino a quel limite la stabilità del Race-R Pro è a prova di bomba, mi riservo quindi di riprovarlo in futuro su circuiti più veloci. Anche così si può comunque affermare che il Race-R è un prodotto giustamente ambizioso. Vuole stare nell’elite dei caschi racing e ha tutte le carte in regola per farlo.I prezzi partono dai 629 € del Race-R Pro e dai 429 € del Race-R che condivide tutte le soluzioni tecnologiche con il Pro ma ha una calotta in fibra invece che in Carbon Aramide.


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