Autore:
Alessandro Codognesi

GATTA DA PELARE Mi capita spesso di sentire amici che, in preda al momento shopping-moto, non sanno che pesci pigliare, o meglio, che casco pigliare. E’ infatti un settore davvero competitivo e difficile quello dei caschi, con una clientela sempre più esigente, sia in direzione prezzo, sia sul fronte livello di sicurezza. Il tutto dev’essere poi confezionato in una grafica avvincente, in grado di raccogliere i consensi del maggior numero di motociclisti: un vero rebus per le Case del settore. Shark si è sempre difesa bene, puntando soprattutto su grafiche aggressive e prezzi ragionevoli. Per il 2012 la Casa di Marsiglia tenta l’affondo nel settore modulari presentando lo Shark EvoLine series 3, mentre con lo Shark SPEED-R prova a sfondare nel settore Roadster Sport, essendo un casco pensato e sviluppato per ridurre al minimo le turbolenze aerodinamiche.

TI MODULO LA VITA Lo Shark EvoLine series 3, come lascia intuire il nome stesso, rappresenta la terza generazione della sua stirpe. 5 anni fa, infatti, nasceva la prima edizione dello Shark EvoLine, il casco dal quale poi molti altri costruttori si sono ispirati per creare i loro modulari. Il suo miglior pregio era di sposare il piacere di un casco aperto con la possibilità di avere, a richiesta, la sicurezza di un  integrale.

NEWS DI SOSTANZA Oggi come oggi, lo Shark EvoLine series 3 si colloca tra i modulari più evoluti. Innanzitutto è dotato della doppia omologazione. In seconda battuta ha un sistema di ribaltamento della mentoniera più unico che raro, che consente di apporla dietro la nuca e non, come nella stragrande maggioranza dei casi, sopra la fronte. Vantaggi? Il peso è ragionevole e l’effetto vela gravante sulla fronte è ridotto al minimo (come accade solitamente sui Jet). Inoltre, per il 2012, lo Shark EvoLine series 3 porta con sé importanti novità, come la semplificazione del movimento per aprire la mentoniera (non serve più aprire la visiera per spostarla dietro la testa) e un peso sensibilmente diminuito: si passa infatti dai mastodontici 1.900 g della precedente versione ai più razionali 1.700 g. Dulcis in fundo le novità più di dettaglio, come il nuovo design degli interni per una calzata più confortevole. Il resto è cosa nota, come il materiale, un mix di ABS e policarbonato. Infine capitolo prezzo: si va da 379 a 399 euro IVA inclusa, a seconda delle colorazioni, valore in linea con la categoria media.

CHIAMAMI SPEED Voltiamo pagina. Fino a poco tempo fa, chi possedeva una moto naked doveva accontentarsi di indossare caschi simil-pista. Ora, vista l’impennata di vendite che il mercato naked ha fatto registrare, le Case costruttrici di caschi hanno fiutato il trend, iniziando così a produrre caschi specifici per il settore. In questo mercato si inserisce anche Shark con il nuovo Shark SPEED-R, casco studiato e sviluppato espressamente per il settore delle sportive da strada, tendenzialmente nude. E’ stato effettuato infatti ampio studio per ridurre drasticamente i vortici generati dall’aria frontale, dato che sulle moto naked, di protezione aerodinamica…non ce n’è. Sul fronte sicurezza lo Shark SPEED-R non si fa mancare nulla, facendo segnare 4 stelle al test Sharp. Dal punto di vista dell’economia siamo OK, il prezzo è giusto: si parte da 299 fino a 379 euro IVA inclusa.

MEZZA TESTA E ora passiamo dalla teoria alla pratica, su strada. L'inizio della prova prevede lo Shark EvoLine series 3. Una volta indossato il confort è totale e anche chi necessita di occhiali per non avere una vista da talpa nessun problema, grazie al comodo sistema Easy-fit che prevede sedi apposite per le bacchette degli occhiali. Pronti via, si parte per un mix di autostrada e statali di circa 250 km, dove poter testare a fondo le qualità del casco. Caso vuole che la giornata sia particolarmente ventosa, cosa che rende il gioco ancor più difficile al doppia anima Shark EvoLine series 3. In autostrada viene immediatamente fuori come la silenziosità di marcia non sia proprio il punto forte del modulare di Marsiglia, ma questo è un limite tipico di quasi tutti gli apribili e per il resto non presenta grossi punti deboli. Anche da aperto, infatti, la sensazione è quella di un normale Jet senza l’aggravio della mentoniera, grazie all’intelligente sistema di ribaltamento.

VISUALMENTE STABILE Se il sole picchia come nella giornata della nostra prova nessun problema, l’ottima seconda visiera scura copre bene dall’eccessiva illuminazione. L’unico appunto è sul taglio che impartisce allo sguardo: se infatti avete gli occhi puntati verso l’orizzonte e per visionare il cruscotto cambiate inquadratura, la visiera non coprirà la vostra digressione, creando un leggero fastidio dato dall’improvviso chiaro-scuro. Nulla comunque di allarmante. Il peso? Non eccessivo e migliore del precedente, ma essendo un modulare rimane comunque una certa massa da contrastare con il collo.

LO SPORTIVO Dopo una bella smanettata è il momento di una pausa, ed è anche l’occasione per sostituire il modulare con il più sportivo Shark SPEED-R. E non è subito amore. La calzata è un po’ particolare: nulla di grave, beninteso, ma nel mio caso specifico la zona guance è un po' strettina, nonostante io non abbia gote da trombettista. Dopo qualche km però lo Shark SPEED-R recupera punti: la silenziosità di marcia è notevole e la visuale è sempre garantita dall’ottima visiera, che, grazie al differente spessore al centro rispetto ai lati (4,2 mm contro 2,9 mm), non trasmette all’occhio immagini distorte. Sul dritto autostradale si percepisce lo sforzo compiuto dai tecnici per evitare le eccessive turbolenze. Solo a velocità da autobahn tedesche la forza dell’aria si fa sentire sul collo, incoraggiando a chiudere il gas. Ma tutto sommato sono in sella ha una naked senza nemmeno lo straccio di un cupolino, per lo più con un vento che suggerisce una giornata da passare sul windsurf più che in sella a una moto. Non si può proprio chiedere molto di più.


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