Autore:
Andrea Rapelli

UNA STORIA Ripercorrere la propria storia motociclistica non è mai facile. Un po' perché si riaprono vecchie ferite, un po' perché affiora un filo di nostalgia. Per le scorribande su un'Aprilia RS 125 con gli amici, per esempio. Oppure per quella Kawa Z750 blu elettrico, modificata con il mono del Ninja 636, che ancora mi piange il cuore averla venduta. Ma anche per quell'incidente che, poco prima dei 18 anni, mi ha insegnato tante cose e non solo sulla moto. Preferisco comunque ricordarmi del felice ma breve interludio con una Triumph Speed Triple 1050 nuova nuova, durato troppo poco a causa di problemi che si ripresentavano piuttosto spesso (o sfiga, se volete chiamarla così) e della cattiveria della Suzuki GSX-R 750 del 2006 usata che mi ero regalato con la volontà di farla, prima o poi, nuda con il manubrio alto. Ma la vita, spesso, ti porta altrove: nel mio caso, a diventare marito e papà in tempo (quasi) zero. Per la moto, però – i veri motociclisti mi capiranno – c'è sempre posto. E allora ecco che in garage è entrata una Honda Africa Twin del 1993, che mi fa vedere il paesaggio che scorre dietro la visiera in un modo diverso, se vogliamo, ma sempre un po' speciale. Anche nel quotidiano casa-ufficio. Con lei (e moglie al seguito) ho girato in lungo e in largo la Sardegna e un po' d'Italia e ho (ri)scoperto, per dire, che la moto non è solo velocità. Ecco perché il mio abbigliamento ideale, da poter usare 365 giorni l'anno o quasi, deve poter affrontare con la stessa nonchalance autostrada, strade di montagna e perfino percorsi sterrati. Perché non sai mai dove ti porta il giro...

CASCO SHOEI HORNET ADV
Il calabrone di Shoei sfoggia un look decisamente aggressivo, con visiera “branchiata” e immagine un po' crossover un po' streetfighter, come dice chi mastica di marketing. Quel che conta, però, è che la palpebra-visiera parasole non mi affatica troppo il collo a velocità autostradali – l'Hornet ADV, per la cronaca, raggiunge i 1.600 grammi – e la visibilità soddisfa pure i precisini. Se qualcuno può storcere il naso per la calzata, piuttosto stretta, non mi posso proprio lamentare della qualità dei materiali e delle imbottiture, da casco premium. La ventilazione? Bene sulla calotta, sto al fresco anche quando fa caldo, meno nella zona della mentoniera: per fortuna, nelle giornate più fresche e con la pioggia, l'antiappannante di serie risolve tutto. Finita? Macché: all'altezza della orecchie ci sono due auricolari integrati per l'interfono mentre non manca il sistema di sicurezza EQRS, per lo sgancio rapido dei guanciali in caso di soccorso dopo un incidente.
Prezzo: da 549 euro

GIACCA SCOTT ALL TERRAIN PRO DP Chi fa fuoristrada (ma anche chi va in bici o ama gli sport invernali) conoscerà molto bene Scott, brand americano dalla lunga storia nato nel 1958. La giacca All Terrain Pro DP ha tutto ciò che serve per piacere al mototurista che guida un'endurona, moderna o attempata che sia. In poliestere ad alta densità con inserti imbottiti e riflettenti, questa giacca dispone di un interno staccabile in tre strati costruito con tecnologia DRYOsphere, che la mi protegge dall'acqua e dal vento ed è capace di mantenere costante la temperatura corporea anche d'inverno. Viceversa, nella bella stagione apprezzo le sei prese d'aria frontali: due, che rimangono aperte con un paio di calamite, sul petto, due a cerniera sull'addome e altre due, particolarmente ampie, sulle braccia. Sulla schiena c'è poi un'altra grande bocca, apribile con i bottoni, per il ricambio d'aria. Togliendo l'imbottitura interna si perdono però il colletto alto e le caratteristiche di impermeabilità. Ottima la dotazione di tasche esterne (due sono impermeabili) e comoda la regolazione (con bottoni automatici) all'altezza dei bicipiti. Indossando la All Terrain Pro DP, inoltre, non ho mai la sensazione di muovermi alla Robocop, come invece accade su alcuni capi rivali più pesanti. Naturalmente non mancano protezioni su spalle e gomiti: sulla schiena è poi previsto l'alloggiamento per il paraschiena.
Prezzo: 429 Euro

PANTALONI SCOTT ALL TERRAIN PRO DP A far pendant nel look ci pensano dei pantaloni dalla vestibilità comoda, dotati di una pratica ma resistente zip per essere uniti alla giacca. Anche loro hanno l'imbottitura interna in membrana idrorepellente DRYOsphere, si fregiano di prese d'aria sulle cosce (che posso lasciare aperte grazie a piccoli magneti), protezioni al ginocchio regolabili su due diverse altezze, regolazione in vita e sul bordo inferiore. Il colore nero col caldo non aiuta eppure, grazie alla ventilazione, le mie gambe sudano poco. In compenso, mi piacerebbe avere di serie le protezioni sulle anche, che invece si trovano a parte. Ecco, magari non è proprio il completo adatto per un aperitivo nel localino pettinato della movida milanese ma, in viaggio, svolge il suo compito egregiamente, anche quando fa caldo. E poi, così in nero, lo sporco si vede poco... Vostra moglie vi ringrazierà, garantito.
Prezzo: 259 Euro

GUANTI OJ ENERGY Un bel guanto in poliestere comodo comodo, buono soprattutto quando parto per l'ufficio che fa un freddo becco e torno a casa, la sera, che fa più caldino. La vestibilità è discreta (anche se il tessuto interno si lascia un po' andare) ma la doppia regolazione a strap sul polso mi sembra comoda e si adatta senza troppi problemi ai polsi della giacca. Nel caso del tipico acquazzone primaverile posso contare sulla membrana impermeabile Hipora mentre l'inserto in gomma sulle nocche ci mette una pezza in caso di caduta. Considerando il costo, l'OJ Energy rimane un guanto con un rapporto qualità-prezzo formidabile.
Prezzo: 79,90 EURO

STIVALI ALPINESTARS ANDES WATERPROOF Una vecchia e gradita conoscenza della redazione, gli stivali Andes di Alpinestars: non più a catalogo, mi regalano ancora oggi una calzata facile quanto comoda, una chiusura piuttosto precisa, che mi permette di tenere piede e caviglia belli saldi e, nondimeno, una buona sensibilità ai pedali. In più, li posso indossare – con un filo di faccia tosta – sotto i jeans, anche se non devo fare Milano-Goteborg tutta d'un fiato. Ecco, magari non sono proprio adatti ai climi caraibici: quando la colonnina di mercurio s'impenna, infatti, il piede inevitabilmente ne risente, perché la pelle è bella e protettiva ma traspira pochino. I mesi invernali sono quindi il loro pane, perché questi Alpinestars mantengono le calze belle calde. E asciutte, grazie alla tomaia con membrana interamente impermeabile.


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