Autore:
Alberto Raverdino

RIVOLUZIONE FRANCESE Il marchio Michelin ci ha abituato a invenzioni capaci di mettere il classico punto a capo. A loro il merito di aver concepito il primo pneumatico radiale, la prima gomma slick (apparsa nel mondiale Gp500) e non molto più in la l'introduzione della silice come elemento chiave per garantire un'ottima tenuta anche sul bagnato. Insomma Michelin propone più di un biglietto da visita "pesante" capace di piantare le fondamenta di un'evoluzione di settore che sembra davvero inarrestabile.

...E ORA CI RISIAMO L'immagine pubblicitaria di questi pneumatici parla chiaro. L'omino Michelin vestito come un medico specialista che sorridendo propone una confezione tascabile di Power Pure come rimedio per il peso superfluo. Non male davvero. Queste gomme promettono di risparmiare tra anteriore e posteriore la bellezza di 1kg rispetto alla media della concorrenza, ovvero un'enormità se si pensa che il peso guadagnato su cerchi, dischi freno e quindi anche gomme –quindi le cosiddette masse non sospese- è di fondamentale importanza e vale molto ma molto di più rispetto a quello relativo al resto della moto.


MA COME HANNO FATTO? La parola magica è Aramide. Si tratta di una fibra sintetica capace di una resistenza eccezionale accompagnata a un peso assolutamente ridotto, viene utilizzata nell'industria aeronautica, per la realizzazione di giubbotti anti proiettile e per molte altre applicazioni in cui occorre coniugare resistenza e leggerezza. Tale è stata l'evoluzione nella costruzione di questa fibra, che i tecnici Michelin hanno quindi potuto sostituire il filo d'acciaio che fino ad oggi ha composto la loro gomma con questo filo che, credetemi, sembra poco più spesso di quello per cucire un telo mare...

MENO EFFETTO GIROSCOPICO... Il risultato è immediato. Meno peso sulle ruote e, come se non bastasse, nella parte più perimetrale di esse, diminuisce sensibilmente l'inerzia di una massa impegnata a ruotare su se stessa. Il tutto con immensi benefici in termini di reattività della moto ogni volta che si decide di cambiare direzione. Quanti di noi hanno sognato di dotare la propria moto di ruote in magnesio per pura libidine o per esigenze squisitamente dinamiche? Con queste gomme almeno la seconda esigenza sembra ben più a portata di portafoglio.


...E ALTRI BENEFICI La teoria ci dice inoltre che una minore massa non sospesa porta come conseguenza diretta un lavoro più efficiente svolto dalle sospensioni. In poche parole sarà più facile per forcella e monoammortizzatore "copiare" ogni piccola asperità e garantire così un'aderenza ottimale. In questo caso si tratta di un plus difficile da percepire a polso, ma documentato da una telemetria capace di registrare il comportamento delle sospensioni, quindi fidiamoci.

DOPPIA MESCOLA Il Power Pure riprende la tecnologia già sviluppata per il Pilot Power 2CT ovvero l'applicazione di un tipo di mescola per la parte centrale dello pneumatico, che lavora al suolo quando la moto è dritta (più dura) e un'altra mescola (più morbida) disposta lungo le parti più esterne che lavora quando la moto si trova in piega. Questa volta però cambiano le proporzioni di una e dell'altra. Per l'esattezza la zona morbida si espande decisamente di più verso il centro dato che basta una modesta inclinazione per poter sfruttare già una buona percentuale di mescola dotata di maggiore grip. Ciò avviene sia sull'anteriore ma soprattutto sul posteriore visto che in questo caso la mescola dura si abbandona completamente già dai 24° di inclinazione.


SU STRADA: ESAGERATA! Temperatura dell'aria 4° scarsi, asfalto bagnato e una sorta di pioggerella che a tratti si trasforma in nevischio (gurdate la foto in grande per capire in che stato era l'asfalto...): queste le iniziali condizioni del nostro test lungo le strade nei pressi di Almeria. In questo specifico contesto la Power Pure è stata fenomenale. Mai una sbavatura, nessuna perdita di aderenza ma tanto feeling fin dai primi metri percorsi. Evidentemente, il fatto che il disegno del battistrada derivi da quello delle gomme rain destinate alle competizioni non sembra semplicemente una trovata pubblicitaria.

SILICIO MY LOVE Anche quando l'asfalto comincia ad asciugare e offrire l'alternanza di tratti bagnati e asciutti non ci si scompone; in questo caso la tipica sensazione di trovarsi "sulle uova" non esiste. Evidentemente la consistente dose di silicio che arricchisce la mescola Michelin fa il proprio mestiere con il risultato di incutere una gran fiducia e rendere la guida serena, divertente anche se le mani si ghiacciano e la visiera si appanna.


IN PISTA? Nel pomeriggio assolato e finalmente con una temperatura più "normale", le sessioni sul tracciato di Almeria hanno lasciato intendere un carattere meno incline alla pista di quanto si potesse pensare. Sebbene la maneggevolezza e la facilità con cui la moto entri in piega velocemente e senza fatica rappresentino un benefit indiscutibile, il risultato finale lascia supporre che questo pneumatico sia più propenso verso un utilizzo stradale anche molto sportivo, piuttosto che alla ricerca del proprio record sul giro.

DAVANTI E DIETRO L'appoggio dell'anteriore, soprattutto in fase di percorrenza, non è tra i più granitici; anche se il grip non manca, al pilota non arrivano quella sensazione di solidità e sostegno tanto preziose quando si decide di forzare di più nell'ingresso in curva, magari indugiando con i freni in mano. Il posteriore ha un grip valido finché non si esagera, quando si cerca di anticipare l'apertura del gas per sfruttare l'accelerazione ancora a moto inclinata. Niente di preoccupante sia chiaro, le perdite di aderenza non arrivano improvvise, la Power Pure avvisa con il debito anticipo. Alla fine però il tutto consente una guida sicuramente proficua ma più conservativa che aggressiva, senza cioè la spinta a migliorare se stessi ma accontentandosi, ognuno in base alle proprie capacità, di quanto si sta facendo.


OCCHIO ALLE PRESSIONI Chiunque si troverà ad utilizzare questi pneumatici per qualche scorribanda in pista dovrà ricordarsi che con le Power Pure le pressioni d'esercizio dovranno mantenersi alte. Il che significa che nel caso di queste Michelin occorre dimenticarsi la pratica di giocare con le pressioni, mantenendo invece anche in pista e a freddo la classica accoppiata stradale 2.5/2.9. Sconvolti? Se avete letto fino a qui non dovreste esserlo perché è evidente che la carcassa super leggera sia anche più morbida e necessiti di un "cuscino d'aria" più consistente per garantire un comportamento adeguato anche sotto stress.

A CONTI FATTI La Power Pure grazie alla sua leggerezza e alle sue doti di tenuta in ogni condizione ha dimostrato di essere una gomma dalle doti dinamiche ottime. Su strade aperte al traffico vola tra una curva e l'altra è sincera, estremamente efficace e divertente proprio per la facilità con cui si fa condurre, è confortevole e ottima quando il fondo è freddo o non ottimale. La pista invece non è il suo terreno di caccia preferito; bastano pochi giri per rendersi conto che ci vorrebbe qualcosa di più per scatenare l'ambizione degli aspiranti piloti. Nulla di grave, comunque, anche in casa Michelin troverete ci sa fare benissimo il "lavoro sporco": si chiama Power One.

MISURE DISPONIBILI La Power Pure è disponibile per gli anteriori nei classici 120/60 17, 120/70 17 e per i posteriori nelle misure 160/60, 180/55 190/50 e 190/55 tutte rigorosamente per cerchi da 17". Per chi non lo sapesse la Yamaha R1 utilizza le Power Pure come primo equipaggiamento.


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